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2° invio Maggio_2009

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Como; Finanziamenti agevolati per capitalizzazione e liquidita'

Un plafond di 60 milioni per garantire finanziamenti alle imprese e tassi agevolati è stato costituito con un'operazione congiunta tra Unione Industriali di Como, Ance Como, Bcc, Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù, Agrileasing Spa e Confidi Lombardia.
I finanziamenti per la capitalizzazione avranno un importo fino al 75% dell'aumento del capitale deliberato e versato, con un massimo di 150mila euro e una durata di 36 mesi.
I finanziamenti per le esigenze di liquidità avranno un importo massimo per azienda di 250mila euro e una durata fino a 12 mesi.

Fonte:primapagina.biz


Cassazione: ex marito entra nella casa assegnata alla moglie? Deve risarcire il danno

L'ex marito che fa ingresso nella ex casa coniugale comette reato e deve risarcire il danno. Parola di Cassazione. Se infatti la casa è stata assegnata alla moglie, un ingresso non autorizzato integra la fattispecie del reato di invasione di edificio e questo, secondo la Corte (Sentenza 19116/2009) da anche diritto alla moglie ad ottenere il risarcimento. Nessuna tolleranza inoltre neppure se lui e' comproprietario dell'appartamento. Gli Ermellini hanno infatti confermato la condanna ad una provvisionale di 15.500 euro per l'invasione dela casa assegnata all'ex consorte. In primo grado l'uomo era stato assolto dal Tribunale di Roma, la Corte d'Appello inveco lo aveva ritenuto colpevole condannandolo al pagamento di un aprovvisionale di 15.500 euro per il reato di invasione di edificio. Inutile il ricorso in Cassazione in cui l'ex marito aveva sostenuto di essere comproprietario dell'appartamento e che il risarcimento da liquidare alla moglie era eccessivo anche considerato il fatto che lei intendeva darlo in affitto per 600 euro mensili. I giudici di Piazza Cavour hanno respinto il ricorso evidenziando la manifesta infondatezza dei motivi "che preclude la possibilita' di dichiarare le cause di non punibilità".

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)


Emilia Romagna; Confindustria, banche e Confidi per i finanziamenti alle aziende

Confindustria Emilia Romagna, Cariromagna e Carisbo (le banche del Gruppo Intesa Sanpaolo che operano nelle province romagnole e in Emilia), con la collaborazione di Fidindustria Emilia-Romagna, mettono a disposizione fino a 200 milioni di nuovi finanziamenti come sostegno al capitale circolante delle imprese dell'Emilia-Romagna per affrontare la difficile fase di congiuntura economica.
Carisbo e Cariromagna erogheranno alle imprese nuovi finanziamenti in un apposito conto affidamento temporaneo (della durata di 12 mesi) per dilazionare l’addebito di eventuali pagamenti insoluti ricevuti dalla propria clientela.
Gli insoluti ricevuti nel trimestre vengono addebitati su un conto dedicato. L’azienda ha tre mesi di tempo per incassare il credito e ridurre l’utilizzo del fido, ripristinando la disponibilità per eventuali ulteriori fabbisogni di liquidità con la stessa finalità. Alla fine dei tre mesi, gli importi dei crediti non saldati verranno trasferiti sul conto ordinario, ripristinando peraltro la disponibilità del fido per ulteriori fabbisogni.
I nuovi finanziamenti possono raggiungere il tetto massimo di 250mila euro per ogni azienda (e comunque non oltre l’ammontare del 25% dei fidi ordinari già attivati dall’impresa).
Potranno usufruire dell’iniziativa Capitale circolante tutte le imprese associate al sistema Confindustria Emilia-Romagna. Le aziende fin da ora potenzialmente interessate sono circa 2mila con un possibile plafond di nuovi affidamenti per oltre 200 milioni di euro.
I nuovi affidamenti saranno garantiti, in misura del 50%, da uno dei consorzi di garanzia fidi del settore industriale, Fidindustria Emilia-Romagna ed Eurofidi (per le grandi imprese), che già hanno espresso la loro disponibilità ad affiancare l’iniziativa.

Fonte:lineaedppmi.it


Bonus 55% per risparmio energetico: documenti e modelli da inviare

C’è ancora tempo fino al 31 marzo del prossimo anno per presentare la domanda per ottenere la detrazione del 55% per le spese relative alla riqualificazione energetica. Il modello da compilare si riferisce alle spese effettuate a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2008, quindi dal 2009 per la generalità dei contribuenti persone fisiche e per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare.
Il modello deve essere inviato, per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati, entro 90 giorni dal termine del periodo d’imposta nel quale sono iniziati i lavori. Diversa la scadenza (non più il 31 marzo 2010) se si tratta di interventi che proseguono per più periodi d’imposta: la comunicazione andrà fatta entro 90 giorni dal termine di ciascun periodo.
Il modulo dovrà essere compilato con i dati del dichiarante, quelli relativi all’immobile, la data di inizio lavori e le tipologie di interventi eseguiti con le relative spese, in particolare sottolineando la riqualificazione energetica di edifici esistenti (valore massimo della detrazione, 100mila euro); interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (valore massimo della detrazione, 30mila euro).
E ancora, rientrano nelle spese di detrazione gli interventi sull’involucro di edifici esistenti (valore massimo della detrazione, 60mila euro); e, infine, interventi di installazioni di pannelli solari (valore massimo della detrazione, 60mila euro). Non cambia nulla per gli interventi agevolati e i limiti di spesa.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)


La crisi ha spinto gli italiani sul bus

“Boom” del trasporto pubblico nel 2008. Secondo il rapporto sulla mobilità in Italia di Isfort la crescita negli spostamenti è stata significativa, con un aumento del 15,1%. Questo anche perché gli italiani si muovono di più, ma di certo l’aumento nei viaggi sui mezzi di trasporto pubblici è di gran lunga superiore a quello in auto (+3%) o sulle due ruote (+10%). E così la fetta di popolazione che sceglie di mettersi al volante, pur restando la più grande, inizia a diminuire: se nel 2007 rappresentava l’81%, lo scorso anno è scesa al 79,5%. È nelle città oltre i 100 mila abitanti, però, che si lasciano più auto in garage (qui il “peso” dei viaggi automobilistici è sceso dal 66,9% al 65,4%). Il bus sembra essere preferito ai mezzi su rotaia: nel 2007 il 38,9% di chi viaggia sui mezzi pubblici sceglieva metropolitana, tram o ferrovia, mentre nel 2008 la percentuale è scesa al 35,3%, con una predominanza della “gomma”. Nel 2009, però, potrebbe arrivare un’inversione di tendenza dovuta al calo della benzina, dei turisti nelle grandi città, dei viaggi d’affari e delle politiche di dissuasione del traffico privato. (M.B.)
Il lavoro mobilita l’uomo, sempre di più. Nel giorno medio feriale del 2008, il numero di spostamenti complessivi effettuati dagli italiani ha raggiunto i 128 milioni (+3,6% rispetto al 2007), il valore più alto dal 2000. Un grande peso in questo incremento lo hanno i viaggi per recarsi al lavoro: se nel 2007 rappresentavano il 22,8%, l’anno scorso la percentuale è salita al 24%. Le principali cause degli spostamenti restano comunque i motivi familiari (dal 37% al 37,4%) e il tempo libero (che però cala dal 36,2% al 34,8%).
SCAMBIO. Cresce di anno in anno il numero di viaggi “intermodali”, vale a dire quelli in cui si utilizzano più mezzi. Ormai hanno raggiunto il 5% del totale (6,6% nelle grandi città), il doppio rispetto al 2005. Ovviamente la maggior parte di questi (80%) è tra mezzi pubblici (tram, autobus, metrò e treno), ma due italiani su tre, tra quelli che si muovono verso i grandi centri in auto, ammettono la possibilità di cambiare abitudini se avessero a disposizione un parcheggio nelle vicinanze di bus o treno. Tra le città più virtuose per quanto riguarda i parcheggi di scambio ci sono Novara e Perugia.
POCHE BICI. Segno negativo, invece, per gli spostamenti in bicicletta, calati al 5,2% nel 2008 (nel 2007 erano il 5,6%); aumenta invece chi cammina (dal 26,9% al 27,6% del totale).

