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I nuovi finanziamenti pubblici per il solare negli edifici pubblici
Sul portale del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare sono stati pubblicati 3 nuovi bandi per rifinanziare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Altri 8 milioni di euro si rendono disponibili oltre ai 7.328.559,85 euro del 2007.
Lo stanziamento di 8 milioni di euro è destinato alle seguenti misure:
- Misura 1 - "Il sole negli enti pubblici", con una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro. La misura è indirizzata alle Pubbliche Amministrazioni ed agli Enti Pubblici, ivi incluse le società collegate o controllate dagli Enti, i quali siano proprietari o esercitino un altro diritto reale di godimento o siano possessori o gestori purché autorizzati dal proprietario della struttura edilizia oggetto dell'intervento. È finalizzato alla realizzazione di impianti solari termici per la produzione di calore a bassa temperatura realizzati su edifici pubblici, offrendo particolare sostegno agli interventi realizzati tramite il meccanismo del finanziamento tramite terzi.
- Misura 2 - "Il sole a scuola", con una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro. Il bando è rivolto ai Comuni e alle Province che siano proprietari di edifici ospitanti scuole medie inferiori o superiori. È finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici e, simultaneamente, l'avvio di un'attività didattica volta alla realizzazione di analisi energetiche e di interventi di razionalizzazione e risparmio energetico nei suddetti edifici, tramite il coinvolgimento degli studenti;
- Misura 3 - "Impianti fotovoltaici di alto pregio", rifinanziata per 1 milione di euro per il quale però si effettuerà lo scorrimento della graduatoria delle istanze già pervenute. La misura è rivolta a Comuni capoluogo di provincia, Comuni in cui insistano territori facenti parti di aree naturali protette di valenza nazionale o regionale di cui alla legge n. 394/1991, Province, Università statali e gli Enti Pubblici di ricerca. Il bando è finalizzato alla realizzazione di impianti solari fotovoltaici, completamente integrati in complessi edilizi secondo criteri di replicabilità che risultino funzionali alle tipologie edilizie proprie del territorio e delle zone in cui verrà realizzato l'impianto stesso (taglia compresa tra 1 e 50 kWp).
Le istanze per partecipare ai suddetti finanziamenti devono rispettare secondo le modalità indicate nei bandi scaricabili dal sito del ministero www.minambiente.it
Fonte:edilone.it
La Spezia. Il lavoro di Cna sblocca i contributi alle aziende di autotrasporto
Finalmente! Per merito della CNA sono stati sbloccati i contributi alle aziende di autotrasporto che abbiano acquistato, anche mediante locazione finanziaria, automezzi Euro 5 di portata superiore a 11,5 tonnelate. I contributi valgono per il biennio 2007-2008.
Lo stanziamento complessivo è di 70 milioni di euro ed il contributo, per ogni nuovo veicolo acquisito, è fissato in euro 3.400 per le piccole ed medie imprese ed euro 2.550 per le altre imprese di autotrasporto.
Presso gli uffici della CNA sono a disposizione i moduli e le informazioni complete per fare la domanda al Ministero dei Trasporti.
Per informazioni: CNA-FITA Via P. Giuliani n. 6 – La Spezia - 0187 598072 3482712301
Fonte:cittadellaspezia.com
Milano. Oltre 45 mila assunti entro fine anno
Diplomato o laureato, preferibilmente in materie tecnico-scientifiche, età tra i 25 e i 54 anni e 3,5 anni di esperienza. È l’identikit del lavoratore più ricercato dalle imprese del territorio comunale che, secondo l’indagine Excelsior sull’occupazione, per il 2008 prevedono 45.080 assunzioni, di cui 5 mila stagionali; 40mila entro l’anno saranno le uscite, si registra quindi un saldo occupazionale positivo di 4.300 unità. I dati, raccolti con Comune e Camera di commercio con 4.600 interviste a imprese private, mostrano la prevalenza dei contratti a tempo indeterminato (55,4%) e, per i settori, la crescita dei servizi (circa 36 mila assunzioni). Più ambiti i diplomati dei laureati, 16.330 contro 10.060; tra questi ultimi, quasi la metà delle richieste è per ingegneria e indirizzi economici. Oltre alle 45 mila assunzioni, si firmeranno anche 19.580 contratti a progetto: per lo più incarichi dirigenziali e consulenze.
Fonte:metronews.it(Roberta Di Matteo)
Un fondo per le Pmi che investono nella tecnologia
Concessa una garanzia per l’80% dei finanziamenti riconosciuti alla piccole e medie imprese per progetti che introducano innovazione di prodotto, processo o servizio
Secondo quanto riportato da Riditt (Rete Italiana per la Diffusione dell’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico alle impres), l a "Sezione tecnologie digitali" del Fondo di Garanzia concede una garanzia pari all'80% dell'investimento ammissibile sui finanziamenti concessi alle Pmi, da banche o confidi, per progetti volti a introdurre innovazioni di prodotto, processo e servizi mediante l'utilizzo di tecnologie digitali.
Gli investimenti ammissibili sono: acquisizione di tecnologie Ict per l'integrazione dei processi aziendalinell'ambito organizzativo, produttivo, commerciale, logistico e distributivo; investimenti immateriali come l'acquisizione di servizi di consulenza per la realizzazione di applicazioni informatiche/contenuti innovativi a supporto dell'azione di reingegnerizzazione di processi critici aziendali, quali Erp, Crm, Scm, E-Marketplace, E-Banking; investimenti per la formazione del personale.
Fonte:pmi-business.it
Infortuni sul lavoro. Il datore di lavoro è penalmente responsabile se in azienda mancano tecnologie aggiornate
La Cassazione ha stabilito che i datori di lavoro devono essere al passo con i tempi per quanto concerne le misure di sicurezza in azienda. In caso di infortunio di un dipendente, infatti, i vertici dell’impresa rischiano una condanna, anche penale, se non hanno introdotto in azienda le tecnologie più moderne e avanzate per tutelare i lavoratori.
La sentenza n. 38819 del 14 ottobre 2008, ha confermato la responsabilità penale dell’amministratore di una Spa di Pordenone, accusato di lesioni gravi colpose nei confronti di un dipendente che si era ferito pulendo una macchina industriale.
Per la suprema Corte, "il datore di lavoro deve ispirare la sua condotta alle acquisizioni della miglior scienza ed esperienza per fare in modo che il lavoratore sia posto nelle condizioni di operare con assoluta sicurezza. L'articolo 2087, infatti, nell' affermare che l'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa misure che, secondo le particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del lavoratore, stimola obbligatoriamente il datore di lavoro anche ad aprirsi alle nuove acquisizioni tecnologiche".
(Cassazione penale Sentenza, Sez. IV, 14/10/2008, n. 38819)
Fonte:ipsoa.it
Cassazione: figli iscritti a scuole private? Le spese le paga il genitore che ha deciso
La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 25026/2008) ha stabilito che le spese sostenute dal genitore che iscrive il proprio figlio a una scuola privata, gravano solo su colui che ha operato tale scelta. In particolare, gli Ermellini, hanno affermato il seguente principio di diritto “nella disciplina del diritto di famiglia, introdotta dalla legge 19 maggio 1975 n. 151, l’obbligazione assunta da un coniuge, per soddisfare bisogni familiari, non pone l’altro coniuge nella veste di debitore solidale, difettando una deroga rispetto alla regola generale secondo cui il contratto non produce effetti rispetto ai terzi. Il suddetto principio opera indipendentemente dal fatto che i coniugi si trovino in regime di comunione dei beni, essendo la circostanza rilevante solo sotto il diverso profilo dell’invocabilità da parte del creditore della garanzia dei beni della comunione o del coniuge non stipulante, nei casi e nei limiti di cui agli artt. 189 e 190 (nuovo testo) cod. civ.”.
Naturalmente, la responsabilità solidale di entrambi non va esclusa quando si tratti di esigenze primarie come possono essere le spese per la salute.
