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2° invio Novembre_2008

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Modena. Famiglie numerose: stanziati per loro 180mila euro

Il denaro sarà reso disponibile attraverso un bando. L'assessore alle politiche sociali Francesca Maletti: "Potranno fare richiesta i nuclei familiari, italiani e stranieri, residenti a Modena da almeno due anni, con quattro o più figli"
Sul piatto 180 mila euro, di cui 143 mila provenienti dallo Stato e 36 mila dal Comune di Modena, a disposizione delle famiglie più numerose che vivono nella città emiliana. Denaro che sarà reso disponibile attraverso la forma del bando pubblico, che prevede l’erogazione di un contributo forfetario, la cui entità dipenderà dal numero delle domande e da valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente.
”Abbiamo aderito ad una proposta promossa dallo scorso governo - spiega l’assessore alle politiche sociali Francesca Maletti -, alla quale potranno fare richiesta i nuclei familiari, italiani e stranieri, residenti a Modena da almeno 2 anni, con 4 o più figli minori conviventi, compresi i minori in affido, di età inferiore ai 30 anni e che abbiano un valore Isee non superirore a 22 mila euro”.
Maletti informa poi che “a Modena sono circa 700 le famiglie con 4 figli a carico, al 31 dicembre del 2007” ma per sapere con esattezza il numero dei nuclei interessati “bisognerà attendere il 12 di dicembre prossimo, data ultima per la presentazione della richiesta di partecipazione al bando”. In merito ai contributi, verranno distribuiti in questo modo: la dichiarazione sostitutiva unica e la relativa attestazione Isee dovranno essere redatte, per ciascun componente del nucleo sulla base dei redditi documentati attraverso la dichiarazione del 2007 e la situazione patrimoniale al 31 dicembre 2007.
Con un Isee fino a 12 mila euro sarà erogato un contributo base più un ulteriore 40 per cento, da 12 a 18 mila euro un contributo base più un 20%, da 18 a 22 mila il solo contributo base. Grande importanza nell’iniziativa “avrà il centro per la famiglia - precisa Maletti -, per un progetto che va ad unirsi al già grande successo della Family card”.
Per Minarini “iniziative come queste andrebbero rese disponibili per tutte le famiglie ma già aiutare quelle più numerose è un buon punto di partenza”. Importante inoltre “che sia ancora Modena a farsi promotrice di un’iniziativa del genere. La Family card infatti è stato un ottimo risultato che il governo precedente voleva estendere a tutto il paese”.

Fonte:ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com


Cassazione: comune notifica in ritardo gli atti del fisco? Deve pagare i danni

La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 26118/2008) ha stabilito che deve risarcire il danno la Pubblica Amministrazione che tarda la notifica degli avvisi Iva o di altri atti da notificare nell’interesse dell’Amministrazione finanziaria. Nel caso di specie, la Corte ha osservato che “i giudici di merito hanno eccepibilmente qualificato come mandato ex lege il conferimento – attuato ratione temporis in base all’art. 60 lett. a) del DPR n. 600 del 1973 (preceduto dall’art. 38 del DPR n. 645 del 1958) – da parte dell’Amministrazione finanziaria al Comune di […] (art. 273, quarto comma, R.D. n. 383 del 1934), del compito di procedere tramite i messi municipali alla notificazione dell’avviso tributario di rettifica nonché escluso che tale iniziativa potesse sostanziarsi in un rapporto diretto tra l’amministrazione pubblica e i messi comunali, per essere questi dipendenti dell’ente locale e, quindi, per avere agito, anche nell’esecuzione del compito in questione, in adempimento degli obblighi derivanti dal loro rapporto di impiego con il Comune”.
La Corte ha quindi chiarito che vertendosi “in tema di responsabilità contrattuale, irreprensibilmente la Corte territoriale appare avere ritenuto non solo il Comune inadempiente all’incarico ricevuto e, quindi, tenuto a risarcire il danno subito dall’Amministrazione finanziaria, ma anche che quest’ultima tramite presunzioni aveva fornito, come era suo onere, la prova dell’esistenza e dell’entità del pregiudizio sofferto”.
Gli Ermellini hanno poi precisato che “le presunzioni semplici costituiscono una prova completa alla quale il giudice di merito può attribuire rilevanza, anche in via esclusiva, ai fini della formazione del proprio convincimento, nell’esercizio del potere discrezionale, istituzionalmente demandatogli, di individuare le fonti di prova, controllarne l’attendibilità e la concludenza e, infine, scegliere, fra gli elementi probatori sottoposti al suo esame, quelli ritenuti più idonei a dimostrare i fatti costitutivi della domanda o dell’eccezione. Spetta, pertanto, al giudice di merito di valutare l’opportunità di fare ricorso alle presunzioni, individuare i fatti da porre a fondamento del relativo processo logico e valutarne la rispondenza ai requisiti di legge, con apprezzamento di fatto che, ove adeguatamente motivato, sfugge al sindacato di legittimità”.

Fonte:studiocataldi.it(Cristina Matricardi)


Droga, Boom coca tra giovani in Europa.

Più coca, soprattutto tra i giovanissimi, e meno spinelli. Crollo del consumo di ecstasy, mentre l'eroina continua ad uccidere. Questa in estrema sintesi la fotografia scattata dall'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze nel suo rapporto annuale sull'evoluzione del fenomeno in Europa. Rapporto in cui si segnala anche il boom incontrollato dei negozi on line dediti alla vendita di droghe sintetiche altamente dannose per la salute. In questo quadro l'Italia, negli ultimi dodici mesi, figura tra i Paesi europei che fa registrare il più alto consumo di cocaina: il 3,2% dei giovani tra i 15 e i 34 anni. Ma nel nostro Paese anche la vecchia 'canna', nonostante negli ultimi anni siano state introdotte norme più severe sull'uso personale di cannabis, è lungi dal passare di moda: l'Italia è infatti al primo posto insieme alla Spagna.
- COCAINA. Nel rapporto si lancia un vero e proprio allarme. In Europa il suo consumo "é in costante crescita". Ne fanno ricorso oltre 4 milioni di persone. E di gran lunga "la sostanza stimolante più diffusa in molti Paesi della Vecchia Europa", mentre in quelli del nord e in quelli dell'est si ricorre prevalentemente al consumo di anfetamine. Sul fronte della coca l'aspetto più impressionante è che aumenta costantemente il numero dei giovani che ne fanno uso: nell'ultimo anno 3,5 milioni tra i 15 e i 34 anni e 2 milioni tra i 15 e i 24 anni. L'Italia non fa eccezione: negli ultimi dodici mesi ha consumato 'polvere bianca' il 3,2% della popolazione tra i 15 e i 34 anni. Percentuali maggiori si incontrano solo in Spagna (5,2%) e nel Regno Unito (5,4%). Nulla - secondo l'Osservatorio - lascia al momento intraveder una inversione di tendenza, anche perché dietro il traffico internazionale della cocaina ci sono interessi fortissimi legati alla criminalità organizzata.
- CANNABIS: i dati più recenti - sottolinea l'Osservatorio - indicano che il consumo negli ultimi anni si è stabilizzato, anche se nell'ultimo anno gli estimatori dello spinello ammontano a 23 milioni. "Aumentano i segnali di un possibile declino della popolarità della cannabis", si legge nel rapporto. Anche tra i giovani. Ma probabilmente il fenomeno è legato in gran parte al dilagare delle droghe sintetiche, che in questi ultimi anni sembrano aver preso sempre più spesso il posto degli spinelli tra le preferenze di adolescenti e ragazzi. Nonostante ciò, l'Italia ha il record del consumo di cannabis in Europa: è prima insieme alla Spagna, con l'11,2% della popolazione tra i 15 e i 64 anni.
- NEGOZI ON LINE: è la nuova frontiera della lotta allo spaccio di droghe illegali. "Il numero complessivo di vendite effettuate attraverso internet - si spiega nel rapporto - mette a dura prova le politiche di contrasto alla droga e i meccanismi di controllo a livello nazionale e internazionale". I negozi on line specializzati nella vendita di quelle che vengono falsamente definite 'droghe legali' o 'droghe vegetali' si stanno moltiplicando, e dall'ultimo censimento risulta che in Europa sono 68, di cui più della metà nel Regno Unito. Più di 200 le sostanze pubblicizzate illegalmente sul web: ecstasy, cannabis, Lsd, oppiacei e sostanze sintetiche.