Fonte:metronews.it(Marco Bresolin)


Bergamo: Contributi per assunzioni

La CCIAA di Bergamo ha pubblicato un bando di finanziamento con l’obiettivo di sostenere l’inserimento lavorativo di soggetti privati o limitati nella libertà personale.
Possono accedere tutte le imprese:
- iscritte al Registro delle Imprese di Bergamo;
- attive;
- in regola con il pagamento del diritto camerale annuale.
Rientra nell’agevolazione l’inserimento lavorativo, per un periodo minimo di un anno, di soggetti privati o limitati nella libertà personale (es. detenuti ammessi al lavoro esterno ai sensi della L. 354/75 art. 21, semiliberi, affidati al servizio sociale, ecc.).
A fronte della sottoscrizione di una lettera di impegno da parte dell’azienda, verrà erogata un’agevolazione che prevede:
- un contributo di 5 mila euro;
- voucher del valore massimo di € 2.000,00 finalizzato a sostenere il costo dei seguenti servizi di accompagnamento:
a) redazione della scheda di inquadramento della posizione giuridica e socio-familiare del soggetto assunto, nonché la valutazione delle competenze e delle capacità dello stesso per definirne il profilo lavorativo;
b) analisi dell’attività lavorativa proposta dall’impresa richiedente, con l’obiettivo di stabilire quali competenze dovrà possedere il lavoratore per essere adeguato alle richieste dell’impresa;
c) monitoraggio mensile sugli aspetti complessivi della persona coinvolta, con particolare riguardo alla posizione giuridica.
Tali servizi dovranno essere erogati da organismi accreditati presso la Camera di Commercio.
La domanda può essere presentata, fino ad esaurimento del Fondo, con le seguenti modalità:
- presentata a mano o inviata presso:
CCIAA di Bergamo
Ufficio Agevolazioni Economiche
Largo Belotti, 16
24121 Bergamo
- compilata elettronicamente, firmata digitalmente e inviata all’indirizzo di posta certificata: cciaa.bergamo@bg.legalmail.camcom.it.

Fonte:agevolazioni.telematicaitalia.it


Guida al mutuo: detrazioni per il mutuo su prima e seconda casa

Un altro capitolo importante per chi decide di stipulare un mutuo sulla prima o sulla seconda casa riguarda le detrazioni fiscali consentite dalla legge in fase di dichiarazione dei redditi. Vediamo allora, in periodo di dichiarazione, cosa è utile sapere sul proprio mutuo…
La normativa vigente in materia di detrazioni fiscali per interessi passivi ed oneri accessori derivanti da contratti di mutuo ipotecario è piuttosto articolata: nel corso degli anni, ha subito diverse modifiche con la conseguenza che le detrazioni fiscali spettano secondo limiti e modalità che variano in relazione al tipo di fabbricato (abitazione principale, abitazione secondaria, altri fabbricati non abitativi) e all’ anno in cui è stato stipulato il contratto di mutuo.
-DETRAZIONI PER MUTUO SULLA PRIMA E SECONDA CASA
Per i mutui stipulati dal 1993, le detrazioni sono concesse solo in relazione all’ acquisto dell’ abitazione principale.
L’ importo massimo complessivo di spesa su cui applicare la detrazione è di 3.615,20 euro. Pertanto la detrazione non può essere superiore a 686,89 euro, pari al 19% di 3.615,20 euro. Il tetto massimo di spesa detraibile deve essere riferito complessivamente a tutti gli intestatari, ed eventualmente a più contratti di mutuo stipulati per l’acquisto.
Per i mutui stipulati negli anni 1991 e 1992, le detrazioni spettano per l’ acquisto di propria abitazione anche diversa da quella principale. L’ importo massimo di spesa su cui applicare la detrazione è per ciascun intestatario del mutuo di 3.615,20 euro se si tratta di abitazione principale, e di 2.065,83 euro se si tratta di altra propria abitazione. In quest’ultimo caso, la detrazione non spetta se il tetto massimo di spesa è stato raggiunto dai costi relativi ad altro mutuo ipotecario per l’ acquisto dell’ abitazione principale. Se questi sono stati inferiori al limite predetto, la detrazione si applica sulla differenza.
Per i mutui stipulati prima del 1991, le detrazioni spettano anche per l’ acquisto di immobile non abitativo con un limite di spesa di 2.065,83 euro per ciascun intestatario del mutuo casa.

Fonte:mondofinanzablog.com


Imprese: Bolzano,mutui agevolati per risanamento attività in difficoltà

Con l'estendersi della recessione ai consumi, anche molte piccole imprese commerciali sono in crisi di liquidita', ''ma quando l'impresa dimostra delle potenzialita' reddituali per il futuro, e' opportuno cercare di ristrutturare l'indebitamento verso forme di mutui a medio-lungo termine'', sottolinea l'assessore al Bilancio Finanze e Bilancio della provincia di Bolzano Barbara Repetto, intervenendo sul tema delle sofferenze nei crediti discusso a Bolzano dall'assemblea generale dell'Unione commercio e servizi. L'assessore ricorda che ''la provincia, all'interno del pacchetto anticrisi, e' intervenuta incrementando il fondo di rotazione per gli investimenti per 55 milioni di euro e prevedendo la possibilita' di concedere mutui agevolati per il risanamento di imprese, cosi' come per l'acquisizione di imprese in difficolta''.
Nel quadro delle misure per il rilancio dell'economia e la tutela del lavoro, prosegue Repetto, ''la giunta ha rafforzato i fondi di garanzia fidi, sia attraverso appositi stanziamenti aggiuntivi sia prevedendo una controgaranzia fino all'80% del credito garantito dai Confidi. Attualmente sono disponibili 3,1 milioni di euro nei fondi di garanzia, la provincia ne ha stanziati altri 5 attraverso il pacchetto anticrisi e se sara' necessario si potranno ulteriormente rafforzare'', specifica Barbara Repetto.
In questo modo si e' cercato di facilitare l'accesso al credito delle aziende. Inoltre la provincia di Bolzano sta introducendo procedure amministrative per accelerare la liquidazione di contributi alle imprese. ''Sono pero' consapevole -conclude l'assessore- che non si dispone di una soluzione adatta a tutte le situazioni aziendali. Per questo la giunta mantiene un tavolo di confronto con le banche e con le associazioni imprenditoriali: vogliamo individuare nuovi strumenti in grado di finanziare i piani di investimento delle imprese''.