Fonte:studiocataldi.it(Cristina Matricardi)
Macerata. Economia:credito agevolato ai giovani imprenditori
La Provincia di Macerata ha sottoscritto due convenzioni con Banca Marche e con diversi Confidi (Cooperative di garanzia degli artigiani e delle piccole imprese) attraverso le quali viene dato avvio ad un articolato programma di agevolazione creditizia. Complessivamente si conta che ne potranno beneficiare non meno di 600 piccole aziende.
Si tratta di due iniziative che riguardano la pianificazione finanziaria delle imprese artigiane, nella prospettiva dell´accordo Basilea 2, ed il sostegno ai giovani imprenditori under 30.
"Due interventi sperimentali", ha spiegato l´assessore provinciale alle Attività Produttive, Daniele Salvi "che possono dare forza all´economia locale in un periodo di crisi generalizzata”.
Per quanto riguarda l'imprenditoria giovanile, Banca Marche mette a disposizione di 20 milioni di euro (4 ogni anno, per un quinquennio, a partire dal 2008) finalizzato a concedere prestiti chirografari delle durata di 60 mesi, compreso un anno di preammortamento, ad imprese individuali dei settori artigianato, commercio, servizi, turismo, agricoltura, il cui titolare non abbia superato i 30 anni di età.
Il programma di pianificazione finanziaria Basilea 2 riguarda invece imprese artigiane che presentino domanda di finanziamento attraverso una relazione descrittiva della propria pianificazione finanziaria secondo la procedura del programma.
E’ previsto un plafond di 40 mila euro messo a disposizione dalla Provincia di Macerata per la concessione di contributi in conto garanzia pari all’1% del finanziamento per un massimo di mille euro per ciascuna operazione di mutuo chirografario, garantiti dai Confidi che hanno sottoscritto la convenzione.
La durata massima è di 84 mesi e l’importo, compreso tra 50 e 200 mila euro, deve essere destinato ad avvio di nuove imprese oppure ad investimenti per ristrutturazione finanziaria.
Alla firma del protocollo, oltre a Salvi, erano presenti il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, il responsabile del servizio imprese della direzione generale di Banca Marche, Agostino Sebastiani e Massimiliano Moriconi per Fidimpresa, Silvano Quacquarini per Cag “Pierucci”, Graziano Ciccarelli della Cooperativa di garanzia “Maceratese”.
Gli altri Confidi che hanno aderito al programma limitatamente a quello per l’imprenditoria giovanile sono Coturifidi, FimCost, ConfidiCoop Marche.
Fonte:gomarche.it
Credito d'imposta per aiutare l'export
Al via il credito di imposta per sostenere l'internazionalizzazione delle imprese agroalimentari. A due anni dal suo varo è arrivato da Bruxelles il via libera e ora per accelerare l'avvio operativo degli incentivi, pari al 50% degli investimenti in campagne promozionali sui mercati esteri, questa misura sarà inserita in un decreto legge che il Governo, su iniziativa del ministro delle Politiche agricole e alimentari, Luca Zaia, si appresta a varare già la prossima settimana.
Secondo un primo schema messo a punto in sede tecnica, il provvedimento sarà piuttosto corposo, una sorta di decreto omnibus nel quale far confluire una serie di proroghe e il ripescaggio di alcune finanziamenti che risalgono ad alcuni anni fa. Un primo slittamento dei termini riguarda l'immissione in consumo dei biocarburanti pari al 2% su benzine (bioetanolo) e gasolio per autotrazione (biodiesel) previsto per l'anno in corso. Considerati i ritardi con cui le Dogane hanno proceduto alle assegnazioni del plafond defiscalizzato - 250mila tonnellate nel caso di biodiesel, di cui 70mila riservati a olio ottenuto da contratti di filiera europea, escluso quindi l'import da Paesi extra-Ue - il decreto dovrebbe spostare la scadenza entro il quale soddisfare l'obbligo di miscela dal prossimo 31 dicembre al 30 giugno del 2009.
Un'altra proroga riguarda la riforma di due enti irrigui dal 31 dicembre di quest'anno al 31 marzo dell'anno prossimo: si tratta dell'Eipli (Ente irriguo di Puglia, Basilicata e Irpinia), al quale sarà destinanto anche un finanziamento di 5,6 milioni per la gestione; il secondo ente è il Consorzio Umbro-Aretino. Il decreto legge dovrebbe infine sbloccare 50 milioni per ultimare i pagamenti dei vecchi progetti di rottamazione e ammodernamento della flotta di pescherecci, rimasti incagliati per un contenzioso con Bruxelles.
I tecnici del ministero sono comunque ancora al lavoro e il decreto potrebbe allungarsi ancora. Lo stesso ministro Zaia, in un "question time" in un'azienda agricola con un gruppo di agricoltori della Coldiretti, ha annunciato che «appena gli uffici legislativi competenti completeranno il loro parere presenterà un provvedimento per rendere obbligatorio l'etichetta di origine a tutti i prodotti italiani».
Fonte:ilsole24ore.com
Risoluzione n. 385/E del 14 ottobre 2008. Acquisto prima casa all'asta: per il mutuo l'impropria occupazione è pari alla locazione
Sui mutui prima casa agevolazioni a maglie larghe. Via libera alle detrazioni degli interessi pagati sul prestito per acquistare la prima casa, comprata all'asta e occupata illegittimamente dall'ex proprietario, anche se adibita ad abitazione principale oltre il termine di un anno dall'acquisto. Purché l'azione esecutiva per il rilascio sia attivata entro tre mesi dal decreto di trasferimento e l'utilizzo come abitazione principale avvenga entro il successivo anno. Si tratta, infatti, di una situazione analoga all'acquisto di un immobile locato.
Questo, in estrema sintesi, il parere fornito dall'agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 385/E del 14 ottobre, in risposta a un interpello del proprietario di una casa che vuole sapere se può beneficiare della detrazione degli interessi passivi pagati sul mutuo contratto per l'acquisto, pur avendola adibita ad abitazione principale oltre i termini dettati dalla norma.
Nel dettaglio, il proprietario della casa ritiene di poter usufruire dell'agevolazione perché la sua situazione ricalca per analogia le stesse circostanze in cui versa l'acquirente di un immobile locato. Al momento dell'acquisto all'asta giudiziaria, infatti, lo stabile era occupato dall'ex proprietario che si rifiutava di lasciarlo, per cui soltanto dalla data di rilascio dell'immobile l'istante ha potuto adibirlo ad abitazione principale. Con queste premesse, l'istante è del parere che per lui possano valere le stesse disposizioni che disciplinano l'ipotesi dell'acquisto di immobili locati. Per questi ultimi, infatti, il termine entro il quale il proprietario di un immobile deve adibirlo ad abitazione principale è spostato nel tempo. Il trasferimento di residenza deve avvenire entro un anno dal rilascio dell'unità immobiliare, non più dal momento dell'acquisto. Inoltre, la detrazione Irpef del 19% spetta soltanto se, entro tre mesi dall'acquisto, si notifica al locatario l'atto di intimazione di licenza o di sfratto per finita locazione.
L'Agenzia si allinea alla soluzione prospettata dal proprietario e gli accorda l'agevolazione. I tecnici delle Entrate, infatti, pur precisando che il caso in oggetto rappresenta una situazione diversa da quella di chi compra una casa affittata, chiariscono che può essere comunque a essa assimilata. La circostanza comune, che pesa e indirizza verso una soluzione favorevole al contribuente, è il fatto che egli deve attivare un procedimento giudiziario per ottenere la disponibilità dell'immobile. Anche nel caso in esame, quindi, vale per analogia quanto disposto dal Tuir per l'acquisto di immobili locati, a condizione che l'azione esecutiva per il rilascio della casa sia stata attivata entro tre mesi dal decreto di trasferimento e che l'immobile sia stato adibito ad abitazione principale entro un anno dal suo rilascio.