Fonte:ansa.it


Lavoro occasionale. Voucher e comunicazioni all'INAIL

Dopo l'esito positivo della prima fase di sperimentazione, partita il 31 luglio 2008, in occasione della vendemmia 2008, l’INAIL (facendo seguito alle istruzioni dell'INPS) comunica che la possibilità di utilizzare i voucher per le prestazioni di lavoro occasionale è stata estesa
•alle prestazioni occasionali svolte da pensionati e giovani con meno di 25 anni di età, studenti, per le sole attività agricole stagionali in favore di aziende di qualunque dimensione
•alle prestazioni occasionali svolte dalla generalità dei lavoratori per la generalità delle attività agricole in favore di aziende aventi un volume d'affari annuo inferiore a 7 mila euro
Il datore di lavoro può acquistare voucher telematici o cartacei. Il lavoratore può:
•riscuotere il corrispettivo dei buoni cartacei in contanti, presso qualsiasi ufficio postale
•solo per quelli telematici: utilizzare la carta magnetica Inps Card che ha anche funzioni di bancomat e borsellino elettronico riscuotere con bonifico domiciliato, presso qualsiasi ufficio postale
•riscuotere con bonifico domiciliato, presso qualsiasi ufficio postale
Il committente, nel momento in cui inoltra la richiesta di voucher telematico all'INPS, assolve contestualmente alle comunicazioni all'INAIL (luogo e periodo della prestazione e dati anagrafici del committente e del prestatore nonché codici fiscali).
Eventuali variazioni sopravvenute del periodo di lavoro (cessazione e/o modifica del periodo di lavoro) devono essere preventivamente trasmesse all'INAIL (contact center Inps/Inail (numero gratuito 803.164), fax gratuito INAIL 800.657657)
In caso, invece, di acquisto del voucher cartaceo le comunicazioni all'INAIL di inizio, variazione, cessazione delle prestazioni vanno effettuate, sempre preventivamente. Quindi prima dell'inizio delle attività di lavoro occasionale di tipo accessorio in agricoltura, i committenti devono comunicare preventivamente all'INAIL i propri dati anagrafici e i codici fiscali, l'anagrafica di ogni prestatore ed il relativo codice fiscale, il luogo dove si svolgerà la prestazione, le date presunte di inizio e di fine dell'attività lavorativa.
(Nota INAIL 04/11/2008)

Fonte:ipsoa.it


Addio Windows 3.1, mandato in pensione da Microsoft

Chi ha ormai 15 anni di esperienza e conoscenza approfondita dei sistemi operativi Microsoft, si ricorderà sicuramente del glorioso Windows 3.1 che ci ha accompagnato nelle nostre prime avventure informatiche.
Quanti ricordi di questo ambiente grafico che poteva essere avviato dall’allora DOS…
Paragonato a ciò che siamo abituati a vedere adesso potrebbe far sorridere, ma è notizia recentissima che Microsoft ha definitivamente messo in pensione questa gloriosa ma vetusta prima versione di Windows.
Ma solo adesso? Non era già stato dichiarato “morto” nel 2001?
Pochi sanno invece Windows 3.1 è stato ed è ancora molto usato in alcuni ambienti business, come alcuni terminali operativi di aereoporti, aziende…
Insomma lo troviamo dove sono presenti console dalla bassa potenza operativa che necessitano comunque di un ambiente operativo grafico, minimale e stabile.
Anche alcuni bancomat usano come base Windows 3.1.
Ma anche se il predecessore dei moderni sistemi operativi ha stupito per polivalenza e longevità anche per lui è arrivato il momento di andare in pensione.
Dal primo novembre, Microsoft ha smesso di vendere licenze per Windows 3.1.
Tuttavia se sapremo guardare bene lo troveremo in mezzo a noi ancora per molto tempo… alla faccia di Vista!

Fonte:blog.pmi.it


Pronto il piano anti-crisi per gli studi di settore

Prima verifica degli studi di settore a marzo 2009. E anche se Gerico non dovesse essere toccato formalmente, potranno arrivare alcune indicazioni per le aree in crisi, con l'indicazione dei casi in cui scostamenti potranno considerarsi giustificati. Il secondo passaggio si avrà, invece, con le dichiarazioni 2009 che richiederanno informazioni più dettagliate attraverso i modelli per gli studi in modo da evitare per il futuro controlli per i settori per i quali si riterrà che Gerico non sia più rappresentativo per la crisi di questi (e probabilmente) dei prossimi mesi.
L'incontro
Ieri si è riunita a Roma la commissione di esperti (organismo deputato al confronto tra categorie e amministrazione sulla gestione degli studi), che ha votato, con la sola astensione dei consulenti del lavoro, il documento che ha fissato la road map dei prossimi interventi anti-crisi (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri).
Il primo appuntamento sarà a marzo e il secondo dopo la consegna delle dichiarazioni, verosimilmente a novembre. Già il primo incontro, però, servirà a dare indicazioni. «Si tratta - spiega Gianpietro Brunello, amministratore delegato della Sose - di indicare le situazioni in cui si può ragionevolmente dire che alcuni scostamenti possono essere giustificati. Questo per dare maggiore serenità ai contribuenti che si troveranno ad affrontare l'appuntamento con i redditi di maggio-giugno». Il modello è quello delle situazioni di marginalità, per cui già in passato sono state date indicazioni di questo tipo. I risultati del lavoro di marzo formeranno una presa di posizione ufficiale della Commissione e potranno essere recepiti in circolare.
La Commissione ha anche previsto che «tra le informazioni raccolte in sede di dichiarazione per gli studi di settore ne siano inserite alcune specifiche finalizzate a rilevare, in modo selettivo, l'impatto della situazione di crisi». Quindi le informazioni saranno rese direttamente dai contribuenti, così da fornire ulteriori elementi conoscitivi, e saranno valutati in sede di verifica.
Il documento precisa che «il contesto di "normalità" al quale si riferiscono i risultati degli studi, va sempre adeguato al tempo, al luogo ed al soggetto in esame e non vi è dubbio alcuno che nel 2008 il "tempo" è quello della crisi». Ma la crisi va osservata e capita settore per settore. Quindi il primo passaggio è il rifiuto di soluzioni generalizzate, come il congelamento degli studi. Brunello ricorda che «all'interno di molti settori si spostano comportamenti che magari danno un segno complessivamente negativo. Ma ci sono operatori che subiscono drastiche cadute, altri che hanno incrementi. Per esempio molte persone non vanno più a fare la spesa per un periodo lungo al supermercato, ma preferiscono fare la piccola spesa giorno per giorno nei negozi di prossimità». Il documento ricorda le caratteristiche di equità del prelievo collegato agli studi. Quindi viene ribadito che non c'è un obbligo di allineamento per coloro i cui risultati non sono "rappresentati" dagli studi. Salvo poi poter sostenere la propria posizione davanti al Fisco. Tenendo conto che nella fase dei controlli l'impatto della crisi dovrebbe essere noto e i verificatori dovranno tenerne conto sulla base di future indicazioni del Fisco.
Le categorie
Il piano ha avuto il gradimento, seppure con tonalità diverse, di tutti i rappresentanti delle categorie, dagli artigiani ai commercianti, dai commercialisti ai tributaristi. Spiega Roberto D'Imperio, del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili: «Abbiamo dato fiducia all'amministrazione finanziaria per evitare di assumere posizioni oltranziste e lavorare insieme alla ricerca di una soluzione».
Astenuti i consulenti del lavoro che hanno presentato una corposa ricerca, condotta su un campione di 5.430 professionisti, dalla quale risulta l'indicazione che la categoria ritiene che la crisi, che sta causando cali di ricavi compresi fra il 10 e il 35%, abbia privato Gerico di rappresentatività. Da qui la richiesta di una revisione anticipata e di una modifica del meccanismo attuale. Per i consulenti, dunque, gli appuntamenti di marzo e novembre sono decisamente troppo lontani e mettono a rischio i contribuenti..

Fonte:ilsole24ore.com(Antonio Criscione e Jean Marie Del Bo)


Dichiarazioni sostitutive. Una copia del documento di identità è sufficiente per più dichiarazioni sostitutive

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - sentenza 20 ottobre 2008 n. 5109
Un altro intervento del Consiglio di Stato in tema di allegazione di copie del documento di identità alla dichiarazione sostitutiva.
Infatti, lo scorso 20 ottobre ha chiarito che, in presenza di più dichiarazioni sostitutive, è sufficiente la produzione di una sola copia del documento di identità.
Come noto, sul punto, vi sono state opinioni contrastanti.
In particolare, con sentenza del 24 gennaio 2007 n. 484, il T.A.R. Lazio - Roma aveva ritenuto che, ai sensi dell'art. 38 del D.p.r. 445/00, la copia del documento di identità ha una sua specifica funzione e serve ad accertare la provenienza del documento cui è allegata.
Pertanto, secondo questa ricostruzione, ogni singola autodichiarazione necessiterebbe di una copia del documento di identità, essendo, dunque, legittima l'esclusione dalla gara di un concorrente che ne abbia prodotto soltanto una copia.
Su questa scia, anche l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, con deliberazione n. 66 del 27 febbraio 2007, aveva sostenuto la necessità che per ogni autocertificazione occorresse una copia del documento di identità del dichiarante.
Tuttavia, già una recente giurisprudenza aveva esaminato la vicenda sotto altro profilo, sostenendo come non sia affatto necessario produrre tante copie del documento di identità quante sono le autocertificazioni (Consiglio di Stato Sez. IV - Sent. 05 marzo 2008, n. 949).
Per questa via, con la sentenza qui segnalata, i Giudici di Palazzo Spada, in applicazione di una prospettiva ricostruttiva che rifugge dal "formalismo senza scopo", hanno chiarito che la copia del documento di identità è mera riproduzione di un documento originale e, pertanto, più copie non assumono una funzione ed una valenza specifica.
Così, la produzione di una sola copia del documento di identità è conforme alla lettera dell'art. 38 d.p.r. n. 445/2000, poiché è in grado di individuare il sottoscrittore e permettere di ricondurre allo stesso le responsabilità previste in caso di false dichiarazioni.
Sintesi a cura dell'Avvocato Giuseppe Rusconi, studio legale Rusconi Partners - Lecco

Fonte:ilsole24ore.com


Pensioni pubbliche. Conclusa l'operazione RED 2007

L’Istituto dopo aver riscontrato pagamenti per prestazioni pensionistiche indebite sia a carico dei percettori di assegno per il nucleo familiare sia dei titolari di pensioni di reversibilità, illustra le modalità di recupero degli indebiti pensionistici.