Fonte:libero-news.it


Il grande flop dell'assicurazione alle casalinghe

L’assicurazione alle casalinghe fu salutata come una vittoria del movimento femminista, ma poi sono state poche (ma il problema riguarda anche gli uomini) quelle che hanno voluto approfittarne.
“Abbiamo introdotto la norma che la rendeva obbligatoria alla modica somma di 12,91 euro l'anno - spiega Rita Chiavarelli, direttore generale vicario Inail - ma a fronte dei 5.240.000 di italiani che avrebbero dovuto assicurarsi, risulta che solo 2.160.000 l'hanno fatto”. Non solo. Per 2 milioni di connazionali l'assicurazione risulterebbe gratuita. “Ma noi - riconosce Gasparrini - siamo riusciti a raggiungere solo 200 mila persone. Segno che l'informazione non è giunta a destinazione come avrebbe dovuto.”
Eppure gli incidenti si verificano soprattutto durante l'attività domestica (53,41%), specialmente in cucina (41,8%) ma anche in soggiorno (13,77%), in camera da letto (13,25%), in bagno (11,69%) e per le scale (7,79%).
I dati delineano il profilo delle persone più a rischio, che restano le donne (66,2% dei casi), soprattutto se casalinghe (35,39%) e sole (21,7%; in questo caso per gli uomini soli la percentuale si ferma al 9%).
La principale causa degli incidenti domestici subiti dalle donne è la distrazione (54,28%), seguita da un comportamento improprio (20,52%) e da un malessere continuo (12,21%). La maggior parte degli incidenti si verifica con la caduta (57,66%), che è anche la prima causa di incidenti mortali (90,3%); seguono l'ustione termica col 4,85% e l'urto col 2,91%.
L'agente che causa maggiori infortuni è il pavimento (32,1%), poi i mobili (13,95%), le scale (13,68%) e il coltello (10%). Di conseguenza, i tipi di lesione più frequenti sono la contusione (40,79%), le fratture (40,45%) e le ferite (5,5%).
Dovrebbero, per obbligo e soprattutto per convenienza, assicurarsi le persone che:
a)hanno una età compresa tra 18 e 65 anni ( per le persone che raggiungono i 65 anni in corso di assicurazione, la stessa mantiene la sua validità fino alla successiva scadenza annuale del premio versato)
b)svolgono lavoro in ambito domestico, inteso come attività di lavoro non subordinato e gratuito, relativo alla cura delle persone del proprio nucleo familiare e dell’ambiente domestico familiare
c)non svolgono attività lavorativa che comporti l’iscrizione a forme obbligatorie di previdenza sociale.
Il premio è a carico dello Stato se l’assicurato per l’anno precedente ha un reddito che non supera i 4.648,11 Euro e se appartiene ad un nucleo familiare il cui reddito complessivo non supera i 9.296,22 Euro
L’assicurazione comprende i casi di infortunio in occasione e a causa di lavoro in ambito domestico a condizione che dall’infortunio sia derivata una inabilità permanente al lavoro non inferiore al 33%
Sono esclusi dalla assicurazione gli infortuni mortali, gli infortuni verificatisi fuori dal territorio nazionale, gli infortuni conseguenti ad un rischio estraneo al lavoro domestico, derivanti da calamità naturali, cedimenti strutturali, eventi eccezionali.

Fonte:iltamtam.it


Crisi Economica: Emilia Romagna, 200 mln nuovi fondi per 2mila imprese

E' stata battezzata 'Capitale circolante' e mira ad attuare un'iniezione di liquidita' per almeno 2.000 imprese dell'Emilia Romagna che hanno problemi di fatture insolute, ma sono solide e ben patrimonializzate. E' l'accordo siglato oggi a Bologna tra Confindustria Emilia Romagna e le banche Carisbo e Cariromagna. L'intesa, cui collaborano anche Fidindustria Emilia Romagna ed Eurofidi che forniranno garanzie in misura del 50%, prevede una messa in campo di nuovi finanziamenti per un importo che puo' arrivare fino a 200 milioni di euro complessivi, con crediti singoli alle imprese fino a 250 mila euro, e comunque non oltre il 25% dei fidi ordinati gia' attivati dall'aziende con uno dei due istituti di credito firmatari dell'intesa. L'iniziativa, si rivolge a 2.000 imprese selezionate tra quelle che sono iscritte alla Confindustria regionale e sono gia' clienti Carisbo o Cariromagna.
In sostanza, gli insoluti ricevuti dalle aziende saranno addebitati dalle banche su un conto dedicato, una sorta di conto 'B'. L'azienda avra' tre mesi di tempo per incassare il credito e ridurre il fido, ripristinando lo spazio per eventuali ulteriori fabbisogni di liquidita' con la stessa finalita'. Alla fine dei tre mesi, gli importi dei crediti non saldati saranno trasferiti sul conto ordinario. L'operazione, che debutta in Emilia Romagna, potra' essere replicata anche in Campania e nelle regioni dei distretti industriali come il Veneto e il Piemonte.
"Abbiamo pensato ad una risposta che fosse semplice, concreta e realizzabile sul breve termine - ha commentato in conferenza stampa il direttore generale regionale di Intesa Sanpaolo e direttore generale di Carisbo Giuseppe Feliziani - creando una linea di credito a parte che consenta di non indebitare la cassa delle aziende". (segue)

Fonte:libero-news.it


Sardegna; Al via il bando sui finanziamenti del Piano bieticolo-saccarifero

L'Assessorato dell'Agricoltura e riforma agro-pastorale ha pubblicato il bando per l'ammissione ai finanziamenti previsti dal Piano bieticolo-saccarifero.
L'obiettivo del piano regionale è quello di favorire la riconversione delle aziende agricole che hanno abbandonato la coltura della barbabietola da zucchero. Il piano prevede esclusivamente interventi di meccanizzazione delle imprese in riconversione, attraverso l’adeguamento del parco macchine aziendale.
Gli ex bieticoltori interessati dovranno compilare e trasmettere le domande entro il 2 giugno 2009 per via telematica attraverso la procedura informatica realizzata nell'ambito del Sistema informativo agricolo regionale (SIAR), disponibile all'indirizzo http://intranet.sardegnaagricoltura.it.
Per informazioni sulle modalità di utilizzo della procedura informatica sarà possibile rivolgersi al supporto tecnico Siar dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e nel pomeriggio dalle 15 alle 18 ai numeri di telefono 070/6066234 e 070/6066357 oppure all’indirizzo e-mail: siar.supportotecnico@regione.sardegna.it.

Fonte:regione.sardegna.it


Netbook: meglio Ubuntu o Windows 7?