Fonte:fiscooggi.it(Giulia Marconi)
Caritas: Povero un Italiano su quattro
In Italia le misure contro la povertà sono le meno efficaci in Europa: se in alcuni paesi (come Svezia, Danimarca, Olanda, Germania, Irlanda), l'impatto della spesa per la protezione sociale riesce a ridurre del 50% il rischio povertà, da noi si raggiunge un magro 4%. Un record che l'Italia, nell'Europa dei 15, detiene insieme alla Grecia.
Lo sostiene l'8/o Rapporto sulla povertà della Caritas Italiana-Fondazione Zancan - presentato oggi - che lancia l'allarme: "nell'Europa dei 15, l'Italia presenta una delle più alte percentuali di popolazione a rischio povertà". Il rapporto ricorda i dati Istat: il 13% degli italiani è povero, vive con meno di 500-600 euro al mese. Sono povere le famiglie con anziani (soprattutto se autosufficienti) ed è povero un terzo delle famiglie con tre o più figli; il 48,9% di queste vive al sud. Avere più figli aumento il rischio di povertà. Eppure non è così altrove. Ad esempio, in Norvegia con più figli il tasso di povertà si abbassa. Il nostro paese è al di sotto della spesa media per la protezione sociale. In realtà, la spesa aumenta ma per via della previdenza. Nel 2007, il pubblico ha erogato prestazioni a fini sociali pari a 366.878 mln euro, di cui il 66,3% per pensioni (+5,2% rispetto al 2006). Squilibrio più evidente se si considera l'incidenza sul Pil: la spesa per la previdenza incide per il 15,8% (15,6%), quella per la sanità per il 6,2% (6,4%), per l'assistenza sociale per l'1,9% (1,9%). Il rapporto suggerisce di riorientare e riqualificare le risorse.
CARITAS: POVERO UN ITALIANO SU QUATTRO
Accanto ai circa 7 milioni e mezzo di italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà relativa, ce ne sono altrettanti che si trovano appena sopra e che quindi facilmente potrebbero trovarsi nella condizione di indigenza.
Lo stima il vice direttore dela Caritas Italiana Francesco Marsico, facendo un'elaborazione dei dati dell'Istat. Di conseguenza - ha riferito Marsico a margine della presentazione del rapporto sulla povertà messo a punto insieme alla Fondazione Zancan - gli italiani "coinvolti" nel fenomeno povertà sono circa 15 milioni.
La soglia di povertà relativa è calcolata sulla spesa familiare per consumi che per il 2006 (gli ultimi dati disponibili dall'Istat) è stata fissata a 970,34 euro mensili per una famiglia di due persone. I "quasi poveri" sono al di sopra di questa soglia per una somma esigua, che va ad esempio anche dai 10 ai 50 euro al mese.
Fonte:ansa.it
Vigneti, 130mila ettari al macero
Sale in Europa la febbre da estirpazione dei vigneti. Nella prima campagna finanziata da Bruxelles con un miliardo di euro in tre anni per ridurre l'offerta di vino e incentivare il prepensionamento dei viticoltori, sono state infatti presentate domande per "rottamare" quasi 130mila ettari di vigneti europei. La parte del leone l'ha recitata la Spagna con richieste di espianto per 95mila ettari (concentrate nell'area della Castilla-La Mancha), sul milione di ettari attualmente in produzione. Ma la misura ha avuto un impatto non trascurabile anche in Francia dove sono state presentate circa 5mila domande per eliminare 15mila ettari di vigneto (richieste provenienti per oltre il 70% dall'area della Launguedoc-Roussillon).
A differenza delle prime stime prudenziali, una vera e propria "corsa" alla rottamazione delle vigne (i contributi sono più elevati il primo anno e si riducono nei successivi due) si è registrata anche in Italia. Secondo i dati raccolti dall'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) e dagli organismi pagatori regionali sono infatti quasi 14mila le domande presentate per eliminare circa 27mila ettari di vigneti. Una superficie pari a poco meno del 4% del vigneto Italia (il tetto massimo fissato da Bruxelles in un anno era del 10% della superficie nazionale).
La Commissione Ue, una volta raccolti i dati definitivi, dovrà stilare entro il prossimo 15 novembre la lista delle domande ammesse al premio (che potrà variare in base alle rese produttive tra un minimo di 1.700 e un massimo di 14.700 euro a ettaro). Un compito che, visto il numero di richieste, si annuncia arduo. Lo stanziamento di 540 milioni previsto per il primo anno infatti è già coperto dalle domande presentate e Bruxelles con ogni probabilità dovrà optare per un "taglio" lineare da applicare a ogni Paese membro.
Tornando all'Italia, fra le singole Regioni, il maggior numero di istanze di estirpazione dei vigneti è stato registrato in Puglia (si prevede verranno cancellati oltre 9mila ettari). A seguire la Sicilia (7mila ettari), l'Emilia Romagna (2.500), il Lazio e l'Abruzzo (1.700) e le Marche (1.500). Distanziate invece alcune regioni vocate alla produzione di vini made in Italy come Piemonte e Veneto (meno di 400 ettari) e la Toscana (200).
«Credo che la parola chiave per valutare le operazioni di espianto sia "selezione" - spiega il presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia -. Hanno cioè colto le chance offerte dalla riforma per uscire dal settore i produttori più deboli che hanno così lasciato spazio alle imprese che hanno mercato grazie alla qualità e alla storia dei propri prodotti».
«È positivo che le maggiori richieste si siano concentrate in Regioni come Puglia e Sicilia - aggiunge il presidente di Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro - dove in passato si è prodotto molto vino non tanto per il mercato, quanto per la distillazione finanziata con fondi comunitari. Una misura che tra quattro anni scomparirà. In questa ottica molti produttori si stanno adeguando al nuovo scenario».
Fonte:ilsole24ore.com(Giorgio dell'Orefice)
Reggio Emilia: contributi per riqualificazione immobili in centro storico
Entro il 3 novembre prossimo potranno essere presentate le domande per partecipare al bando che mette a disposizione circa 1,2milioni di euro per il restauro di alloggi privati in centro storico.
Il bando è rivolto ai proprietari di immobili ad uso abitativo situati nel centro storico e permette di accedere ai contributi regionali per gli interventi di recupero e manutenzione. I finanziamenti sono rivolti ai proprietari che si impegnino a stipulare una convenzione con il Comune di Reggio Emilia e ad affittare a canone calmierato per un minimo di 10 anni gli alloggi ristrutturati.
La domanda dovrà essere presentata da soggetti privati, fra cui Imprese di costruzione, cooperative di Abitazione ed Enti Privati proprietari degli alloggi entro il termine del 3 novembre prossimo.
Partecipando al bando si potrà ottenere un finanziamento pari al 30% delle spese di recupero e manutenzione (comunque non superiore a 400 euro/mq) e scegliere l'inquilino che occuperà l’immobile, all'interno dell'elenco dei soggetti aventi i requisiti accertati dall'ufficio comunale competente.
L’affitto agevolato è rivolto a giovani con meno di 35 anni (single, giovani coppie, studenti o lavoratori) che pur essendo autonomi economicamente hanno difficoltà a sostenere il canone d’affitto dell’abitazione.