I recuperi riguardano gli indebiti pensionistici rilevati in sede di:
•operazione RED 2007, comportanti la revoca o il ricalcolo dell’Assegno per il Nucleo familiare (ANF) nonché l’applicazione dell’art. 1, comma 41, della legge 8 agosto 1995, n. 335
•operazione RED 2006, riferiti all’anno 2004 sui trattamenti pensionistici ai superstiti, ma non ancora recuperati, per motivi tecnici
•verifica interna nei confronti di titolari di plurime pensioni erogate dall’Inpdap

L’INPDAP provvederà a rideterminare l’importo:
- dell’assegno per il nucleo familiare con la rata di novembre 2008, mentre il debito complessivo accertato sarà recuperato a decorrere dalla rata di marzo 2009.
- dei trattamenti pensionistici ai superstiti con la rata di dicembre 2008, mentre il debito complessivo accertato, relativo al periodo 1° gennaio 2006 – 30 novembre 2008, sarà recuperato, sulla base delle vigenti disposizioni in materia di recupero degli indebiti, a decorrere dalla rata di marzo 2009.
(Nota INPDAP 31/10/2008, n. 39)

Fonte:ipsoa.it


Umbria: gratta e vinci falsi e scaduti,blitz della gdf. Sei commercianti segnalati all' Autorità Giudiziaria

Sale a 600mila il numero dei "Gratta e Vinci" falsi o scaduti, sequestrati dalla Guardia di Finanza in Umbria. Dopo i primi 75mila tagliandi, rinvenuti nei bar e nelle tabaccherie di Foligno, Norcia, Cascia e Città di Castello, le Fiamme Gialle della Compagnia di Foligno hanno posto sotto sequestro, nella città del Torrino, altri 520mila "Gratta e Vinci" irregolari, in quanto riconducibili a concorsi non più autorizzati oppure destinatari di provvedimenti di cessazione da parte dell'Azienda autonoma dei monopoli di Stato.
Sei persone sono state complessivamente segnalate all'autorità giudiziaria per varie ipotesi di reato e al monopolio di Stato per le numerose irregolarità amministrative accertate. I controlli a tappeto della Guardia di Finanza su di un gran numero di esercizi commerciali, volti a verificare la corretta applicazione delle norme nazionali sui concorsi a premi e le lotterie immediate, stanno quindi dando i loro primi, pesanti frutti.

Fonte:newgol.com(Daniele Ubaldi)


Agevolazioni – Minimi, ricavi e spese all’esame di fine anno

Per i contribuenti che hanno aderito al regime dei minimi, o che intendono accedervi nel 2009, è arrivato il momento di eseguire delle verifiche; tali controlli riguardano il soddisfacimento dei requisiti richiesti per l’accesso al regime dei minimi e la convenienza della decisione di restare o diventare un contribuente minimo. I soggetti dovranno in particolar modo controllare l’importo dei ricavi conseguiti nel 2008 (mediante applicazione del criterio di cassa) e gli acquisti di beni strumentali.

Fonte:fiscoetasse.com


Risoluzione n. 421/E del 5 novembre 2008. Fondi pensione, tassazione stratificata per i riscatti

Le modalità di tassazione del riscatto totale della posizione pensionistica a seguito di liquidazione del fondo di previdenza segue la disciplina in vigore nel momento in cui è maturato il relativo montante.
Questa regola, già espressa dalla circolare 70/2007, è stata richiamata dall'agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 421/E del 5 novembre, frutto di un'istanza di interpello presentata da un dipendente di una cassa di risparmio, iscritto dal 1987 (quindi, un vecchio iscritto a un vecchio fondo) a un fondo di previdenza complementare a prestazione definita esistente presso il medesimo istituto di credito.
Quando la cassa di risparmio era entrata a far parte di un gruppo bancario, l'istituto capogruppo, nella riorganizzazione, aveva stabilito di voler coordinare la materia della previdenza complementare; pertanto, le "vecchie" posizioni previdenziali erano state trasferite presso il fondo del gruppo, con conseguente liquidazione di quello vecchio, esistente presso la cassa di risparmi.
A questo punto, avendone la possibilità come da regolamento, il contribuente sceglieva di non trasferire la propria posizione presso il nuovo fondo ma di riscattare l'intera posizione.
La risposta dell'Agenzia
L'articolo 14, comma 5, del Dlgs 252/2005 stabilisce che, per il riscatto dovuto a cause diverse (come nel caso in esame) da quelle previste dai commi 2 e 3 (parziale, nelle ipotesi particolari di cessazione dell'attività lavorativa individuate dal comma 2, o totale, nei casi di invalidità permanente e di morte dell'aderente prima della maturazione del diritto alla prestazione), l'ammontare percepito, determinato ai sensi dell'articolo 11, comma 6, è tassato con l'applicazione di una ritenuta a titolo d'imposta del 23 per cento.
Tale aliquota, tuttavia, non è applicata all'intero montante, in quanto, come la citata circolare 70/2007 aveva chiarito al riguardo, le disposizioni dettate dal decreto legislativo 252/2005 (relative alle modalità di tassazione dei riscatti esercitati successivamente all'entrata in vigore del decreto legislativo medesimo) si rendono applicabili alle prestazioni riferibili agli importi maturati dal 1° gennaio 2007.
Con riferimento ai montanti delle prestazioni accumulate fino al 31 dicembre 2006, invece, continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti.
Quindi, dopo aver determinato il montante maturato dal 1° gennaio 2007, al quale si applica la disciplina fiscale appena descritta, occorrerà determinare gli altri due montanti, ossia:
l'ammontare maturato fino al 31 dicembre 2000 (M1)
l'ammontare maturato dal 1° gennaio 2001 fino al 31 dicembre 2006 (M2)
Per quanto riguarda M1, trattandosi di vecchio iscritto a un vecchio fondo, si applica la disciplina vigente anteriormente all'entrata in vigore del decreto legislativo 124/1993 e, quindi, la prestazione, al netto dei contributi versati dal lavoratore in misura non eccedente il 4% della retribuzione annua, è imponibile con la medesima aliquota applicata al Tfr.
Relativamente, invece, al trattamento fiscale del montante maturato dal 1° gennaio 2001 fino al 31 dicembre 2006 (M2) è necessario esaminare la causa che ha determinato l'esercizio del riscatto. Ciò in quanto l'articolo 48-bis, comma 1, lettera d-bis) (successivamente trasfuso nell'articolo 52, comma 1, lettera d-ter) ha stabilito che ai riscatti delle posizioni individuali maturate presso le forme pensionistiche, esercitati per cause diverse da quelle derivanti dal pensionamento o dalla cessazione del rapporto di lavoro per mobilità o da altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti, si applica la tassazione ordinaria sull'importo della prestazione, al netto dei redditi già assoggettati a imposta e dei contributi non dedotti.
Come chiarito dalla circolare 29/2001, la tassazione ordinaria rappresenta il regime che necessariamente è stato riservato alle somme conseguite in via definitiva prima del completamento del piano previdenziale.
L'Agenzia ha, quindi, chiarito che il possibile esercizio del riscatto totale della posizione previdenziale da parte degli iscritti nel caso esaminato non rientra tra le citate ipotesi di cessazione del rapporto per pensionamento o per cause estranee alla volontà delle parti, che determinano l'assoggettamento delle somme erogate alla tassazione separata, derivando da una precisa volontà delle medesime parti di liquidare il "Fondo".
Pertanto, la prestazione riferita al montante maturato dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2006 (M2) dovrà essere assoggettata ad aliquota ordinaria.

Fonte:fiscooggi.it(Deborah Suma)


Un maxifondo da 180 milioni per le Pmi romane

Un'iniziezione di fiducia al sistema imprenditoriale romano. Attraverso un pacchetto di misure anticrisi da 180 milioni («messi a disposizione grazie alla buona gestione di questi anni»). È il piano che Andrea Mondello, presidente della Camera di Commercio di Roma e di Unioncamere, ha annunciato per rilanciare lo sviluppo economico della capitale. Centodieci milioni del budget serviranno per favorire il ricorso al credito da parte delle Pmi. Nel dettaglio, 100 milioni andranno al sistema dei Confidi come garanzia fino al 70% dell'importo dei finanziamenti concessi dalle banche. E altri 10 serviranno come contributo a fondo perduto per abbattere il costo degli interessi e favorire il processo di patrimonializzazione delle piccole e medie imprese. «Gli interventi sono studiati su misura per le Pmi – ha spiegato Mondello – perché queste ultime costituiscono l'ossatura del sistema produttivo romano e sono le più colpite dalla congiuntura sfavorevole, una delle peggiori degli ultimi decenni». In realtà la città, secondo Mondello, «è pronta a lasciarsi alle spalle in 6-8 mesi la congiuntura negativa». Ma servono «misure eccezionali, da mettere in campo subito».
Altri 60 milioni del budget messo in campo saranno utilizzati sul fronte infrastrutture: 50 milioni andranno ad Investimenti spa (società controllata dalla Camera di Commercio di Roma), per realizzare opere immediatamente cantierabili «con particolare attenzione all'offerta congressuale e al miglioramento dei collegamenti della Fiera di Roma con l'aeroporto e la città». Altri 10 milioni sono a disposizione per realizzare entro aprile 2008 il centro ingrosso fiori, nell'area della Magliana. Non solo. Sarà firmata anche una convenzione con Bic Lazio spa per erogare 10 milioni di contributi alle imprese in fase di start up, per le spese di registrazione di marchi e brevetti da valorizzare all'estero. Mondello ha ribadito poi la necessità di un'agenzia di marketing del territorio. E ha anticipato la stipula di un protocollo d'intesa con il Comune sul fronte dell'internazionalizzazione delle Pmi.
Contemporaneamente ha annunciato di non avere intenzione di ricandidarsi nella primavera 2010 per un terzo mandato alla guida dell'ente camerale romano. E si è spinto oltre, dicendosi «pronto a lasciare il suo incarico al vertice della Camera di Commercio prima della scadenza naturale» se venissero meno «dentro o fuori la Camera di Commercio quegli elementi di coesione e collaborazione che hanno contraddistinto questi 15 anni di presidenza, in cui è prevalsa la politica delle proposte su quella dei veti».