Windows o Linux? I netbook hanno rinvigorito una storica diatriba del mondo dei computer, che sembrava fosse ormai accantonata data la preponderanza del sistema operativo di Microsoft su quello open source. Quantomeno sul fronte client, perché sui server i giochi sono tutt'altro che fatti. Però i Pc bonsai, che hanno rimescolato il mazzo e ridato le carte di un mercato che giaceva pressoché immobile, ridanno concretezza a un aspro confronto. Quello tra lo strapotere di Microsoft e la buona volontà degli sviluppatori fedeli al pinguino Tux. Purtroppo, dopo avere riportato in auge Linux, questi dispositivi si sono progressivamente convertiti a Windows. Così ogni dieci netbook venduti, sette prevedono di serie la piattaforma di Microsoft. Oggi.
Domani le cose sono destinate a mutare di nuovo: arriverà Windows 7; le distribuzioni open source sono in costante miglioramento per adattarsi alle capacità dei Pc bonsai. Nell'attesa che un altro gigante (Google) faccia il gran passo e permetta ad Android di abbracciare i mini portatili. Tuttavia, i vari Linux oggi sembrano, almeno in via teorica, gli unici capaci di trarre tutto il vantaggio possibile dai processori Intel Atom e dall'hardware che li circonda.
Dunque, abbiamo provato ad anticipare il futuro mettendo a confronto i due mondi utilizzando come cavia nientemeno che il Vodafone miniPc, al secolo Samsung Nc10 equipaggiato però con modem Hspa integrato. La scelta è caduta su questo netbook per le doti velocistiche e la
dotazione: offre tutte le tecnologie wireless oggi disponibili.
Rappresenta quindi un valido laboratorio di indagine. Però la configurazione di base è stata modificata sempre per anticipare una dotazione che diventerà la norma nei prossimi mesi. Così, l'hard disk tradizionale da 160 GB è stato sostituito con uno a stato solido (Ssd) da 64 GB, mentre la Ram è stata portata a 2 Gb. Questo il terreno su cui si sono fronteggiate due illustre edizioni Rc (Release Candidate, cioè quelle che precedono la versione commerciale): quella di Windows
7 Ultimate e la Ubuntu 9.04. Vi anticipiamo subito chi ha "vinto": a oggi, Linux; ma in un prossimo futuro, lo scettro andrà quasi di sicuro a Seven. La piattaforma open source è stato l'unico a riconoscere, configurare e fare funzionare alla perfezione tutte le periferiche presenti nel Vodafone miniPc. Modem Hspa compreso: tanto che al termine dell'installazione è stato necessario solo indicare il gestore telefonico, per le relative impostazioni di base, in un elenco che comprendeva gli operatori di tutto il mondo. Funzionavano addirittura i tasti funzione per regolare volume, luminosità dello schermo e scorciatoie. Un vero portento. Anche in termini velocistici.
La fase di avvio del computer ha richiesto una manciata di secondi, davvero ottimo. I tempi di riposta dei menù sono da record. Non ci sono attese per l'avvio di una applicazione. Insomma, sul fronte velocistico e di compatibilità nulla da eccepire. Affidabilità è la parola chiave per identificare il funzionamento di Ubuntu 9.04. Per non parlare della dotazione di serie: c'è di tutto. Non manca nulla, perché la configurazione di base prevede i software per la produttività, il multimedia e la navigazione in Internet; non mancano nemmeno alcuni giochi per passare il tempo. Solo che Ubuntu perde sul fronte dell'interfaccia. Non c'è nulla da fare. L'ambiente Gnome per quanto curato e bello, non regge il passo con l'intuitività di Windows. Intendiamoci, non che sia difficile, anzi nel corso degli anni è stato semplificato parecchio. Però bisogna prenderci la mano, capire la logica alla base di Linux e affrontare alcuni percorsi a volte macchinosi per arrivare a trovare gli strumenti e i software a cui siamo abituati. O, meglio, le alternative open source, che a loro volta richiedono alcuni compromessi rispetto a quelli di Windows.
Niente di insuperabile, per carità, basta tenere duro un paio di giorni per l'apprendistato. Però Seven è immediato. Ripropone lo stesso ambiente di Vista. Per meglio definirlo, si potrebbe dire che Microsoft ha apportato tutte le correzioni che rendevano odioso il precedessore di 7 con le stesse doti velocistiche di Xp, il tutto corredato da una buona dotazione di nuove e interessanti funzioni.
Come, per esempio, il kernel capace di ridursi per non appesantire troppo il processore. Alla prova dei fatti, Windows 7 nella sua incarnazione Ultimate, cioè la più potente ed equipaggiata, è veloce almeno quanto Xp Home Edition. Insomma, non è una palla al piede come Vista pur offrendo tutti gli abbellimenti grafici del caso e il supporto per le tecnologie più recenti. Ma Seven è ancora debole sul fronte driver. Del Vodafone minPc, alias Samsung Nc10, ha configurato quasi tutto. A eccezione di: modem Hspa e tasti funzione; nulla da fare, impossibile farli funzionare. Le rimanenti risorse hardware sfruttavano driver generici firmati da Microsoft ma funzionanti. Per coprire la lacuna basterà attendere qualche mese affinché vengano ultimati i moduli per configurare le periferiche rimanenti. Però vanno fatti i complimenti a Microsoft per il lavoro di affinamento fatto su Seven. Con tutti gli effetti grafici attivati, ha assicurato tempi di risposta contenuti in ogni situazione. La compatibilità con gli applicativi per le attuali versioni di Windows è apparsa già a livelli eccellenti, così come la stabilità. Non c'è che dire, una gran bella sorpresa, anche in considerazione delle potenzialità garantite dalle risorse disponibili. Un netbook non dispone certo di un processsore dual core né di Ram a volontà. Anche se solo alla Rc, l'attuale versione di Windows 7 convince già per l'impegno profuso da Microsoft nello sviluppo. La speranza è che queste doti si mantengano anche nella edizione finale.

Fonte:ilsole24ore.com (Luca Figini)


Como; Edilizia, arrivano gli aiuti

OLTRE 60 milioni di euro per dare liquidità alle imprese edili comasche. E’ la cifra messa a disposizione da un accordo siglato da Unione industriali e Ance Como, l’associazione degli imprenditori edili, con le Bcc di Cantù, di Alzate Brianza e Confidi Lombardia, per garantire l’accesso al credito alle aziende associate in questo momento di crisi del settore arrivato dopo un decennio ininterrotto di crescita.
Nel complesso il plafond stanziato dall’accordo è di oltre 60 milioni, di cui 15 messi a disposizione dalla Bcc di Cantù, altrettanti dalla Cassa rurale di Alzate, e i restanti dalle società del Gruppo Credito Cooperativo Agrileasing Spa e Bcc Factoring. Nel dettaglio la Bcc di Cantù garantirà operazioni di finanziamenti per le esigenze di liquidità delle imprese legate ai pagamenti di Inail, trattamento di fine rapporto, tredicesima e della mensilità di agosto.
CIASCUNA operazione garantirà un mutuo per azienda non superiore ai 250 mila euro e una durata spalmata su non più di un anno. L’istituto di credito canturino offrirà inoltre finanziamenti a tasso agevolato alle imprese anche per coprire operazioni di ricapitalizzazione, il tutto fino a un massimo del 75% dell’aumento di capitale deliberato, da un minimo di 15mila euro a un massimo di 150.000 per 36 mesi. La Bcc Alta Brianza a sua volta garantirà crediti ordinari a supporto degli investimenti produttivi, della liquidità e della ricapitalizzazione, mentre Banca Agrileasing e Bcc Factoring supporteranno le aziende con operazioni di leasing per beni strumentali e finanziamenti per progetti di ammodernamento e finanza straordinaria. In tutte le voci dell’accordo il tasso di interesse sarà ulteriormente agevolato rispetto a quanto già accordato ai soci di Confidi Lombardia. Il settore edile, con la gran parte dell’economia comasca, è infatti nel bel mezzo della crisi. La contrazione dell’indice di produzione si attesta nel Comasco sul -3% e si prevede in crescita negativa durante la restante parte del 2009 con previsioni pessimistiche che lo farebbero più che raddoppiare. Dopo un decennio di espansione la crescita del settore edile non solo si è arrestata ma ha iniziato a contrarsi in maniera preoccupante: a Como e provincia i lavoratori del settore interessati dalla cassa integrazione sono circa un migliaio, in pratica il 6% del totale dei 15.000 addetti nel comparto industriale, ma se nulla cambierà si prevede che durante il 2009 si possa arrivare anche a oltre il 10%. Di qui una serie di intese fra Ance e Unione industriali per fornire liquidità al sistema e alleviare i costi, anche sociali, della crisi del settore.