Info: Comune Informa, via Farini 2/1, tel. 0522.456660 e 456000
www.comune.re.it/abitarepopolare
Fonte:elettricoplus.it
Cassazione: guardia medica "chiami il 118", condannata per rifiuto atti d'ufficio
La guardia medica che non interviene e consiglia di ospedalizzare il paziente con una chiamata al 118 rischia una condanna penale. Parola di cassazione. Secondo gli Ermellini si può infatti configurare una ipotesi di rifiuto di atti d'ufficio. Nel caso esaminato dalla Corte, la guardia medica, benchè sollecitata dal paziente a intervenire aveva consigliato di sollecitare il 118 per una ospedalizzazione e per discolparsi aveva addotto di essere sprovvisto della necessaria attrezzatura per tamponare l'emergenza. la Corte nella sentenza 35344/2008 ha ricordato che "l'urgenza dell'intervento, specie in campo sanitario, va apprezzata con riferimento al pregiudizio, anche potenziale e non necessariamente irreparabile, che puo' comunque derivare al paziente dalla mancata o tardiva assistenza sollecitata". Sulla scorta di questo principio la Sesta sezione penale ha confermato una condanna ex art. 328 c.p. nei confronti di una guardia medica per avere "indebitamente rifiutato [...] l'intervento domiciliare per sostituire il catetere urinario, che era ostruito, ad una paziente tetraplegica impossibilitata alla minzione da circa 12 ore". Per ben due volte i familiari della malata avevano contattato la guardia medica, sentendosi però solo dire dal medico di "sollecitare l'intervento del 118" essendo lui "sprovvisto del set sterile necessario per l'operazione di sostituzione del catetere". Alla fine il 118 è intervenuto ma il marito della paziente non aveva consentito il trasferimento in ospedale essendo la moglie inserita da tempo nel programma di assistenza domiciliare. La famiglia aveva così dovuto rivolgersi privatamente ad un'infermiere professionale per la sostituzione del catatere. Immediata la denuncia contro la guardia medica che dopo la condanna da parte dei giudici di merito si era rivolta in cassazione sostenendo che non era stato dato peso "alla reale ragione per la quale aveva consigliato di ospedalizzare la paziente". I Giudici di Piazza Cavour hanno respinto il ricorso ricordando che "durante il turno di guardia, il medico e' tenuto ad effettuare al piu' presto tutti gli interventi che gli siano richiesti direttamente dall'utente".
Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)
Contributi a fondo perduto per le Pmi marchigiane
Cna e Fidimpresa Marche si sono attivate per assistere gli imprenditori sia nella richiesta di contributi sia nella preparazione delle domande per il finanziamento a fondo perduto
Risparmio energetico, produzione di energia da fonti rinnovabili, innovazione tecnologica. Sono tutti interventi per i quali la Regione Marche prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto, opportunità interessanti per le piccole e medie imprese. A tal fine Fidimpresa Marche, insieme a Cna, si sono attivati per assistere gli imprenditori non solo per la richiesta di finanziamenti ma anche per la predisposizione delle domande di finanziamento a fondo perduto.
Di particolare interesse per le Pmi marchigiane, il sostegno, previsto dalla Regione, volto a favorire la promozione dell’innovazione diffusa nelle piccole e medie imprese e nelle imprese artigiane, attraverso contributi per complessivi 2,7 milioni di euro da impiegare nell’acquisto di macchinari innovativi, reti intranet, acquisto di hardware e software.
Incentivi per quasi 2 milioni di euro sono anche previsti per la riduzione dei consumi di energia elettrica e termica e per la produzione di energia elettrica tramite impianti alimentati da fonti rinnovabili. Tra l’altro, alle imprese regolarmente iscritte alla Camera di Commercio, la Regione favorisce e incentiva l’installazione di pannelli solari termici, concedendo contributi a fondo perduto, pari al 25 per cento della spesa.
Infine, va segnalato anche il bando regionale per il sostegno agli investimenti innovativi nelle piccole e medie imprese, finalizzati a prevenire o ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, garantendo un livello di protezione ambientale superiore agli standard obbligatori. In questi casi, il contributo pubblico verrà concesso nella misura del 50 per cento del costo ammissibile, fino a un massimo di 200 mila euro.
Importanti novità per le imprese anche per quanto riguarda i finanziamenti Artigiancassa. Nel Fondo Unico di quest’anno sono previsti 12,2 milioni di fondi agevolati per acquistate e ammodernare i capannoni e per l’acquisto di attrezzature.
Fonte:pmi-business.it
Entro il 31 Gennaio 2009 arriva il nuovo modello Irap
Sulla Gazzetta Ufficiale del 13 Ottobre 2008, è stato pubblicato il Decreto Ministeriale dell’11 Settembre 2008, con il quale viene assegnato all’Agenzia delle Entrate il compito di stabilire contenuti e specifiche tecniche del nuovo modello di dichiarazione Irap. L’approvazione del nuovo modello di dichiarazione Irap dovrà avvenire entro il 31 Gennaio 2009; inoltre, il modello andrà trasmesso in modo separato a ciascuna Regione o provincia autonoma.
Fonte: ilsole24ore.com
Università, il 27% degli studenti mente ai genitori sul proprio rendimento
Il 27% degli universitari ha mentito almeno una volta ai propri genitori sul risultato di un esame o sulla situazione dei propri esami. E' il dato che emerge da un'inchiesta di StudentiMagazine portata avanti nei forum della community Studenti.it dopo la vicenda di una studentessa campana della Bocconi di Milano che si è suicidata il giorno prima della laurea, perché in realtà le mancavano ancora due esami e aveva mentito ai suoi genitori. Alla base del gesto una bugia, banale, ma tutt'altro che rara tra gli studenti fuorisede.
Il dato si inserisce all'interno di un'inchiesta più ampia in cui la free press della StudentiMediaGroup ha provato a capire il rapporto che si instaura tra i genitori e gli studenti fuorisede. Infatti due studenti su tre scelgono di andare a studiare lontano da casa prima di tutto per abbandonare l'alveo familiare, facendo una scelta di libertà. Fra questi, il 56% dichiara di voler lasciare la famiglia per maturare ed il 44% per non sentirsi soffocare.
Tutto questo si può leggere in una generale sfiducia che porta i genitori a rivolgersi agli investigatori privati. A confermare la tendenza sono gli stessi operatori del settore intervistati da StudentiMagazine. "Sì, c'è un forte aumento della domanda di indagini sui fuorisede da parte dei genitori", racconta Miriam Tomponzi a StudentiMagazine. "E' una tendenza degli ultimi 3-4 anni. Del resto basta accendere la tv per vedere ogni giorno scene di cronaca con protagonisti giovani e giovanissimi. E' normale che un genitore si impaurisca di fronte a tale situazione e, quando non può stare al fianco del figlio in prima persona, si rivolge a qualcuno che possa controllarlo per lui. Inoltre molti genitori hanno capito che il controllo fai da te non funziona e che anzi può essere controproducente".
Sulla stessa linea anche Salvatore Currenti, titolare della Currenti investigazioni di Pavia, città piena di studenti fuorisede, che aggiunge: "Dopo quel che è successo a Perugia un anno fa la richiesta è sicuramente aumentata. I genitori temono che episodi del genere possano ripetersi ed hanno ancor più paura perché non sanno cosa fanno i propri figli lontano da casa".
Agli investigatori vengono richieste soprattutto indagini per scoprire se i figli si drogano o se in generale prendono una cattiva strada. Non mancano anche i genitori che chiedono agli investigatori di scoprire la verità sul rendimento universitario dei propri figli. "Chiaramente questo non è il problema principale che ci viene richiesto di risolvere, ma esiste", spiega Currenti a StudentiMagazine. "Una volta - racconta - abbiamo scoperto un ragazzo che per i genitori era prossimo alla laurea e che in realtà non aveva dato neanche un esame".
Dall'inchiesta emergono altri particolari sul nuovo trend: per portare a termine un servizio di investigazione medio nell'ambito del 'controllo giovani' (così si chiama l'ambito generale d'indagine nei confronti degli studenti) occorrono mediamente 3-4 giorni, per una spesa di 1000/1500 euro. In base al tariffario nazionale, per un'ora di servizio occorrono tra i 35 e i 70 euro, spese escluse. C'è però anche la possibilità di prezzi forfettari che possono ridurre i costi dei servizi.
Fonte:adnkronos.com
L'Agenzia aiuta i contribuenti a "fare i conti" col Fisco
Somme dovute in base al controllo automatizzato, in rete le rate su misura per il contribuente. E' in linea sul sito dell'agenzia delle Entrate la versione potenziata del software che consente di calcolare la rateizzazione dei pagamenti dovuti a seguito del controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni dei redditi, anche per le comunicazioni relative al Tfr, agli arretrati e al 36-bis. Un aggiornamento dell'applicazione informatica che aiuta i contribuenti a "fare i conti" con il Fisco e a sfruttare questa nuova possibilità introdotta dalla Finanziaria 2008. L'articolo 3-bis del decreto legislativo 462/1997, inserito con l'ultima Finanziaria, infatti, stabilisce che le somme dovute a seguito dei controlli automatizzato e formale delle dichiarazioni dei redditi possono essere versate in rate trimestrali di pari importo. Il software predisposto dall'Agenzia consente di scegliere, comodamente da casa, il piano rateale, compilare il modello F24 relativo alla formula prescelta di ripartizione delle somme, calcolare interessi e scadenze delle rate.