Fonte:ilsole24ore.com(Andrea Gagliardi)


Risoluzione n. 419/E del 3 novembre 2008 . Se il bollo non è in regola, è l'Agenzia a sanzionare

Gli uffici dell'Aci hanno l'obbligo di trasmettere, entro trenta giorni dalla ricezione, tutti gli atti che non sono in regola con l'imposta di bollo all'ufficio delle Entrate competente cui spetta la regolarizzazione, l'irrogazione delle sanzioni e l'eventuale definizione agevolata. Ciò è valido anche per gli atti di vendita di autoveicoli su cui il contrassegno telematico apposto sulla firma è stato acquistato successivamente all'autenticazione della sottoscrizione stessa.
E' quanto chiarito dalla risoluzione n. 419/E del 3 novembre, con cui l'Agenzia interviene per sciogliere il dubbio posto dall'Automobile club d'Italia.
Gli uffici comunali dell'Aci e gli Sportelli telematici dell'automobilista, questi ultimi istituiti dal Dpr 358/2000, possono autenticare le firme di atti di alienazione e costituzione di diritti reali sui beni mobili registrati.
Come già sostenuto nella risoluzione 358/2007, i documenti di vendita di un veicolo, che presentano un contrassegno telematico (sostitutivo della marca da bollo) acquistato successivamente all'autenticazione della firma, sono da considerare non in regola con le disposizioni del Dpr 642/1972 ("Disciplina dell'imposta di bollo").
L'Aci ritiene che i propri uffici siano esclusivamente tenuti a segnalare l'irregolarità all'ufficio delle Entrate territorialmente competente sulla base del domicilio fiscale del contribuente, perché questo provveda alla successiva notifica della contestazione.
L'Agenzia ribadisce che solo i propri uffici possono regolarizzare gli atti che presentano violazioni delle norme sull'imposta di bollo, in base a quanto disposto dall'articolo 31 del Dpr 642/1972: "La regolarizzazione è eseguita esclusivamente dagli uffici del registro mediante annotazione sull'atto o documento della sanzione amministrativa riscossa".
Anche l'irrogazione delle sanzioni amministrative spetta esclusivamente agli uffici finanziari. L'articolo 16 del Dlgs 472/1997 ("Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie"), infatti, stabilisce che: "la sanzione amministrativa e le sanzioni accessorie sono irrogate dall'ufficio o dall'ente competenti all'accertamento del tributo cui le violazioni si riferiscono". Lo stesso Dpr 642/1972, infine, dispone, all'articolo 35, che gli organi competenti all'accertamento delle violazioni in materia d Bollo sono il ministero delle Finanze e le strutture a esso connesse.

Fonte:fiscooggi.it(Alessandra Gambadoro)


Ici leggera sull’abitazione doppia

Abitazione principale: rilevante la specifica destinazione d’uso agevolata
La Cassazione, con la sentenza numero 25902 depositata in data 29 Ottobre 2008, ha stabilito la possibilità di applicare l’aliquota Ici agevolata per l’abitazione principale, anche con due unità immobiliari distintamente accatastate, a condizione che per entrambe vi sia l’utilizzo come dimora abituale da parte del contribuente. Secondo i giudici, al fine di definire cosa debba intendersi per “abitazione principale”, non occorre che sussista l’unicità del fabbricato, quanto la specifica destinazione d’uso agevolata.

Fonte:fiscoetasse.com


Auto: vendite in caduta libera. In ottobre -19%, Fiat -13%

Continua il periodo nero del mercato dell'auto in Italia: ad ottobre è sceso del 18,89%, a 167.940 unità, contro le 207.049 di un anno fa. Lo rende noto il ministero dei Trasporti. Un ottobre così magro non si registrava da 12 anni (144.248 targhe nel 1996). Si tratta inoltre del secondo mese peggiore del 2008 dopo agosto. A settembre il calo era stato del 5,5%. Nei primi dieci mesi dell'anno sono state immatricolate in Italia 1.879.165 unità, segnando una flessione dell'11,97% rispetto alle 2.134.755 dello stesso periodo del 2007. Nello stesso periodo, si sono registrati 476.371 trasferimenti di proprietá di auto usate, con una variazione di -4,05% rispetto a ottobre 2007, durante il quale furono registrati 496.488 trasferimenti di proprietà. Il volume globale delle vendite (644.311 autovetture) ha dunque interessato per il 26,07 % auto nuove e per il 73,93 % auto usate.
Per quanto riguarda il gruppo Fiat, a ottobre le immatricolazioni in Italia di Fiat Group Automobiles sono scese del 13,12%, a 55.129 unità, contro le 63.457 di ottobre 2007. A settembre le immatricolazioni del gruppo torinese erano calate del 5,99%, a 54.302 unità. La quota di mercato è salita al 32,8%, in crescita rispetto al 30,6% di ottobre 2007.
Nei primi dieci mesi dell'anno Fiat Group ha immatricolato in Italia 600.972 nuove autovetture, in calo del 10,16% rispetto alle 668.941 dello stesso periodo di un anno fa.
Giù anche Alfa Romeo (-5,80%), che ha totalizzato 4.840 unità contro le 5.138 del pari periodo del 2007 mentre Lancia cede lo 0,69%, (a 7.574 unità dalle 7.627 del 2007).
In Francia il mercato dell'auto ha registrato a ottobre un calo del 7,3%, a 175.014 unità. Lo ha reso noto l'associazione dei costruttori francesi, precisando che nei primi 10 mesi dell'anno ha invece registrato una progressione del 2,3%, a 1.750.779 unità.
Il gruppo Fiat è quello che ha ottenuto il mese scorso i migliori risultati con un aumento delle vendite del 33,9%, a 8.168 unità, e il marchio Fiat che si è involato del 42%, a 6.652 unità.
A ottobre le marche francesi hanno registrato un calo dell'8,1% e quelle estere del 6,5%.
Dei gruppi francesi, che complessivamente controllano il 53,1% del marcato, è Renault ad aver maggiormente sofferto con vendite in calo del 9,8% a 41.659 unità a livello di gruppo e del 12,6% a livello di marca (37.956). Psa Peugeot Citroen ha registrato un calo del 4,7%, a 54.967 unità, con Citroen stabile a 26.193 unità e Peugeot in calo dell'8,6%, a 28.774.
Dopo Fiat Group, sul fronte delle marche estere solo il gruppo Volkswagen ha registrato un aumento delle vendite (+3,8%, a 22.098 unità), mentre tutte le altre accusano una flessione.
La più colpita è la Hyundai con -45,8%, a 1.255 unità, seguita dalla GM con -29,4%, a 5.978, dalla Ford con -18,1%, a 10.364, dal gruppo Mercedes con -17,4%, a 5.895, dalla Nissan con -9,1%, a 3.113, dalla Toyota con -3,8%, a 8.680 e infine dalla Bmw con -1,5%, a 6.194.
In Spagna si registra un nuovo crollo della vendita di automobili: dopo i record di agosto (-41%) e settembre (-32%), a ottobre il calo è stato del 40% rispetto allo stesso mese del 2007. Si tratta del peggior dato della storia per il decimo mese dell'anno nel paese iberico, e il terzo peggiore di sempre. Secondo i dati resi noti dalle associazioni spagnole del settore, a ottobre sono state immatricolate 77.660 unità contro 129.384 dell'anno scorso. Sui primi 10 mesi dell'anno, le vendite sono calate del 23,8%, con una perdita di 320.000 unità rispetto al periodo gennaio-ottobre 2007.
I dati sulle vendite completano il quadro di un settore in piena crisi: in Spagna diversi costruttori, fra cui Nissan, General Motors e Seat hanno annunciato licenziamenti e piani sociali per ridimensionare la produzione.