Fonte:ilgiorno.ilsole24ore.com (Corrado Cattaneo)


Dal 2015 le pensioni degli italiani si riducono sempre di più. Rapporto Cnel-Cer

Qual è il futuro delle pensioni degli italiani? Dal 2015 si ridurranno progressivamente in rapporto al Pil pro capite: si passerà dal 23 al 18%. Ce lo dice il rapporto Cnel-Cer sul modello previsionale del sistema pensionistico nel lungo periodo, presentato stamattina a Roma presso il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro.
Il rapporto indaga su come evolverà il sistema pensionistico del nostro paese fino al 2050, con proiezioni sugli effetti presso le nuove generazioni e sulla spesa in rapporto al Pil. A partire dal prossimo decennio cominceranno ad andare in pensione i primi lavoratori a cui verrà applicato il metodo di calcolo contributivo.
Nel 1995 è stata introdotta in Italia una radicale riforma del sistema di calcolo delle pensioni che ha visto il progressivo abbandono del metodo di calcolo retributivo, basato su anzianità contributiva e importo della retribuzione, a favore del metodo di calcolo contributivo, basato su ammontare dei contributi accumulati e sulla vita attesa del pensionato e sull'attribuzione di un rendimento implicito ai contributi coerente con la crescita della base contributiva sulla quale le pensioni sono finanziate. Ciò provocherà una progressiva e sempre più rilevante riduzione dei trattamenti pensionistici.
L'età media al pensionamento si innalza da poco più di 60 anni per gli uomini e 59 anni per le donne a 63 e 61 anni rispettivamente. Per le dipendenti donne il tasso di sostituzione, ossia il quoziente tra prima rata media delle nuove pensioni liquidate e ultimo salario medio dei lavoratori andati in pensione, passa dal 66% nel 2010 al 55% nel 2050; per i dipendenti uomini al netto della tassazione la prima rata della pensione passa in media dal 78 al 63% dell'ultimo salario.
Per coloro che passano da un contratto a tempo determinato a uno a tempo indeterminato entro i primi tre anni della loro vita lavorativa, la pensione relativa è sostanzialmente pari a chi parte sin dall'inizio come lavoratore a tempo indeterminato. Al contrario coloro che permangono nella condizione di lavoratore temporaneo per un periodo superiore ai tre anni subiscono, nel corso della loro carriera lavorativa, una penalizzazione salariale e quindi pensionistica rispetto a chi inizia come lavoratore a tempo indeterminato sin dall'inizio.
Per avere un trattamento pensionistico comparabile a quello dei loro padri, i giovani dipendenti attuali dovranno lavorare un anno in più per ogni anno in più di vita attesa. La riduzione del tasso di sostituzione è particolarmente accentuata nel caso dei lavoratori autonomi: si passa dall' 89% per gli uomini e dall'82% per le donne al 53% sia per gli uomini che per le donne. La causa di questa rilevante riduzione va rintracciata nel differenziale di aliquota contributiva attualmente esistente tra dipendenti e autonomi.

Fonte:helpconsumatori.it (GA)


Lazio; POR FESR, due nuovi bandi per le imprese

Pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio n. 17 del 7 maggio 2009 (supplemento ordinario n. 69) due nuovi avvisi pubblici per le imprese, nell'ambito del POR FESR Lazio 2007-2013. Entrambi gli avvisi sono aperti alle microimprese e alle piccole e medie imprese del Lazio, anche in forma associata o consortile.
Il primo avviso fa riferimento all'Attività I.4 del POR (Acquisizione di servizi avanzati per le Pmi), e concede contributi per le seguenti tipologie d’investimento:
a) Acquisizione di servizi reali avanzati (consulenza esterna) per il rafforzamento competitivo delle imprese
b) Acquisizione di servizi reali avanzati (consulenza esterna) per il sostegno di attività relative a progetti complessi di internazionalizzazione
c) Acquisizione di servizi avanzati per la realizzazione di aggregazioni fra più aziende, e per la costituzione di reti di collaborazione operativa fra le aziende stesse e altri soggetti coinvolti nei processi di sviluppo
d) “Patti per la produttività”, “Progetti imprenditoriali strategici”, “Patti per la sicurezza”.
I Patti di cui al punto d) sono accordi e progetti promossi da più imprese, finalizzati a rafforzare o razionalizzare alcuni aspetti dell’attività aziendale.
Il contributo non potrà superare il 50% delle spese ammissibili, come descritte nell’avviso pubblico.
Il secondo avviso concede contributi a programmi d’investimento finalizzati all’introduzione e all’impiego delle migliori tecniche disponibili per la prevenzione dell’inquinamento e il risparmio energetico, e fa riferimento all'Attività I.6 del POR FESR (Promozione di prodotti e processi produttivi rispettosi dell’ambiente).
Le spese ammissibili riguardano le seguenti attività:
a) Servizi reali
b) Investimenti
c) Spese generali legate al programma d’investimento
d) Aiuti a finalità regionale
Gli Aiuti a finalità regionale sono riservati agli investimenti delle imprese attive in aree che, a causa della loro particolare situazione economico-sociale, possono beneficiare di aiuti di Stato in deroga al generale principio di incompatibilità degli aiuti con il mercato comune (art. 87 3c del Trattato CE, Carta degli Aiuti di Stato 2007-2013).
Il contributo non potrà superare il 50% dei costi ammissibili per le azioni a) e b). Riguardo alle spese generali, il contributo massimo varia secondo il tipo di spesa, mentre per gli Aiuti a finalità regionale si fa riferimento alla citata Carta (Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee n. C 90/04 dell’11 aprile 2008).
La partecipazione all’Avviso da parte di imprese appartenenti ai settori per i quali è prevista la realizzazione di “Progetti Complessi” (ceramica, nautica, carta, audiovisivo, innovazione, meccanica; vedi la Deliberazione della Giunta regionale n. 611/08 - allegato 8) preclude la possibilità di accedere alle risorse destinate agli stessi investimenti nell’ambito dei medesimi Progetti Complessi.
La procedura per la presentazione delle domande è identica per entrambi gli avvisi, e prevede due fasi:
a) prenotazione telematica
b) invio per posta della domanda in formato cartaceo (con allegati).
La prenotazione telematica, che prevede la compilazione on-line di un apposito modulo sul sito www.incentivi.lazio.it, duirettamente accessibile dalla home page di questo sito, sarà avviata alle ore 9 dell'8 maggio 2009, e resterà aperta fino alle ore 18 del sessantesimo giorno successivo.
La domanda in formato cartaceo e la documentazione a corredo devono essere inviate entro lo stesso termine tramite raccomandata A.R. a Sviluppo Lazio.