Come fare per fruire del pagamento dilazionato
Per poter godere della diluizione dei pagamenti, il primo versamento deve essere effettuato entro 30 giorni dalla data in cui il contribuente ha ricevuto la comunicazione con l'esito del controllo. Le ulteriori rate vanno versate entro l'ultimo giorno del trimestre successivo a quello di scadenza della rata precedente. Sull'importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi al tasso del 3,5% annuo.
Come calcolare le rate, effettuare il versamento rateale e determinare gli interessi
Il numero massimo di rate consentito varia in relazione all'importo richiesto con la comunicazione. Se le somme non superano i 5mila euro, possono essere versate in un numero massimo di sei rate trimestrali di pari importo. Se l'ammontare dovuto è superiore a 5mila euro ma non a 50mila, la somma si può spalmare in un massimo di venti rate trimestrali di pari importo.
Si concede la stessa possibilità, ma con più cautela, in circostanze in cui il contribuente debba cifre superiori a 50mila euro. Anche in questo caso resta aperta la possibilità di diluire in venti rate trimestrali l'importo dovuto, ma solo a condizione che l'interessato fornisca adeguate garanzie ex lege, che devono essere prodotte all'ufficio entro dieci giorni dal versamento della prima rata.
Maggiore accortezza anche nella circostanza in cui le somme dovute siano inferiori a 500 euro, con riferimento alle comunicazioni sulla tassazione separata (Tfr, arretrati, ecc), o ai 2mila euro per le comunicazioni sul controllo automatizzato o su quello formale delle dichiarazioni: il beneficio della dilazione in un massimo di sei rate di pari importo è concesso dall'ufficio delle Entrate soltanto se si versa in temporanea situazione di obiettiva difficoltà. L'interessato, perché gli venga riconosciuto questo impedimento transitorio, deve presentare apposita richiesta alle Entrate entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione e, se la sua richiesta è accolta, può procedere entro lo stesso termine al versamento della prima rata.
Per effettuare il versamento delle rate si utilizza il modello di pagamento F24, nel quale vanno indicati separatamente gli importi della rata e degli interessi dovuti per la rateazione, utilizzando i rispettivi codici tributo secondo il prospetto sottostante:
Tipologia di atto Codice tributo
relativo alla rata Codice tributo relativo
agli interessi di rateazione
art. 36-bis 9001 9002
art. 36-ter 9006 9007
art. 36-bis - T.F.R. 9526 9003
art. 36-bis - Arretrati 9527 9004
Per la compilazione del modello F24 relativo al piano rateale prescelto si può utilizzare l'applicazione on line sul sito dell'Agenzia. Il software permette anche di calcolare gli interessi. Va premesso che gli interessi del 3,5% annuo decorrono dal primo giorno del secondo mese successivo a quello in cui viene emessa la comunicazione e si calcolano fino al giorno di scadenza della rata. La formula applicabile per il calcolo è la seguente:
importo rata x 0,035 (interessi) x numero di giorni
365
Ad esempio, nel caso in cui la comunicazione sia stata ricevuta dal contribuente il 6 ottobre, il versamento della seconda rata va effettuato il 28 febbraio 2009, ultimo giorno del terzo mese successivo al 5 novembre, scadenza della prima rata.
Attenzione a rispettare le scadenze...
Il mancato pagamento delle somme dovute alla scadenza prevista comporta la decadenza dalla rateazione e l'importo dovuto per imposte, interessi e sanzioni in misura piena, dedotto quanto già versato, viene iscritto a ruolo. In tal caso, non è ammessa la dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo.
Fonte:fiscooggi.it(Giulia Marconi)
Avvocati, pensioni più lontane
Ha scelto la gradualità la Cassa forense per le misure che devono garantire sostenibilità di lungo periodo ed equità tra gli iscritti delle diverse fasce d'età. E ha scelto di confermare il sistema di calcolo retributivo, inasprendo i requisiti di accesso ai trattamenti, con la previsione di una quota aggiuntiva della pensione (che potrà anche essere molto limitata, con l'aliquota obbligatoria dell'1%) quantificata con il contributivo. E sulla riforma è scoppiato il contrasto tra i giovani avvocati dell'Aiga, che contestano come il conto per chi è più vicino alla pensione venga fatto pagare dalle nuove leve (si veda «Il Sole 24 Ore» di sabato), e i vertici della Cassa (si veda l'intervento in pagina).
È un fatto, comunque, che per ora buona parte della riforma suoni come un annuncio. L'innalzamento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, infatti, inizierà dal 2012 – saranno richiesti 66 anni di età e 31 di contribuzione – per concludersi nel 2027, quando occorreranno, rispettivamente, 70 e 35 anni. In pratica l'aumento si dispiega, inizialmente, con un anno ogni cinque, quindi si accelera nel 2022 con un anno ogni tre e dal 2025 con un anno ogni due. Chi volesse andare in pensione di vecchiaia prima, fermo restando il requisito minimo di contributi, tempo per tempo, potrà farlo con una penalizzazione: lo 0,41% per ogni mese di anticipo. Il taglio non si applica a chi avrà raggiunto almeno 40 anni di contributi.
L'altro caposaldo della riforma è la riduzione dei coefficienti per il calcolo dell'assegno: da quattro (1,75%; 1,50; 1,30; 1,15) a due: 1,50 e 1,20. Il primo verrà utilizzato sulla somma tra zero e tre quarti del tetto reddittuale e il secondo sulla parte restante. «Nel rispetto delle anzianità maturate – si spiega nella relazione illustrativa – i due coefficienti sono applicati non sull'intero trattamento di pensione ma esclusivamente sulla quota di pensione la cui media reddituale viene determinata considerendo l'intera vita lavorativa o, comunque, un periodo di riferimento non inferiore a 30. Pertanto, il provvedimento produrrà le prime pensioni di vecchiaia interamente calcolate con i nuovi coefficienti solo a partire dall'anno 2038». I nuovi coefficienti inciderenno di più sui redditi più contenuti: con un reddito medio pensionabile di 30mila euro la riduzione dell'assegno sarà del 14,3%, con 75mila il contenimento sarà del 9,5%; infine con 85mila euro si perderà l'8,5 per cento. Più severità anche per quanto riguarda la pensione di anzianità: nel 2012 occorreranno 58 anni e 36 di contributi, nel 2020 si arriverà al traguardo di 62 anni e 40 anni di contributi.
Nel carnet delle misure, anche il raddoppio del contributo integrativo (al 4% dall'anno successivo a quello di approvazione della riforma) e l'aumento al 13% del contributo soggettivo di base. Adeguati anche i contributi minimi e quelli di solidarietà.
Dal 2010 la quota modulare, determinata con il metodo contributivo, sarà costruita con un'aliquota contributiva in parte obbligatoria (1%) e in parte volontaria (fino al 9%). «I contributi versati – si chiarisce nella relazione illustrativa – saranno capitalizzati sulla base del 90% del rendimento medio annuo realizzato dalla Cassa con l'impiego degli accantonamenti patrimoniali, con un minimo garantito dell'1,5% annuo».
Fonte:ilsole24ore.com(Maria Carla Decesari
Un fondo per le Pmi che investono nella tecnologia
Concessa una garanzia per l’80% dei finanziamenti riconosciuti alla piccole e medie imprese per progetti
Secondo quanto riportato da Riditt (Rete Italiana per la Diffusione dell’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico alle impres), l a "Sezione tecnologie digitali" del Fondo di Garanzia concede una garanzia pari all'80% dell'investimento ammissibile sui finanziamenti concessi alle Pmi, da banche o confidi, per progetti volti a introdurre innovazioni di prodotto, processo e servizi mediante l'utilizzo di tecnologie digitali.