Fonte:ilsole24ore.com


Istat, l'11% delle famiglie italiane vive in condizioni di povertà

Nel 2007, in Italia, vivono 2 milioni e 653mila famiglie in condizioni di povertà relativa. Si tratta dell'11,1% del totale delle famiglie residenti che, presto, potrebbero crescere di un ulteriore 8% di nuclei "a rischio", con consumi, cioè, prossimi o superiori di appena il 10% alla soglia standard di povertà. Che per una famiglia di 2 persone equivale a 986,35 euro di spesa media mensile (in aumento dell'1,6% rispetto alla linea del 2006). Complessivamente, nel nostro Paese, esistono 7 milioni e 542mila italiani poveri, il 12,8% dell'intera popolazione. Situazione peggiore nel Sud, dove l'incidenza della povertà relativa è 4 volte superiore alla media nazionale e tra le famiglie più numerose, in particolare, con 3 o più figli, soprattutto, minorenni. A rivelarlo è l'annuale indagine dell'Istat sulla povertà relativa in Italia, condotta su un campione di 28mila famiglie, presentata, a Roma, nella sede dell'istituto, che evidenzia una sostanziale stabilità, tra il 2006 e il 2007, dell'incidenza della povertà relativa delle famiglie italiane, ancora fortemente associata a scarsi livelli d'istruzione e all'assenza del posto di lavoro.
Segmento emergente della povertà italiana sono, poi, i profili professionali bassi (i cosiddetti working poor) e tra le donne, spicca il peggioramento di condizione delle signore anziane sole e delle donne separate con i figli a carico. «In Italia - spiega Linda Laura Sabbadini, dirigente di ricerca dell'Istat - c'è un serio problema di povertà dei minori che non è conosciuto nel resto d'Europa». Sabbadini annuncia, poi, come l'Istat stia ultimando un indicatore della povertà assoluta, che andrà indietro, anche, di 2/3 anni, da affiancare a quello relativo, per poter così fotografare, nel complesso, il fenomeno povertà nel nostro Paese.
Dalla ricerca emerge, poi, come oltre un quinto delle famiglie con 5 o più componenti si trovino in condizione di povertà relativa. Una percentuale che sale a un terzo nel Mezzogiorno. Ma, anche, la difficoltà a trovare lavoro o un'occupazione qualificata determina livelli di povertà più elevati. In generale, spiegano dall'Istituto, le famiglie con componenti occupati presentano incidenze di povertà più contenute, ma se all'interno del nucleo vi sono persone in cerca di occupazione, il disagio assume una forte rilevanza: ben il 19,9% di queste famiglie, per lo più coppie con 2 e 3 figli, vivono in condizioni di povertà.
Sostanzialmente, negli ultimi 5 anni, l'incidenza di povertà in Italia è rimasta stabile, anche se, spiegano dall'Istat, tra chiari e scuri. Un peggioramento si assiste tra le tipologie familiari che tradizionalmente presentano una bassa diffusione del fenomeno povertà, soprattutto, famiglie di 3 componenti e con persone anziane a carico. Colpa, soprattutto, del caro vita e della forte crisi dei consumi registrata in questi ultimi tempi. Anche se, spiegano dall'Istat, il fenomeno ha interessato non solo i poveri, ma tutti i segmenti della popolazione e, quindi, la povertà relativa è rimasta pressocché identica. Segnali di miglioramenti, invece, si osservano tra le famiglie di monogenitori e tra le famiglie con a capo un lavoratore autonomo, specialmente, se in proprio. Tra le note migliori, spicca il deciso miglioramento, nel Mezzogiorno, tra le famiglie con 5 o più componenti, in particolare, coppie con 3 o più figli e con 3 o più figli minori. Ma è un aumento, sottolineano dall'Istat, dovuto, probabilmente, agli interventi a sostengo dei figli disposti in questi anni, come sgravi fiscali, detrazioni e assegno al terzo figlio. Insomma, nel Sud la povertà resta forte e si tratta di un fatto dai connotati sempre più gravi.

Fonte:ilsole24ore.com(Claudio Tucci)


Campobasso: "buoni casa", al via il bando

Il bando si rivolge ai nuclei familiari di nuova costituzione o di prossima costituzione. Il contributo a fondo perduto è di 5.000,00 euro.
"Questo contributo vuole essere un piccolo segnale , un incentivo per le giovani coppie ad acquistare un'abitazione." - ha sottolineato l'Assessore comunale alle Politiche Sociali Michele De Santis. "Ci siamo rivolti alla fascia d'età dei trentenni perchè il Molise vive la stessa difficoltà che si riscontra a livello nazionale.
La crisi sui redditi ha, come prima conseguenza, la difficoltà nell'accesso al credito e, conseguentemente, ne risente anche l'acquisto delle abitazioni. Abbiamo recuperato 60.000,00 euro dal bilancio comunale.
E' un piccolo contributo, ma anche un segnale della strada che si vuole intraprendere e che, si spera, possa essere ripreso e confermato dalle amministrazioni successive", ha concluso l'Assessore De Santis.

Fonte:primapaginamolise.it


Crisi dei consumi, ma non sul web

Disertiamo negozi e centri commerciali, tiriamo la cinghia sulla spesa, ma ci facciamo tentare dallo shopping on line. Complessa la fotografia della crisi dei consumi fornita ieri da associazioni e istituti di ricerca. Secondo Confcommercio le vendite di settembre registrano una flessione dello 0,4% in termini di quantità, dopo il già pesante crollo di agosto.
Il pessimismo delle famiglie incide sulla richiesta di beni (-0,3%) e servizi (-0,8%) con un’autentica “fuga” da alcuni settori, come quello della ricreazione. Si sta attenti anche fuori casa, fa sapere il Codici, secondo il quale si scelgono panini o tramezzini (+31%) e pizza (+29%) rinunciando alla ristorazione. Unico settore in controtendenza internet che a fine 2008 fatturerà 6 miliardi di euro (+20% rispetto al 2007) per una spesa media per “shopper” di 900 euro-anno. Motivo: la possibilità di scegliere facendo confronti di prezzi e qualità.

Fonte:metronews.it


Straordinari dei forestali senza agevolazione. Risoluzione n. 415E del 31 ottobre 2008

I dipendenti delle comunità montane non possono beneficiare della detassazione degli straordinari. Lo ha chiarito l'agenzia delle Entrate con la risoluzione 415/E diffusa lunedì 3 novembre..
Il problema è stato sollevato in relazione agli addetti alle sistemazioni idraulico-agrarie e idraulico forestali, che sono assunti da Comunità montane, ma prestano servizio in base a uno specifico contratto nazionale di lavoro privatistico. Un contratto diverso, dunque, da quelli disciplinati dal decreto legislativo 165/01, sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. Per l'Agenzia, non é influente che il rapporto di lavoro sia disciplinato dai contratti collettivi stipulati per settori privati, ma è importante analizzare la natura giuridica del datore di lavoro. Poiché le comunità montane rientrano fra gli enti pubblici, i lavoratori alle loro dipendenze non possono fruire della tassazione sostitutiva delle retribuzioni relative al lavoro straordinario.

Fonte:ilsole24ore.com


Umbria. Una rete europea di sostegno alle imprese

Presentata anche in Umbria Enterprise Europe Network, che è una nuova rete europea di supporto alle imprese per la promozione dell’attività imprenditoriale e la crescita delle stesse in Europa. Sosterrà le PMI di qualsiasi settore perché traggano vantaggi dalle opportunità del mercato unico.
Nei prossimi sette anni l'Unione europea stanzierà 975 miliardi di euro per nuovi programmi di ogni tipo.
Con le nuove norme finanziarie che sono entrate in vigore il 1° maggio 2007, è decisamente più facile accedere ai finanziamenti.
Le nuove norme sono state snellite per agevolare l'accesso ai fondi europei. Si tratta di una buona notizia specialmente per le piccole imprese, dal momento che le sovvenzioni fino a 25.000 euro richiederanno meno formalità burocratiche. Inoltre i ricercatori avranno ora la facoltà di richiedere fondi individuali per la ricerca.
Enterprise Europe Network coniuga gli sforzi dei precedenti Eurosportelli con le potenzialità dell’Innovation Relay Centre. Con la nuova rete, le imprese ricevono, come suggerisce lo slogan, un “Aiuto a domicilio”.
Insieme a tutte le reti partner, essa applica il principio del “non bussare alla porta sbagliata”, per stare al passo con i tempi dell’impresa.
Tutte le PMI riceveranno informazioni e un servizio personalizzato, attagliato alle loro necessità, usando nel modo migliore le moderne tecnologie di tutte le organizzazioni presenti nella nuova rete.
In Umbria le rete è composta dal Centro Estero delle Camere di Commercio, da Umbria Innovazione e da Coldiretti, che fanno parte del consorzio Pisa Ricerche, interlocutore ufficiale della Commissione Europea DG Imprese.
Concretamente, Enterprise Europe Network offre i seguenti servizi:

1. Assistere le imprese nel loro divenire internazionali
Si ritiene che 1 milione di PMI europee possano essere coinvolte nel commercio e negli investimenti transfrontalieri. Enterprise Europe Network aiuterà a sviluppare gli scambi tra imprese, a lanciare nuove idee, ad alimentare possibili cooperazioni e a stimolare le imprese a svilupparsi oltre gli orizzonti in cui sono nate. Incontri tra coppie di imprese aiuteranno a individuare partner affidabili.
Costruire cooperazioni tecnologiche tra PMI, basate sul trasferimento dell’innovazione, è un altro modo di “divenire internazionale” e di generare profitti dal capitale investito in ricerca. La rete assiste le PMI a individuare i partner e a stringere accordi con essi.

2. Innovazione, competitività e opportunità del mercato unico
Sostegno alle PMI in materie tecniche come diritti di proprietà intellettuale, norme e legislazione UE; può essere infatti difficile per le imprese restare al passo dei cambiamenti delle opportunità legate alla UE.
Enterprise Europe Network promuove l’innovazione incoraggiando le PMI a divenire più innovative: condividere risultati di ricerca può far scattare nuove idee/opportunità. Tra l’altro, migliorerà la collaborazione con i cluster che tengono insieme attività diverse legate all’innovazione. Garantire l’accesso al tecnologie innovative aiuterà le PMI ad affrontare la concorrenza globale.