Fonte:sviluppo.lazio.it


Presto il kit 'fai da te' per i sieropositivi. Si potrà misurare i livelli dell'Hiv senza andare dal medico

Presto le persone sieropositive potranno monitorare le proprie condizioni senza spostarsi da casa, grazie a un kit portatile simile a quello usato dai diabetici per controllare il glucosio. Ricercatori di tre grandi centri londinesi hanno infatti ricevuto un finanziamento di 2 milioni di sterline per sviluppare - insieme ad alcune aziende private - questo gadget hi-tech che consente analisi del sangue fai da te. L'apparecchio funzionerà in modo semplice. Basta una piccola puntura sul dito e i microscopici sensori del dispositivo misureranno i livelli dell'Hiv, per segnalare 'fiammate' imminenti. Uno schermo fornirà il risultato e allerterà il paziente, comunicando la necessità di andare dal medico. Secondo l'italiana Anna Maria Goretti, consulente dell'Nhs, medico del Royal Free Hospital e coautrice della ricerca, "se i pazienti dimenticano di prendere le loro medicine o hanno bisogno di una visita dal medico, il kit rappresenterà un sistema semplice per farglielo sapere". "Aiuterà i sieropositivi - ha detto alla Bbc online - a tenere d'occhio la propria salute e i propri trattamenti". Insomma, anziche' andare dallo specialista all'incirca ogni tre mesi, i pazienti sieropositivi potranno seguire il proprio stato di salute con il kit e andare dal medico solo quando necessario.

Fonte:adnkronos.com


Evasione fiscale 2009: 5mila aziende lavoravano in nero completamente da 3 anni

L'operazione Pandora, avviata nel 2006 sulle ristrutturazioni per le quali sono stati richiesti sgravi fiscali e condotta dal Nucleo Speciale Entrate delle Fiamme Gialle in stretta sinergia operativa con i reparti territoriali, ha scovato circa 3 miliardi di euro di redditi non dichiarati da ditte edili che hanno eseguito lavori di ristrutturazioni.
Oltre cinquemila sono state le imprese edili scoperte che negli ultimi tre anni hanno eseguito lavori di ristrutturazione senza dichiarare un euro di reddito. I controlli sono stati verificati a partire dalla verifica sugli sgravi fiscali chiesti dai contribuenti (36% sull'Irpef) per lavori di ristrutturazione.
Dallo studio degli sgravi è risultato che le ditte coinvolte emettevano fatture per consentire ai proprietari di casa di avere gli sgravi previsti dalla legge ma poi in sede di dichiarazione occultavano i redditi. Dai controlli eseguiti cono emersi anche circa 500 milioni di euro di Iva non versata all'erario.
A tal proposito, Bankitalia ha segnalato che i minori incassi dell'erario in valore assoluto sono nel bimestre pari a 4,3 miliardi di euro. Solo nel mese di febbraio le entrate tributarie di cassa hanno segnato una flessione: dai 27,902 miliardi di euro incassati a febbraio 2008 si è passati a 25,217 miliardi, con un calo addirittura del 9,6%.
Dunque, le entrate tributarie nel primo bimestre del 2009 sono diminuite, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, del 7,2%, passando da 59,173 miliardi di euro a 54,892 miliardi.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)


Agenzia Entrate: tra i beni d'impresa rivalutabili anche impianti e macchinari fissi

Buone notizie per la rivalutazione dei beni di impresa: sono considerati immobili rivalutabili anche gli impianti e i macchinari infissi al suolo, che non possono essere facilmente rimossi e spostati senza alterarne la funzionalità originaria. Per qualificare correttamente il paniere dei beni immobili rivalutabili, infatti, occorre far riferimento all'articolo 812 del codice civile.
Possono beneficiare della rivalutazione anche le persone fisiche, esercenti attività d'impresa, che rientrano nel regime dei "minimi". E' quanto chiarisce l'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 22/E di oggi, alla luce delle novità introdotte dal Dl anticrisi, che consente di rivalutare i beni immobili delle imprese che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio.

Fonte:helpconsumatori.it (GA)


Pesaro; Incentivi per 300mila euro alle imprese che assumono 'lavoratori svantaggiati'

Imprese, studi professionali e associazioni che inseriranno nel loro organico uno o più lavoratori dopo averli ospitati con un tirocinio formativo di 3 mesi, potranno usufruire di un contributo di 8mila euro per ogni assunzione a tempo indeterminato o di 4mila euro per ogni assunzione a tempo determinato pari o superiore a 12 mesi.
Gli incentivi sono messi a disposizione dalla Provincia nell’ambito del programma 'Pari' (Programma d’azione per il reimpiego di lavoratori svantaggiati) promosso dal Ministero del lavoro con l’assistenza tecnica di Italia Lavoro, che prevede per il nostro territorio uno stanziamento di circa 303mila euro.
Per 'lavoratori svantaggiati' si intendono: iscritti alle liste di mobilità dal primo settembre 2008; persone che vogliono intraprendere o riprendere un’attività lavorativa dopo una sospensione di almeno due anni (in particolare per difficoltà nel conciliare vita lavorativa e familiare); disoccupati e inoccupati di lunga durata; ultra 50enni che hanno perso il lavoro; disoccupati e inoccupati senza titolo di studio secondario; lavoratori che vivono soli con uno o più figli a carico; persone affette, al momento o in passato, da dipendenze; extracomunitari.
Si intendono anche ex detenuti che non hanno ancora ottenuto il primo impiego retribuito regolarmente; portatori di handicap fisico, mentale o psichico; vittime della tratta; detenuti o in esecuzione penale esterna che beneficiano di una misura alternativa; giovani al di sotto dei 25 anni che abbiano completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni senza aver trovato un primo impiego regolarmente retribuito.
Gli imprenditori interessati devono presentare domanda entro il 15 giugno, compilando la modulistica sul sito www.provincialavoro.it o presso i Centri per l’impiego di Pesaro, Fano e Urbino. I Centri invieranno alle aziende un massimo di tre candidati, scelti in base al profilo professionale, alle esigenze e qualifiche richieste. L’azienda stessa potrà proporre un proprio candidato.
A ciascuna persona ospitata dal datore di lavoro la Provincia assegnerà una 'borsa formativa' di 450 euro per ogni mese di tirocinio. Nel caso di tirocinanti che godano di indennità di mobilità o di disoccupazione, durante il tirocinio questa sarà di 250 euro mensili. Gli imprenditori che assumeranno al termine del tirocinio riceveranno l’importo previsto nei limiti delle risorse disponibili e nel rispetto dell’ordine di presentazione delle domande.
Ulteriori info ai Centri per l’impiego di Pesaro (te. 0721/372800), Fano (tel. 0721/818470) e Urbino (tel. 0722/373180), ai Punti Informativi-lavoro di Montelabbate, Novafeltria, Macerata Feltria, Cagli, Urbania, Pergola e Fossombrone, o sui siti www.provincialavoro.it e www.formazionelavoro.provincia.ps.it