Gli investimenti ammissibili sono: acquisizione di tecnologie Ict per l'integrazione dei processi aziendalinell'ambito organizzativo, produttivo, commerciale, logistico e distributivo; investimenti immateriali come l'acquisizione di servizi di consulenza per la realizzazione di applicazioni informatiche/contenuti innovativi a supporto dell'azione di reingegnerizzazione di processi critici aziendali, quali Erp, Crm, Scm, E-Marketplace, E-Banking; investimenti per la formazione del personale.
Fonte:pmi-business.it
Cassazione: praticanti avvocati non conseguono l'abilitazione entro 6 anni? No alla cancellazione dal registro
I praticanti avvocati che non superano l'esame di stato entro i sei anni dall'iscrizione al registro, non possono essere cancellati d'ufficio dal registro stesso. Difatti, secondo la Corte, decorso tale periodo, i praticanti, perdono solo l'abilitazione al patrocinio e non possono esercitare l'attività. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Sent. n. 17761/2008) hanno infatti precisato che "il R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, art. 8, prevede al suo comma 1, che i laureati in giurisprudenza che svolgano la pratica per la professione di avvocato 'siano iscritti, a domanda e previa certificazione dell'avvocato di cui frequentano lo studio, in un registro speciale tenuto dal consiglio dell'ordine degli avvocati presso il tribunale nel cui circondario hanno la residenza, e siano sottoposti al potere disciplinare del consiglio stesso'. E, come è agevole constatare, la norma non pone alcun limite temporale alla durata delle iscrizioni nel summenzionato registro".
"Un termine (sei anni) – prosegue la Corte – è invece previsto dal R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, art. 8, comma 2 secondo cui 'i praticanti avvocati, dopo un anno dalla iscrizione nel registro di cui al comma 1, sono ammessi, per un periodo non superiore a sei anni, ad esercitare il patrocinio davanti ai tribunali del distretto nel quale è compreso l'ordine circondariale che ha la tenuta del registro suddetto, limitatamente ai procedimenti che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di efficacia del decreto legislativo di attuazione della L. 16 luglio 1997, n. 254, rientravano nella competenza del pretore […]'".
La Corte ha quindi evidenziato che "dal disposto normativo emerge […], che all'interno dell'unico registro dei praticanti, cui è consentita l'iscrizione a tempo indeterminato, sussiste una specifica categoria costituita dai 'praticanti ammessi al patrocinio'; e mentre è indubbiamente vero che chi perde la qualifica di praticante perde autonomamente il patrocinio, non esistono argomenti per affermare il reciproco, cioè che la perdita del patrocinio (per decorrenza del sessennio) comporti la cancellazione anche dal registro dei praticanti". La Corte ha infine chiarito che "il laureato in giurisprudenza che abbia soddisfatto le condizioni per l'accesso all'esame di avvocato ben può avere interesse a proseguire nella pratica forense ed a svolgere tale pratica non in veste informale, bensì con una precisa qualifica ed in un rapporto di giuridica dipendenza da un professionista già abilitato".
Fonte:studiocataldi.it(Cristina Matricardi)
Alcool:più bevi più ti si restringe il cervello, studio
L'alcool restringe il cervello: più ne bevi più si riduce il suo volume. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Neurology e diretto da Carol Ann Paul, del Wellesley College, in Massachusetts, che ha coinvolto 1.839 adulti.
Partendo dall'assunto che un consumo moderato di alcool è benefico per la salute cardiovascolare, gli scienziati hanno voluto indagare eventuali effetti protettivi anche sul cervello. I ricercatori hanno quindi sottoposto a risonanza magnetica nucleare il gruppo di volontari partecipanti, età media 60 anni, per misurare il volume del loro cervello.
A ciascuno è stato poi chiesto di riempire un questionario per stabilire le loro abitudini, tra cui quella di consumare alcool. E' risultato che al crescere del numero di drink alcolici consumati a settimana, si riduce il volume del cervello, a parità di altri fattori quali età, sesso, livello di istruzione e socioeconomico.
Fisiologicamente il volume del cervello si riduce in tutti gli individui con l'età, a ritmi dell'1,9% per decade. Parimenti con l'età aumentano le lesioni a carico della materia bianca, ovvero i collegamenti tra neuroni. L'alcool - concludono gli autori dello studio - sembra dunque avere un effetto analogo, non benefico sul cervello con effetti dose-dipendente.
Fonte:ansa.it
Imprese pessimiste su finanziamenti banche e vendite. Licenziamenti visti in aumento.
La crisi economica che attanaglia il mondo fa crescere il Italia il timore che essa possa colpire il comparto industriale.
Secondo l’ultima ‘Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita’ contenuta nei supplementi del Bollettino Statistico di Bankitalia, cresce la paura che la crisi economica e finanziaria che sta colpendo ogni aspetto della vita mondiale possa arrivare a toccare anche il comparto industriale.
Dall'indagine, condotta su un campione di 480 aziende con almeno 50 addetti, i giudizi sulla situazione economica generale rimangono prevalentemente negativi: il 56,1%, una percentuale piuttosto elevata, ritiene, infatti, che il quadro sia peggiorato rispetto a 3 mesi fa. Una quota di pessimisti che è relativamente più elevata tra le imprese dei servizi e al Nord. E preoccupazione emerge, come naturale che sia, anche per quel che riguarda il tema dell’occupazione.
La quota di imprese che prevede di diminuire l'occupazione totale nei prossimi 3 mesi, secondo il Bollettino, supera quella che ne attende un incremento: rispettivamente 25,4 e 12,7%. A conferma di questi dati basta citare qualche esempio di grande Casa come la Volvo che ha deciso di licenziare 3.400 dipendenti. La casa automobilistica ha spiegato che i tagli interesseranno principalmente lo stabilimento svedese di Gotheborg.
E ancora, Toyota che ridurrà il personale, la nostra Fiat ch ha annunciato il ricorso alla cassa integrazione per due settimane, dal 3 al 16 novembre, per 3.500 lavoratori dello stabilimento di Mirafiori e dal 3 al 9 novembre per 1.200 dipendenti della Iveco-Powetrain dello stabilimento Stura.
Fonte:businessonline.it(Marianna Quatraro)
A Parma stanze in affitto agli studenti in cambio di compagnia agli anziani
Prezzi alle stelle per un posto letto? Da oggi gli universitari di Parma potranno trovare camere da affittare a costi convenienti, grazie all'iniziativa "Due generazioni, un solo tetto". Il progetto, promosso salla Provincia parmense e avallato dalla Regione Emilia Romagna, si propone di soddisfare le necessità alloggiative degli studenti fuori sede e quelle degli anziani autosufficienti over65 che dispongono di una camera da affittare. Il contributo calmierato da corrispondere per la locazione è al massimo di 100 euro mensili. I ragazzi non hanno obbligo di assistenza alla persona ma devono collaborare in alcuni lavori domestici. Per finanziare l'idea è stato previsto un'investimento iniziale delle amministrazioni locali pari a 70mila euro.
L'obiettivo finale del progetto è di rispondere alle esigenze economico-sociali di entrambe le parti. "Non si offre solo una soluzione per i problemi abitativi degli studenti. - ha sottolineato Luigi Gilli, assessore regionale alla Programmazione territoriale, durante la presentazione dell´iniziativa. "Mettendo insieme giovani e anziani scatta un meccanismo di coesione che migliora la qualità di vita di entrambi, soprattutto degli anziani. Credo che questa sia un'iniziativa davvero straordinaria: la Regione ci crede molto, e ha voluto sostenerla con un finanziamento rilevante".