3. Accesso a progetti e a finanziamenti dell’UE
La rete Enterprise Europe Network mira a colmare i deficit di conoscenze sulle varie fonti di finanziamento che l’UE mette a disposizione e a rendere consapevoli le imprese delle possibilità esistenti. Soprattutto, le PMI sono incoraggiate a partecipare a programmi di ricerca.

4. Dare informazione di riscontro alla Commissione
Enterprise Europe Network collegherà nei 2 sensi gli imprenditori e la Commissione, trasmettendo i punti di vista in entrambe le direzioni per far sì che politiche e iniziative preparate dalla Commissione siano utili alle PMI e non aumentino gli oneri amministrativi.

Fonte:iltamtam.it


Ddl Sviluppo: Commissione, nessun taglio a fondo Editoria 2008

Il fondo per l’editoria del 2008 non subira’ modifiche. Lo ha stabilito la commissione Bilancio della Camera. La commissione ha dato parere favorevole a un emendamento presentato da Monica Faenzi, Pdl, che rinvia al 2009 ogni tipo di intervento sul fondo per l’editoria contenuto nel ddl Sviluppo. Anche per il 2009, poi, si introduce il riferimento al regolamento stabilito con il decreto manovra ad agosto. Le modifiche della normativa del fondo per l’editoria entreranno infatti in vigore solo l’anno successivo all’entrata in vigore di tale regolamento, che dovra’ comunque avere parere vincolante da parte delle commissioni di Camera e Senato. Nel testo dell’emendamento, poi, non si fa riferimento al cosiddetto ‘diritto soggettivo’, che garantisce alle imprese editoriali la certezza degli stanziamenti statali e quindi agevola la richiesta di prestiti bancari. Sul ‘diritto soggettivo’, infatti, si dovra’ esprimere proprio il regolamento che dovra’ avere il via libera delle Camere. La scorsa settimana maggioranza e opposizione si erano schierate contro il governo che si era espresso contro l’istituto del ‘diritto soggettivo’.

Fonte:aziende-oggi.it


Gli agricoltori scendono in piazza per salvare le imprese dalla crisi

Sulle aziende e sui coltivatori sta per abbattersi la scure degli aumenti degli oneri contributivi
Ormai rischia di divenire una miscela esplosiva per migliaia di imprese agricole. La somma dei pesanti costi dei fattori produttivi (con aumenti che superano il 60%, come nel caso dei concimi) e dei crescenti oneri è un elemento dirompente che può avere effetti drammatici per l’intero settore. Ma a preoccupare è soprattutto il fronte contributivo Inps che, se non si interviene in maniera adeguata, può innescare pericolosi contraccolpi. Ed è proprio questo uno dei punti della mobilitazione promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori è che avrà il suo “clou” nella giornata del 14 novembre con iniziative in contemporanea in cento province. Sulle imprese agricole può, infatti, abbattersi pesante la scure degli aumenti degli oneri contributivi. Le conseguenze potrebbero essere disastrose. Molte di queste aziende andrebbero fuori dal mercato, con i riflessi facilmente immaginabili. Il motivo è semplice: la legge finanziaria per il 2009 ignora totalmente il problema degli oneri sociali dell’agricoltura, rendendo così la situazione insostenibile per migliaia di imprenditori agricoli. E molto più difficile appare lo scenario per gli agricoltori delle zone montane e svantaggiate. Le agevolazioni contributive finiscono con il prossimo 31 dicembre. Dal primo gennaio 2009 gli aumenti saranno considerevoli e per aziende che già operano in condizioni di difficoltà le prospettive appaiono drammatiche. Non solo. Molte di queste imprese - rileva la Cia - avevano aderito all’operazione di ristrutturazione dei debiti Inps e, con grande sacrificio, avevano regolarizzato la loro posizione.
Sarà quindi una mobilitazione totale per sollecitare le necessarie modifiche alla manovra economica, che non fornisce risposte valide agli imprenditori agricoli del nostro Paese che fanno, purtroppo, i conti con insostenibili costi di produzione e pesanti oneri sociali, con prezzi sui campi in caduta libera, con il calo dei consumi e, quindi, con riduzioni di reddito. La contrazione dei consumi e le difficoltà da parte delle imprese di approvvigionarsi al sistema bancario, unitamente ad un aumento dei costi dei fattori produttivi, sta, infatti, determinando -sostiene la Cia - una pesante crisi di liquidità e, dunque, di redditività. Da qui l’urgenza di azioni mirate per il settore agricolo. La Cia propone, in particolare la fissazione strutturale dell’accisa zero per il gasolio utilizzato un tutte le attività agricole e zootecniche, così come attualmente previsto per le sole coltivazioni sotto serra. Contemporaneamente viene chiesta la riduzione al 4% dell’aliquota Iva (oggi al 10%) sui carburanti utilizzati nelle attività agricole fino al 31 dicembre del 2009. Viene anche richiesto, da parte della Cia, la riduzione del 50% delle aliquote Iva relative all’acquisto dei beni e dei servizi necessari allo svolgimento dell’attività agricole (attrezzature, macchinari, concimi, sementi, mangimi).
La Cia chiede anche l’estensione del credito d’imposta per nuovi investimenti produttivi in agricoltura, l’aumento della dotazione finanziaria per il credito d’imposta per l’imprenditoria giovanile, il riconoscimento del credito d’imposta per l’aumento occupazionale, rispetto al 2008, basato sull’incremento delle giornate lavorate anche da dipendenti assunti a tempo determinato. A queste si aggiungono le richieste relative alle agevolazioni contributive e tributarie per le imprese di settori produttivi agricoli colpiti da crisi di mercato, interventi finanziari a sostegno delle aziende con azioni mirate alla concessione di credito, utilizzando le coperture assicurative in dotazione all’Ismea e la conferma, per il triennio 2009-2011, delle riduzioni contributive a favore dei datori di lavoro agricoli.

Fonte:opinione.it


Assicurazioni: polizze per proteggere il futuro dei figli

Costruire un piccolo capitale, anno dopo anno, mese dopo mese, tramite un investimento a basso rischio e con sistemi di protezione che garantiscono comunque il raggiungimento dell'obiettivo a fronte di imprevisti gravi. Questo offrono le polizze assicurative pensate per essere sottoscritte da un genitore o un nonno in favore del figlio o nipote.
Strumenti che anche in periodi difficili come questo offrono sicurezza, come sottolinea Luigi Di Falco, responsabile vita, previdenza, risparmio gestito di Ania: «Si tratta di prodotti particolarmente prudenziali perché collegati e gestioni separate e con rendimento garantito, per la cui garanzia le compagnie assicurative oltre alla gestione finanziaria hanno un apposito margine di solvibilità, ossia un "cuscinetto" ulteriore di riserve proprie. Non a caso, in questi mesi di turbolenze finanziarie si avvertono i primi segnali di riscoperta da parte della clientela di questo "porto sicuro"».
Il trend
Un settore che ha margini di crescita e che è in evoluzione. «Siamo di fronte a un bisogno ampio e immutato – afferma Giuseppe Dell'Erba, responsabile tied agents interface & growth di Zurich Life -. Ma l'offerta assicurativa non è riuscita a soddisfare completamente la domanda. Per quanto riguarda noi, abbiamo una quota costante di clienti che lo richiede, tuttavia si tratta di un prodotto un po' sottovalutato e che in parte si sovrappone ad altri. Ad esempio è più probabile che venga acquistato come regalo da un nonno o uno zio piuttosto che dal genitore dato che quest'ultimo pensa più a una polizza caso morte con capitale elevato».
Una conferma dell'interesse da parte del mercato arriva da Anna De Ambrosis responsabile ramo vita di Reale Mutua: «Per tutti gli anni 90 abbiamo avuto in catalogo un prodotto specifico, caratterizzato dalla prevalenza di componenti assicurative. A fronte delle variazioni del mercato e dei tassi di interesse, i margini per pagare queste coperture sono venuti meno e la polizza è stata tolta dal mercato. Dopo 7-8 anni è stato deciso di reintrodurla proprio per soddisfare la domanda: oggi è stato snellito e semplificato rispetto al passato, e prevale la componente di risparmio. Si tratta in sostanza di un salvadanaio caratterizzato da una buona dose di elasticità e il cliente può decidere se sottoscrivere o meno le garanzie del ramo infortuni».
Garanzie
Punta soprattutto sulla componente risparmio anche Alleanza Assicurazioni: «Lo scopo del prodotto - afferma Daniele Pesce, direttore marketing - è fornire un capitale al figlio o nipote quando più ne avrà bisogno, per pagarsi gli studi o per l'avvio di un'attività lavorativa. Le garanzie assicurative presenti puntano a questo obiettivo garantendo il completamento del piano di accumulo in caso di premorienza del contraente. La previsione di ulteriori coperture assicurative, come quella per gli infortuni, avrebbe l'effetto di ridurre la componente di risparmio del prodotto».
Modularità
Gioca la carte della modularità e della possibilità di scelta Ina Assitalia. «Questo prodotto - afferma Claudia Ghinfanti, responsabile marketing di Ina Assitalia - punta moltissimo su una totale flessibilità nella sezione vita, con la possibilità di versamenti aggiuntivi e di riscatto già dopo il terzo anno, nonché riscatti parziali dal 18° anno di età del ragazzo. Per la componente protezione c'è un pacchetto addizionale di garanzie dedicate sia al bambino sia al genitore che includono infortunio e assistenza nonché la responsabilità civile». La compagnia di assicurazione, ritiene che questo tipo di polizze possa rivolgersi anche al mass market e proprio per questo ha fissato un premio minimo abbastanza contenuto e pari a 750 euro all'anno. «Fino ad oggi – prosegue Ghinfanti – l'italiano medio ha sempre avuto come punto di riferimento il conto corrente quale forma di risparmio ma senza essere adeguatamente informato sulle alternative. È vero che i prodotti assicurativi hanno un livello di entrata più alto ma non si conoscono a pieno i servizi aggiuntivi che vengono garantiti».
La componente risparmio viene sottolineata anche da Giorgio Ceolin, responsabile direzione ramo vita Gruppo Toro: «Il prodotto ha senso come piano di risparmio per i figli, anche con cifre piccole, così da garantire ai ragazzi giunti alla maturità di affrontare nuovi studi o intraprendere nuove attività. Il bonus legato ai risultati scolastici che noi offriamo è un fatto aggiuntivo. In tempi in cui c'è un po' di appiattimento, riteniamo che valorizzare gli studi sia un fatto positivo».