Fonte:ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com


Iva per cassa, ecco tutte le principali novità

Il regime dell'Iva per cassa è pronto all'uso. Con la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» e l'entrata in vigore – il 28 aprile – del decreto attuativo, il sistema introdotto dal decreto legge 185/08 ha trovato l'assetto definitivo.
-Tetto a 200mila euro
Il decreto ammette a godere del differimento tutti i soggetti passivi che nell'anno solare precedente hanno realizzato (o, nel caso di inizio attività, prevedono di realizzare) un volume di affari non eccedente 200mila euro. È questo il limite quantitativo posto dal legislatore alla possibilità di emettere fatture con Iva a esigibilità differita, requisito che deve essere mantenuto anche nel corso dell'anno, pena la decadenza dal beneficio. Nonostante la disciplina sia ormai definita, restano alcune incertezze e difficoltà applicative (si vedano le schede), la cui portata dovrà essere attentamente valutata in sede di implementazione del regime.
-Regime facoltativo
In particolare, la natura facoltativa del regime dell'Iva per cassa – opera solo su opzione del cedente/prestatore – può turbare i rapporti fra imprese, a vantaggio delle più forti. Infatti, controparti commerciali che per dimensioni o posizioni dominanti sul mercato dispongono di un rilevante potere contrattuale, sono in grado di indurre i propri fornitori, specie se di dimensioni minori, a non avvalersi dell'esigibilità differita, potendo così mantenere la detrazione su base documentale, con tutti i connessi vantaggi finanziari. Il timore risiede dunque nel fatto che dal nuovo sistema possano implicitamente derivare effetti distorsivi della concorrenza.
-«Conflitto di interessi»
Rischia poi di generarsi un «conflitto di interessi» fra cedente e cessionario. Nel caso in cui un'operazione dovesse essere regolata per contanti (o con modalità non tracciabili), il collegamento tra pagamento e detrazione dell'imposta può indurre il cedente a sostenere di non aver ricevuto il corrispettivo, in modo da evitare il versamento dell'Iva, a fronte di un'opposta posizione del cessionario, portatore di un interesse concorrente, a sostegno dell'adempimento della propria obbligazione, al fine di salvaguardare il diritto a detrazione.
-Procedure concorsuali
Non del tutto chiara appare la modalità di applicazione della deroga che prevede la non operatività dell'obbligo di versare comunque l'imposta trascorso un anno dall'effettuazione dell'operazione, nel caso in cui il cessionario/committente, anteriormente, sia stato «assoggettato a procedure concorsuali». Le norme del decreto legge 185/08, così come il decreto attuativo, utilizzano infatti questa espressione, che manca evidentemente di puntualità. Sfugge infatti se per assoggettamento debba intendersi la presentazione dell'istanza relativa alla procedura ovvero sia necessaria la dichiarazione dell'autorità giudiziaria, posizione quest'ultima che si ritiene più plausibile.
-Contabilità
L'Iva per cassa introduce anche alcune complicazioni sul piano contabile. In disparte la gestione delle fatture, non semplice risulta il controllo del rispetto del volume d'affari che legittima la fruizione del differimento, limite che va osservato anche durante l'applicazione del regime. Infatti, a partire dall'operazione che determina, nel corso dell'anno, lo sforamento dei 200mila euro, l'Iva deve essere applicata secondo il regime ordinario, fermo restando il riconoscimento dell'esigibilità differita per le transazioni precedenti. Ciò implica la necessità di introdurre nella prassi aziendale il monitoraggio dell'evoluzione del fatturato in rapporto al predetto tetto, elemento la cui dinamica non risulta peraltro agevole da osservare. Perdere di vista questa misura può portare a procrastinare l'utilizzo del regime anche in carenza del presupposto legato al volume d'affari, con ciò che ne deriva in termini sanzionatori, ove è configurabile un omesso versamento d'imposta.

Fonte:ilsole24ore.com (Matteo Mantovani e Benedetto Santacroce)


India, l'inventore della Nano:"Ora case da 6 mila euro"

Il nuovo business per l'industriale indiano Tata, l'ideaotore della Nano l'auto più economica del mondo, è l'edilizia: fedele alla filosofia di creare prodotti a basso costo l'industriale ha annunciato che costruirà un blocco iniziale di mille appartamenti con un costo che varierà tra i 6 mila euro, per 26 metri quadrati, ai 10 mila per 43 metri quadrati. Il progetto di edilizia popolare chiamato Shub Griha sarà edificato a Boisar, area industriale a sud di Mumbai, e per acquistare le nuove abitazioni i cittadini dovranno aprire una pratica di prenotazione presso la Bank of State of India, come successo per la Nano.

Fonte:libero-news.it


Bologna: bando per l'erogazione di prestiti sull'onore

L'azienda di servizi alla persona Asp I.R.I.D.eS. ha aperto un bando per l'erogazione di prestiti sull'onore/microcredito per le famiglie del Comune di Bologna.
Il prestito, fino ad un massimo di 5.000 €, può essere concesso alle famiglie il cui reddito abbia un valore ISEE compreso tra i 6.000 € ed i 20.000 € annui e che debbano affrontare impegni imprevisti e straordinari relativamente a spese mediche ed acquisti di ausili per disabili o portatori di handicap; a spese per nuovi contratti di affitto e a spese notarili per l’acquisto di un’abitazione; spese per la ristrutturazione dell’alloggio, per l’acquisto dell’arredamento; spese per la frequenza scolastica ed universitaria; spese per cause legali attinenti il diritto di famiglia.
Per informazioni più dettagliate e la presentazione della domanda, gli interessati dovranno rivolgersi al Centro per le famiglie del Comune di Bologna – Via Orfeo, 40/2 Bologna – tel 051/6563311.
Il modulo per presentare la domanda è scaricabile dai siti: Aspirides - Comune di Bologna oppure è ritirabile presso: il Centro per le Famiglie del Comune di Bologna; le Agenzie UNICREDIT Banca di Bologna con sede in Via Indipendenza, Via Matteotti, Piazza Azzarita. Gli sportelli sociali dei Quartieri.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per le ore 13 del 30 giugno 2009.