"Si tratta di un'iniziativa nata Oltreatlantico - ha dichiarato Ettore Manno, assessore alla Politiche abitative della Provincia di Parma - e importata in Europa nelle maggiori università. La nostra è la prima esperienza del genere in Emilia Romagna, la seconda in Italia". "In una città che si frammenta e cambia, - ha concluso Manno - riuscire a stabilire un patto tra generazioni per dare vita a uno scambio virtuoso è molto importante, dal punto di vista sociale e culturale".
Quali sono i requisiti per accedere alla "coabitazione low cost"? Per i proprietari un età sopra i 65 anni e condizioni di autosufficienza; per i ragazzi essere iscritti regolamente a corsi di studio e non risiedere nella provincia di Parma. Il periodo di soggiorno è un anno accademico o anno scolastico, prolungabile in base ai bisogni del ragazzo o alla disponibilità dell'anziano, purché lo studente risulti regolarmente iscritto. Per presentare domande occorre rivolgersi all'Assessorato Politiche abitative della Provincia di Parma, in quale elaborarà elenchi di giovani ed anziani e ne fisserà gli incontri per valutare la compatibilità degli individui. Per le adesioni contattare l´Assessorato (tel 0521/931599-782, e-mail polabitative@provincia.parma.it) oppure recarsi direttamente agli uffici che si trovano in Piazzale della Pace, 1.
Fonte:helpconsumatori.it
Fotovoltaico, l'italiana Esco Energy lancia il gel per le finestre
Un gel fotovoltaico trasparente, da applicare sulle vetrate degli edifici rendendoli produttori di corrente elettrica grazie all'energia del Sole. La promessa è altissima, almeno quanto l'interesse, visto che una soluzione del genere risolverebbe una volta per tutte l'integrazione architettonica del fotovoltaico nelle case, dando una spinta alla microgenerazione, ovvero la produzione di energia su scala domestica. Esco Energy, azienda di Potenza nata nel 2004 come società di servizi energetici, ha scelto l'«Italian energy summit 2008» organizzato dal Sole 24 Ore per lanciare il nuovo prodotto, anche se la sua commercializzazione su scala industriale arriverà soltanto a giugno 2009, e già da adesso solleva più di un interrogativo.
«Il gel fotovoltaico è un materiale liquido composto da silicio amorfo, al quale viene applicato un procedimento nanotecnologico in modo da renderlo semiconduttore - ha spiegato Alessandro Cariani, responsabile della ricerca e sviluppo - all'interno della soluzione ci sono anche acqua e una soluzione salina». Il costo industriale del gel è di 2 euro per watt, senza i costi di installazione. Per il momento è pensato per riempire lo spazio tra i doppi vetri delle fineste. Occupa tra i 4 e gli 8 millimetri. Essendo trasparente, la visibilità rimane buona, anche se sconta un 20% di minore trasmittanza. «L'energia solare viene catturata e assorbita da piccoli terminali elettrici installati nelle finestre, per essere poi riversata in rete, permettendo una produzione di 97 watt per ogni metro quadro di superficie». Cariani ha aggiunto che il gel può essere inserito su strutture già esistenti.
Va detto che se l'idea - che arriva dai laboratori di ricerca italiani - è certamente innovativa, la strada per l'industrializzazione appare in salita. A partire dall'integrazione su vetrate già esistenti: comporta un aumento di peso della struttura e quindi una serie di interventi sui serramenti che economicamente non sono trascurabili. C'è poi l'aspetto dell'efficienza. Per quanto nelle situazioni ideali, e dunque in laboratorio, si sia arrivati a quasi 100 watt per metro quadrato, la situazione reale è ben diversa: i raggi solari arrivano con un'inclinazione di novanta gradi solo in alcuni momenti della giornata, e soprattutto non in tutte le esposizioni. L'aspetto dei costi, e quindi del ritorno degli investimenti, per il momento invita alla prudenza.
Il mercato del fotovoltaico in Italia sta vivendo un vero e proprio boom: la potenza installata con il nuovo Conto Energia, meccanismo di incentivazione statale, ha già superato gli 82mila kw. In un contesto del genere il nuovo gel può comunque trovare delle applicazione. Appare verosimile pensare ad una soluzione integrata del nuovo gel fotovoltaico con i comuni pannelli mono o policristallini, che «potrebbe portare a un'efficienza effettiva del 25%». A giugno 2009, promette il presidente di Esco Energy, Giuseppe Vetere, partirà la produzione nella fabbrica di Potenza. «Il nostro obiettivo è arrivare ad una produzione di 50-60 Mw per anno».
Fonte:ilsole24ore.com(Luca Salvioli)
Sardegna. Contributi alle aziende colpite da tubercolosi bovina
L'Assessorato dell'Agricoltura e riforma agro-pastorale informa che, entro il 15 gennaio 2009, le imprese agricole con allevamento bovino dichiarato infetto da tubercolosi possono presentare le domande di contributo per le perdite di reddito.
Possono beneficiare degli aiuti le aziende sede di focolaio nel periodo dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2008, che producono vitelli da ristallo e li mantengono fino all'età di 6 – 9 mesi per poi venderli ai centri di ingrasso regionali o nazionali.
Alle aziende devono essere state applicate dall'autorità sanitaria pubblica, nell'ambito del piano di eradicazione della tubercolosi bovina, le seguenti misure restrittive:
- divieto di monta;
- divieto di ripopolamento sino a quando tutti i bovini di età superiore a sei settimane abbiano reagito negativamente a due controlli tubercolinici distanziati di almeno sei settimane.
Le aziende interessate devono presentare le domande di contributo ad Argea Sardegna - Area di coordinamento attività ispettive in Viale Adua, 1 a Sassari.
Fonte:regione.sardegna.it
Garanzie a favore del sistema creditizio e tutela dei depositi bancari
In Gazzetta l'annunciato decreto recante misure urgenti per garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell'erogazione del credito alle imprese e ai consumatori. Il provvedimento dispone in merito alla possibilità di garantire aumenti di capitale deliberati da banche italiane che presentano una situazione di inadeguatezza patrimoniale e la copertura statale, ad intergrazione dei sistemi di garanzia dei depositanti istituiti e riconosciuti ai sensi dell'articolo 96 del D.L.g.s. 1° settembre 1993, n. 385, a favore dei depositanti delle banche italiane per un periodo di 36 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto in oggetto (9 ottobre 2008).
Fonte:ilsole24ore.com
Finanziamenti a tasso zero per le piccole e medie imprese delle aree 'Obiettivo 2'
LUCCA - In arrivo dalla Regione finanziamenti a tasso zero per le piccole e medie imprese industriali di Castelnuovo di Garfagnana, Coreglia Antelminelli, Fosciandora, Gallicano, Molazzana, Pieve Fosciana e, in parte, dei comuni di Bagni di Lucca, Barga, Pietrasanta e Seravezza.
La Camera di Commercio di Lucca rende noto che la Regione Toscana riapre il bando per la concessione di aiuti rimborsabili a tasso zero alle piccole e medie imprese industriali che operano in diversi settori del comparto manifatturiero e che decidono di investire per la creazione di un nuovo stabilimento oppure per l'estensione e la diversificazione della produzione, nonché per la trasformazione del processo produttivo di uno stabilimento esistente. L'iniziativa della Regione mira dunque a sostenere gli investimenti da realizzare nelle unità produttive situate nelle aree Obiettivo 2 della provincia e quindi in Media Valle e Garfagnana e, sia pure in parte, in Alta Versilia.
Le spese ammesse al contributo possono riguardare impianti, macchinari e attrezzature nonché brevetti, licenze e know-how. Gli investimenti dovranno essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda. L'agevolazione consiste in un aiuto rimborsabile a tasso zero fino al 75% dei costi riconosciuti ammissibili. Il termine per la presentazione delle domande di agevolazione scade il 15 febbraio 2009. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla Camera di Commercio di Lucca, Ufficio Sviluppo Imprenditoriale, 0583.976.657 - 0583.976.659
Fonte:loschermo.it
Tempi duri per Universitari, affitti da record
Per molti studenti universitari l'anno è già iniziato ma il primo esame da affrontare ha poco a che fare con i libri, riguarda invece l'alloggio. Quasi metà degli universitari è "fuori sede", frequenta cioé facoltà che si trovano fuori della propria provincia. Le camere in affitto hanno un costo alto, spesso proibitivo secondo l'ultima indagine del Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari) basata sui dati raccolti in alcune città metropolitane e in centri minori sedi di Università.