Fonte:ilsole24ore.com(Matteo Prioschi)


Protesti 2008 in Italia in crescita: iniziano a non essere pagate carte di credito e bancomat. Sia da privati che da aziende.

La poca onorabilità di molti operatori economici o di semplici cittadini presenti in alcune aree del Paese sono il segnale che in materia di onestà e correttezza economica si devono fare ancora passi da gigante
Dal 2000 al 2007 il numero di protesti in Italia è aumentato del 9,2%.
Al Centro Sud le situazioni più gravi con Roma in testa alla graduatoria dei ‘pagherò’ non onorati e dove il numero dei protesti arriva a 48, 4 ogni mille abitanti, segue Crotone (46, 1 x 1.000 ab), Ragusa e Salerno (45, 9), Benevento (43) e Frosinone (42, 3). Unica eccezione al Nord è rappresentata da Milano dove il numero di mancati pagamenti la colloca vicino al podio (precisamente al 5° posto) con 43, 7 protesti ogni 1.000 abitanti.
Sono questi alcuni dei risultati ottenuti nell’ultima indagine condotta dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre sulla situazione dei protesti in Italia.
“La poca onorabilità di molti operatori economici o di semplici cittadini presenti in alcune aree del Paese – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – sono il segnale che in materia di onestà e correttezza economica si devono fare ancora passi da gigante. Tuttavia a condizionare questi risultati non c’è solo la poca fedeltà economica ma anche l’avvento della crisi economica che in questi ultimi anni si è fatta sentire maggiormente nelle realtà territoriali più arretrate del Paese”.
Ritornando ai dati emerge una classifica che divide la penisola e che fa emergere in qualche modo le difficoltà economiche e minore correttezza della popolazione. Difficoltà e preoccupazioni che, come rilevano gli esperti dell’associazione artigiani mestrina, sono maggiormente diffuse al Centro e al Sud. Mentre è al Nord, e soprattutto al Nordest, la situazione è nettamente diversa.
A cominciare da Belluno dove il numero di protesti per mille abitanti arriva appena a 3,9 e la relega come realtà provinciale meno investita a livello nazionale da questo fenomeno. Segue Trento con 4,8, Bolzano con 5, 1, Sondrio con 5,4, Venezia con 6, 5, Udine con 7, 5 .
Altrettanto interessante nel prezioso osservatorio organizzato dagli esperti dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre è il microcosmo che emerge sugli importi medi dei protesti . E la geografia delle classifiche cambia. A tirare le fila c’è la provincia di Teramo dove l’importo medio per protesto sfiora i 5.000 euro (4.711 euro per la precisione). Seconda Oristano (4.407 euro), terza Treviso (4.082 euro) e quarta Piacenza (4.040 euro).

Fonte:businessonline.it


Cassazione: va licenziato chi si fa timbrare il cartellino da un collega. Anche se non c'è danno per l'azienda

Linea dura della Cassazione contro i dipendenti che si fanno timbrare il cartellino dai colleghi. Per i giudici del Palazzaccio, infatti, in casi del genere si perde il posto di lavoro. La Corte (sezione lavoro sentenza 26239/2009) sottolinea che il licenziamento, risulta aquo anche se all'azienda non deriva "un danno economico" giacchè è sufficiente il fatto che si sia realizzata una "lesione dei doveri di lealta'" nei confronti dell'azienda. E' stato così confermato il licenziamento di una dipendente che lavorava presso una clinica di Torino che aveva fatto timbrare il cartellino prima di essere entrata a lavoro avvalendosi della collaborazione di una collega. Ne era seguito l'immediato licenziamento disciplinare che veniva convalidato dal Tribunale di Torino e dalla Corte d'Appello. La donna si era rivolta alla Cassazione per chiedere l'applicazione di una sanzione piu' lieve considerato che la timbratura del cartellino fatta da un'altra collega non aveva comportato un danno economico all'azienda. La Corte ha respinto il ricorso sottolineando che "la ricostruzione dei fatti operata dal giudice di merito appare logica e coerente" giacchè, i giudici di merito hanno motivato facendo rifrimento alla "lesione del vincolo fiduciario a prescindere dal danno patrimoniale subito dalla societa'". Risulta dunque "congrua la sanzione irrogata vista la gravita' dell'addebito contestato".

Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)


Vodafone presenta la sua nuova Internet Key

Alla data di oggi, sul post dello scorso anno relativo al lancio da parte di Vodafone della sua Internet Key sono piovuti oltre 400 commenti su come il servizio di banda larga mobile in questione non sia certamente performante. Un problema finito addirittura in Parlamento ma che non è ancora stato risolto definitivamente.
Bene, in piena “tempesta” sulla qualità delle sue connessioni mobili, Vodafone ha deciso di presentare la nuova Internet Key. Un prodotto davvero innovativo sotto alcuni punti di vista, speriamo solo che “funzioni”…
La nuova Internet Key - la Huawei E180 - presenta dunque alcune novità interessanti, la prima è il supporto totale alla tecnologia Plug and Play non solo per Windows ma anche per Mac Os X.
Questo significa che la chiavetta si installerà da sola una volta collegata al computer e cosa ancora più importante lo farà anche sui prodotti Apple, che sino ad ora non erano ufficialmente supportati.
Ma forse la vera trovata è l’inclusione di uno slot integrato per le memorie MicroSd. Avremo dunque la possibilità di trasformare la nostra Internet Key in un piccolo Hd con supporto di memorie MicroSd sino ad 8Gb.
Dunque, non dovremo più portarci dietro due o tre chiavette ma una sola. Intendiamoci, una chiavetta non occupa molto spazio, ma sicuramente molti troveranno la cosa molto pratica anche perchè le memorie MicroSd sono usate in molti palmari e quindi la Vodafone Internet Key potrebbe diventare il “ponte” per trasferire dati da un palmare ad un pc.
Oltre al programma di installazione nella chiavetta troveremo molte utility come un programma per la gestione del traffico, un programma per la gestione e l’invio di sms e molto altro ancora.
Grande innovazione per un settore in pieno sviluppo, ma la domanda è: tutto bellissimo, ma la Vodafone saprà garantire banda larga per tutti?

Fonte:blog.pmi.it


Casa, i prezzi scendono del 10%

Quartieri popolari, come Secondigliano a Napoli. Aree con una forte presenza di stranieri, come San Salvario a Torino. Zone di periferia, come Quarto dei Mille a Genova.L'onda dei ribassi è partita da qui. Dalle frange più fragili del mercato, che nei primi sei mesi di quest'anno hanno visto scendere di oltre il 10% i prezzi degli immobili nella categoria del «medio usato».
Gli ultimi dati dell'agenzia del Territorio mostrano un rallentamento delle compravendite (-14% al 30 giugno), al quale non si accompagna, però, una riduzione dei prezzi della stessa intensità. Ora le rilevazioni di Tecnocasa e Gabetti property solutions gettano uno sguardo oltre i valori medi.E mostrano che l'onda dei ribassi ha già investito molte realtà marginali (si vedano le schede qui accanto).
«Otto volte su dieci, dietro un calo dei prezzi superiore al 10% c'è la contrazione della capacità di spesa degli acquirenti: giovani coppie, stranieri e famiglie monoreddito sono quelli che negli ultimi tempi non hanno potuto accedere al credito o hanno ottenuto importi minori che in passato », spiega Fabiana Megliola, responsabile ufficio studi di Tecnocasa. E Alessandro Ghisolfi, responsabile dell'ufficio studi di Ubh, ricorda: «Il balzo maggiore della domanda risale al 2001, quando grazie alle basse rate dei mutui ci furono 200mila compravendite in più». È inevitabile, dunque, che i più coinvolti siano gli immobili cui si rivolgono gli acquirenti più sensibili alla stretta creditizia. Ed è altrettanto inevitabile che tra questi i più penalizzati siano gli alloggi di minore qualità: quelli molto grandi, ai piani alti senza ascensore, da ristrutturare o poco serviti dai mezzi pubblici.
Concorda Guido Lodigiani, direttore dell'ufficio studi di Gabetti, che evidenzia un altro aspetto: «A fronte di un calo medio dei prezzi del 2,7% nelle grandi città, in alcuni casi anche gli appartamenti di alto livello hanno visto una limatura. La causa però non sono le dinamiche creditizie, ma gli orientamenti della clientela facoltosa, che conosce il mercato e oggi non è disposta spendere più di tanto».
Si tratta, comunque, di situazioni particolari: in generale, l'onda dei ribassi ha risparmiato il centro delle grandi città e gli immobili di pregio.«Per le abitazioni di livello medio alto – osserva Ghisolfi di Ubh il prezzo di vendita è lo stesso di gennaio 2008, con un calo in termini reali al netto dell'inflazione.E questo, per la prima volta, ha interessato anche le località di provincia».
Molto più complicato, invece, è chiedersi se l'onda si propagherà nel 2009. Finora molti piccoli proprietari hanno preferito non vendere anziché ridurre il prezzo. Lo conferma Luca Dondi di Nomisma: «L'offerta è rimasta rigida e ha sostenuto i prezzi, che potrebbero scendere quando si prenderà coscienza della situazione ». Sulla stessa linea Franco Arosio, presidente della Fiaip: «Il 2008 si sta chiudendo con un decremento delle transazioni cui non corrisponde un pari decremento dei prezzi. Per il 2009 ci aspettiamo che il trend rimanga negativo. Il mercato prima o poi ripartirà, ma forse questa crisi ha tracciato un solco che non finirà nel nulla».
Le previsioni per l'anno prossimo sono tutte in discesa mediamente del 6% ma ci sono almeno due fattori che potrebbero arginare la tendenza.
Il primo è il credito. I mutui potrebbero ripartire dopo una riduzione dell'Euribor e potrebbe aggiungersi a questo andamento un taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea. Afferma Lodigiani di Gabetti: «Si assisterà a un calo dell'Euribor più veloce di quello che ci si aspettava e questo dovrà essere valutato».
Il secondo fattore è l'eventualità che la liquidità si sposti verso l'immobiliare. Chi ha ha investito in Borsa difficilmente potrà lasciare l'azionario (a meno di incassare le perdite), ma i bassi rendimenti dei titoli di Stato potrebbero far crescere l'interesse per il mattone.
Nessuno però si illude. Megliola di Tecnocasa avverte che «la domanda di case da investimento è il 12% del totale». E Dondi di Nomisma sottolinea: «Sarà difficile che avvenga uno spostamento dalla Borsa agli immobili come nel 2001, perché ora siamo in una fase negativa per tutti gli impieghi. Sempre che tra gli investitori non si faccia strada l'idea che è il momento di fare uno spostamento».

Fonte:ilsole24ore.com(Cristiano Dell'Oste)


UE: Italia in recessione tecnica. 2009, crescita zero

Nella seconda metà del 2008 l'Italia "é entrata in una recessione tecnica" che le farà chiudere l'anno con una crescita zero. La stagnazione durerà anche nel 2009, mentre una leggera ripresa è prevista nel 2010 con un Pil allo 0,6%. Sono queste le nuove stime della Commissione europea che, nelle sue 'Previsioni d'autunno' diffuse oggi, prevede per il nostro Paese "un'ulteriore perdita di competitività".

"L'accentuato rallentamento dell'economia italiana - spiega la Commissione Ue - risale già alla metà del 2007, ben prima dell'impatto della crisi dei mercati sull'economia europea". La crescita è tornata col segno meno nel secondo trimestre del 2008, e "per la seconda metà dell'anno più indicatori, in particolare quelli sulla produzione industriale e sulla fiducia delle imprese, mostrano come il Paese sia entrato in una recessione tecnica". I servizi del commissario Joaquin Almunia spiegano dunque che "é solo grazie al rimbalzo del primo trimestre 2008, dovuto in gran parte a un effetto statistico dopo il risultato fortemente negativo dell'ultimo trimestre 2007, che l'attività economica nel 2008 è attesa essere piatta. Questo implica anche un impulso negativo di crescita per il 2009". Per Bruxelles sul banco degli imputati ci sono soprattutto "gli sviluppi negativi sul fronte della domanda interna". "Sotto l'impatto dell'aumento dei prezzi, le famiglie hanno tagliato i loro consumì. Comunque - spiega la Commisione Ue - dal 2009 "un'inflazione più bassa e alcuni ulteriori incrementi salariali sosterranno i redditi a disposizione", e questo porterà ad una "leggera e graduale ripresa dei consumi privati nel 2009 e 2010".

DEFICIT 2009 2,6% POI GIU',2,1% CON PIANO TRIENNALE
Dopo essere sceso all'1,6% nel 2007, il livello più basso dal 2000, il rapporto deficit-Pil in Italia tornerà a peggiorare nel 2008 e nel 2009, facendo registrare rispettivamente un 2,5% e un 2,6%. Tra le cause, "il ciclo economico negativo e alcune misure discrezionali, come un aumento considerevole nelle remunerazioni". Ma "grazie al piano triennale" di consolidamento dei conti pubblici e di contenimento della spesa "approvato dal Parlamento in estate e confermato nella bozza di Finanziaria 2009", nel 2010 si scenderà al 2,1%. Sono queste le nuove previsioni della Commissione europea.

DEBITO ITALIA FERMO,2009 SALE A 104,3%,2010 103,8%
Il debito pubblico italiano nel 2008 resterà al 104,1%, stesso livello dell'anno precedente, e nel 2009 tornerà a salire al 104,3%. Nel 2010 scenderà leggermente al 103,8%. Queste le nuove stime della Commissione Ue che spiega tale andamento soprattutto con l'attesa stagnazione dell'economia italiana, ma anche con "un avanzo primario ancora troppo basso" intorno al 2,5%. Due fattori - spiega Bruxelles - "che impediranno ogni riduzione del debito nel 2008 e nel 2009".

INFLAZIONE SCENDERA' AL 2% IN 2009
L'inflazione in Italia, dopo aver chiuso il 2008 al 3,6%, tornerà al 2% nel 2009, grazie anche al previsto calo dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari. Lo prevede la Commissione Ue, che per il 2010 stima un leggero rialzo al 2,1%.

EUROLANDIA VERSO STAGNAZIONE, PIL +0,1% IN 2009
La Commissione Ue taglia drasticamente le stime sul Pil di Eurolandia che - secondo le nuove previsioni - nel 2009 si attesterà allo 0,1%, "vicino alla stagnazione", contro la precedente previsione dell'1,5%. Nel 2010 è prevista una leggera ripresa allo 0,9%. L'Ue-27 crescerà dello 0,2% nel 2009 e dell'1,1% nel 2011.

Fonte:ansa.it


Lavoro: la mappa degli adempimenti per l’imposta sostitutiva

L’articolo 2 del Decreto Legge numero 93 del 2008 ha introdotto la tassazione agevolata su straordinari, lavoro supplementare e premi di produttività. La mappa degli adempimenti a carico del datore e del lavoratore si compone di sei tappe: individuazione delle prestazioni da detassare; calcolo del reddito 2007; controllo del limite dei compensi detassati; verifica del criterio di cassa e di competenza; determinazione dell’imposta sostitutiva; conguaglio fiscale di fine anno.

Fonte:fiscoetasse.it


Risoluzione n. 407/E del 30 ottobre 2008. Sui terreni "promessi" non matura l'esenzione

Imposte senza sconti per il contratto preliminare di vendita. L'atto, infatti, non comportando il passaggio del bene, non può beneficiare delle agevolazioni previste in caso di trasferimento di terreni agricoli a persone che si impegnano a costruire un compendio unico e a coltivarlo per almeno un decennio.
Questo, in sintesi, è il chiarimento che fornisce l'agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 407/E del 30 ottobre, in risposta al quesito formulato da un imprenditore agricolo professionale che si propone di acquistare un fondo confinante per costruire un'unica struttura lavorativa.
L'istante, nel porre il quesito all'Amministrazione finanziaria, fa presente di aver stipulato un compromesso, garantito da caparra confirmatoria per un importo di 50mila euro, e ritiene che, in sede di registrazione del preliminare, vada applicata l'esenzione dall'imposta di registro prevista dall'articolo 5-bis del Dlgs 228/2001 ("Conservazione dell'integrità aziendale").
In merito, l'Agenzia precisa che la norma citata fa riferimento all'articolo 5-bis, comma 1, della legge 97/1994, il quale stabilisce che "Nei territori delle comunità montane, il trasferimento a qualsiasi titolo di terreni agricoli a coltivatori diretti e ad imprenditori agricoli a titolo principale che si impegnano a costruire un compendio unico e a coltivarlo o a condurlo per un periodo di almeno dieci anni dal trasferimento è esente da imposta di registro, ipotecaria, catastale, di bollo...". L'agevolazione, pertanto, si applica agli atti di trasferimento a qualsiasi titolo effettuati in tale ambito. Tra questi atti, però, non rientra il preliminare di vendita perché esso non prevede passaggio del bene, ma determina solo l'obbligo tra le parti di una successiva stipula di contratto definitivo.
Per quanto riguarda il Registro, trovano applicazione le disposizioni dell'articolo 5 del Tur (Dpr 131/1986) e dell'articolo 10 della tariffa, parte prima, dello stesso Testo unico: i contratti preliminari sono soggetti a registrazione entro 20 giorni dalla data della stipula con pagamento dell'imposta in misura fissa, pari a 168 euro. Inoltre, per la somma versata a titolo di caparra confirmatoria è dovuta l'imposta proporzionale dello 0,50 per cento.

Fonte:fiscooggi.it (Lilia Chini)

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