A Milano per un posto letto in zona Brianza occorrono circa 450 euro, per una stanza singola si va da un minimo di 650 (zona Bande Nere) a un valore medio di 800 (zona Lambiate, Udine e Fiera) a un massimo di 900 (in zona Vittoria). A Firenze un posto letto costa in media 350/400 euro, una stanza circa 700. A Bologna, dove gli studenti si concentrano nelle zone vicine all'Università, occorrono 250/280 euro per un posto letto in una doppia, da 370 a 500 per una singola.
A Roma in zone vicine alle università centrali (San Lorenzo, Piazza Bologna) vengono chiesti circa 600 euro per una stanza singola, 450 per un posto letto in una doppia. Valori solo leggermente più bassi (550 euro per una camera singola) in zone vicine alle altre Università (zona Ostiense e Cinecittà). Si risparmia soltanto se ci si sposta in zone molto periferiche: 300 euro per un posto letto e 450 una singola in zone Prenestina, Centocelle e simili. A Napoli per un posto letto occorrono 300/450 euro, per una stanza si spende dai 400 ai 600 euro, con i prezzi più alti nelle zone Policlinico, Vomero e Colli Aminei. A Bari per un posto letto occorrono 250/350 euro, almeno 350 per una singola.
Nelle città più piccole i prezzi sono più bassi in termini assoluti, ma hanno un peso maggiore nell'economia cittadina. "In queste città la forte domanda da parte di studenti ha notevolmente deformato il mercato, economicamente e socialmente - spiega la responsabile dell'ufficio studi del Sunia Laura Mariani -: i proprietari riescono a praticare alti canoni affittando un alloggio a più studenti, fenomeno che innesca un processo di aumento generalizzato anche per i residenti i quali sono espulsi da intere zone urbane. Il problema - continua Mariani - non è solo il costo alto, nella maggioranza dei casi ci sono anche tutta una serie di violazioni, clausole capestro e vessatorie con contratti non registrati senza limite di canone, alloggi privi di dotazioni minime sia impiantistiche che di qualità, modalità irregolari di accollo sugli inquilini delle spese condominiali". Nelle città in cui è più frequente il fenomeno degli affitti a studenti extracomunitari, come a Perugia, si registra infine un'ulteriore anomalia: l'aumento di circa il 25/30% del canone chiesto agli studenti stranieri rispetto a quanto chiesto agli italiani.
Fonte:ansa.it(Carmela Giudice)
Sostituzione caldaie, un inverno di incentivi
Regione che vai incentivo che trovi. L’Italia dei comuni si sta muovendo per favorire la sostituzione delle vecchie caldaie altamente inquinanti.
Milano
All’ombra della madonnina sarebbero stai appena stanziati 3.000.000 di euro per la trasformazione a gas naturale degli impianti termici per riscaldamento e la sostituzione dei generatori di calore con più di quindici anni di vita. Questo stanziamento si aggiunge ai 500mila euro già previsti per riqualificare e sostituire gli impianti di riscaldamento di case e uffici tramite l’erogazione di un finanziamento bancario e la copertura dei relativi interessi. I contributi saranno assegnati tramite bando pubblicato oggi sul sito del Comune.
Il contributo varierà in base alla classe di potenza termica dell’impianto installato e alla tipologia di intervento. Ogni richiedente potrà presentare domanda per un massimo di 25.000 euro. La somma erogata non potrà comunque superare il 50% del costo totale ammissibile sostenuto per ogni impianto trasformato.
Roma
Contributi nell’ordine di 500 euro arrivano anche nella Capitale dove, la Provincia in questo caso, incentiva la sostituzione della vecchia caldaia installata da almeno quindici anni, con una nuova ad alto risparmio energetico.
L’iniziativa è attiva dallo scorso 1° luglio su proposta dell’assessore provinciale alle Politiche del Territorio e Tutela ambientale, Pier Michele Civita. Gli aiuti sono destinati agli utenti di impianti termici ad uso domestico.
Sono interessati al progetto 111 comuni: tutti quelli con una popolazione fino a 40mila abitanti.
Verona
Anche la romantica città scaligera ha adottato misure incentivanti per gli acquisti eco-sostenibili.
L’assessore all’Ecologia e ambiente Federico Sboarina ha infatti annunciato i contributi comunali destinati ai condomini della città che installeranno nuove caldaie a metano in sostituzione di caldaie alimentate a gasolio/olio combustibile per il riscaldamento e la produzione di acqua calda centralizzata. Lo stanziamento ammonta complessivamente a 40 mila euro.
Possono presentare la richiesta per accedere al contributo unicamente gli amministratori condominiali, dopo aver acquisito l’assenso all’unanimità dell’assemblea, per impianti centralizzati di potenza uguale o superiore a 35Kw. Non sono finanziabili le trasformazioni da impianti centralizzati ad autonomi in quanto più dispendiosi in termini di consumi energetici. I nuovi impianti termici dovranno essere caratterizzati da alta efficienza energetica certificata da marchiatura di rendimento energetico a 4 stelle e da basso livello di emissioni di sostanze inquinanti.
Le domande vanno presentate al Settore Ambiente di via Pallone 8, entro il 30 novembre 2008, sui modelli scaricabili dal sito internet del Comune di Verona ( www.comune.verona.it ) nelle pagine dedicate all’Ambiente. Il contributo, che verrà assegnato fino ad esaurimento del fondo stanziato sulla base di una apposita graduatoria, va da 3.500 euro per gli impianti da 35 a 116 Kw a 6 mila euro per impianti da 117 a 350 Kw fino a 10 mila euro per gli impianti di oltre 350 Kw.
Fonte:soldiblog.it
Bologna, credito agevolato per le Pmi che investono in sicurezza
Per le aziende che investono sulla sicurezza, il denaro ora costa meno. La Cna di Bologna e la Banca di Bologna hanno siglato un accordo che garantisce migliori condizioni di credito alle piccole e medie imprese bolognesi intenzionate a rendere più sicure le condizioni di lavoro all’interno dell’azienda.
Il credito sarà dunque agevolato per quelle realtà che hanno in previsione di acquistare nuovi macchinari innovativi in tema di sicurezza o adeguare quelli esistenti, predisporre piani per la realizzazione degli interventi diretti a garantire più sicurezza sul luogo di lavoro, garantire ai dipendenti corsi di formazione continua per essere sempre aggiornati sulle norme in tema di sicurezza, ottenere le certificazioni sulla sicurezza aziendale.
A fronte di questo accordo, la Banca di Bologna ha messo a disposizione delle imprese un plafond complessivo di 10 milioni di euro a condizioni agevolate, che renderà possibile alle aziende risparmiare circa il 20% rispetto ai tassi di interesse abitualmente praticati nel mercato.
Oltre al credito agevolato dedicato alla sicurezza, l’intesa tra Cna Bologna e Banca di Bologna prevede anche altre opportunità. È stato infatti stanziato un altro plafond di 10 milioni di euro, che garantisce condizioni agevolate alle aziende che intendono acquistare e installare impianti fotovoltaici, destinati alla produzione di energia da fonti alternative. Credito agevolato anche per gli imprenditori disposti a investire su innovazione, ricerca e sviluppo dell’attività produttiva.
Infine, un ulteriore plafond di 10 milioni di euro, che garantisce credito agevolato per investimenti su sicurezza, innovazione e fotovoltaico, è a disposizione delle imprese che hanno la loro sede a Bologna nelle zone Navile e San Donato, a Bazzano, Crespellano, Marzabotto, Sala Bolognese, San Giovanni in Persiceto, San Matteo della Decima, Sant’Agata Bolognese e Sasso Marconi.
Fonte:pmi-business.it
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