Fonte:bologna2000.com


Riduzioni automatiche per le rate dei mutui

Che fine ha fatto il «tetto» al 4%? A cinque mesi dal varo del Dl anticrisi (decreto legge 185/08, convertito dalla legge 2/09) sono pochissime le famiglie che hanno ottenuto le agevolazioni stabilite a vantaggio dei mutui a tasso variabile per l'abitazione principale. A frenare gli aiuti sono le difficoltà che le banche ancora incontrano nell'interpretare e applicare le norme. Per sciogliere alcuni di questi nodi, il ministero dell'Economia è intervenuto con nuove istruzioni applicative.
La circolare 32256, datata 30 aprile 2009 (la terza sul tema, dopo quelle del 28 dicembre e del 13 febbraio) ribadisce che l'accesso alle agevolazioni è automatico: «Le banche e gli intermediari finanziari – si legge nel testo – concedono i benefici senza necessità di apposita domanda da parte degli interessati».
Solo i soggetti non inclusi nell'elenco trasmesso dalle Entrate a ciascuna filiale (coloro che hanno acceso il mutuo dopo il 1° gennaio 2008, per esempio) dovranno presentare alla propria banca, entro il 31 gennaio 2010, un'autocertificazione che attesta il possesso dei requisiti necessari per accedere alle agevolazioni: mutuo prima casa, a tasso "non fisso", stipulato prima del 31 ottobre 2008. Una richiesta simile, aggiunge il ministero, «potrà essere presentata da coloro che intendano chiedere l'agevolazione per un immobile diverso da quello incluso nell'elenco dell'agenzia delle Entrate». In tal caso l'istanza dovrà essere preceduta da una variazione all'elenco da parte dell'Agenzia, su richiesta dell'interessato.
La circolare chiarisce anche altri casi particolari: la valuta di accredito del contributo dello Stato in caso di mancanza di un conto corrente e la gestione dei mutui cointestati.
Nel caso di mutuatari titolari di un conto corrente presso la stessa o anche una banca diversa da quella mutuante, il contributo previsto dal decreto legge deve comunque essere accreditato con valuta del giorno di scadenza della rata. Se ciò non fosse possibile (perché il mutuatario non ha un conto corrente specifico dal quale effettua i pagamenti), il contributo «deve essere riconosciuto applicando un rendimento annuo pari all'1,38% – corrispondente alla media dei tassi sui depositi in conto corrente delle famiglie italiane rilevata dalla Banca d'Italia nei mesi da ottobre a dicembre 2008 – per il periodo intercorrente tra la scadenza della rata e l'effettivo accredito».
Può inoltre accadere che il finanziamento risulti intestato a due o più mutuatari, di cui non tutti soddisfano i requisiti di legge. In questo caso le agevolazioni vengono riconosciute sulla parte della rata «corrispondente alla quota degli intestatari dei requisiti sul totale degli intestatari».
Se ad esempio il mutuo è stato sottoscritto da due coniugi, dei quali uno soltanto usufruisce delle agevolazioni per l'abitazione principale, il tetto al 4% sarà applicato soltanto su metà rata (la parte restante sarà calcolata con il tasso effettivo di mercato), indipendentemente dal modo in cui la proprietà dell'immobile è divisa fra gli intestatari.

Fonte:ilsole24ore.com (Maximilian Cellino)


Lombardia; Contributi per chi passa al solare

Grazie all’accordo tra la Regione e le Camere di Commercio lombarde sono a disposizione complessivamente 1.236.300 euro in contributi alle aziende che realizzano nuovi impianti solari per la produzione di acqua e/o aria calda per uso igienico-sanitario, riscaldamento, impiego nelle attività di impresa. Possono accedere al contributo le micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Lombardia. Il contributo a fondo perduto, con un tetto massimo di 30.000 euro, è pari al 30% del costo di realizzazione dell'impianto. Sono ammissibile le spese fatturate a partire dal 23 marzo scorso.
Gli impianti solari devono avere dimensioni tali da garantire produzioni uguali o superiori a 10.000 kWh/anno ed essere dotati di contatore di calore. I collettori solari utilizzati, inoltre, devono essere conformi alla norma EN 12975-1 e testati standard EN 12975-2 con certificazioni rilasciate da un laboratorio prove accreditato.
La domanda di contributo deve essere presentata entro le ore 12.00 di martedì 26 maggio esclusivamente in forma telematica utilizzando l’apposita procedura on line accessibile dal sito http://www.va.camcom.it/ alla voce “contributi”.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi allo Sportello Ambiente della Camera di Commercio (tel. 0332/295.335; e-mail: ambiente@va.camcom.it).

Fonte:bergamonews.it


Nuova disciplina dell'esigibilità differita dell'IVA

La Circolare n. 20/E fornisce chiarimenti relativi alla nuova disciplina dell'esigibilità differita dell'IVA, introdotta con l'art. 7, D.L. n. 185/2008. Con la circolare in oggetto, l'Agenzia delle Entrate ha individuato il nuovo regime Iva previsto per i soggetti di piccole dimensione in caso di cessioni di o prestazioni di servizi per le quali l'Iva diventa esigibile al momento dell'effettiva riscossione del corrispettivo. In questo modo, prende il via il regime opzionale dell'Iva di cassa che si applica alle operazioni effettuate dal 28 aprile 2009 dai soggetti passivi IVA con volume d'affari fino a 200 mila euro. In questo modo, i soggetti hanno diritto alla detrazione dopo un anno dall'emissione della fattura anche senza pagamento del corrispettivo. Inoltre,l'accredito sul conto corrente diviene determinate per individuare il momento in cui l'Iva diventa esigibile in caso di pagamento non in contanti.

Fonte:ilsole24ore.com


Autorecupero edifici dismessi, un Bando a Bologna

E' stato pubblicato l'avviso per la presentazione della dichiarazione di interesse a partecipare al progetto di autorecupero di immobili dismessi di proprietà del Comune di Bologna
Le informazioni vanno richieste allo Sportello presso Urban Center, Sala Borsa piazza Nettuno 3, il giovedì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 13.
Associazione Xenia, tel. 051-6350774, e-mail: autorecupero@xeniabo.org
I soggetti interessati a partecipare dovranno presentare domanda, servendosi della modulistica allegata al bando, entro le ore 12 del 4 luglio 2009.
In particolare, come si apprende dal sito Xenia l’intervento consiste nel selezionare, attraverso avviso pubblico, un gruppo di circa 50 nuclei familiari che, riuniti in cooperativa, saranno chiamati a partecipare attivamente alla ristrutturazione degli alloggi mettendo a disposizione il proprio tempo lavoro e le risorse finanziare necessarie per il recupero.
Al termine dei lavori gli alloggi saranno assegnati in concessione per la durata minima di 30 anni, trascorsi i quali l’assegnatario ha diritto a rimanere nell’alloggio con contratto di locazione ordinaria, corrispondente all’attuale contratto di locazione agevolata.
Non sono richieste competenze tecniche specifiche per partecipare.

Fonte:quotidianocasa.it


DL incentivi: gli interventi diretti a sostegno delle imprese

Sostegno alle imprese del settore tessile calzature, incentivi all'export, facilitazioni per ottenere garanzie finanziarie e rinegoziare mutui, promozione delle reti tra imprese. Sono queste altre importanti novità del D.L. Incentivi.
• Le reti d'impresa
In sede di conversione in legge del decreto, la Camera dei deputati ha introdotto all'art. 3, i commi 4-ter, 4-quater e 4-quinquies, che disciplinano i contenuti essenziali del contratto di rete tra due o più imprese, con particolare riferimento ai diritti e agli obblighi assunti dalle partecipanti e alle modalità di esecuzione dei contratti stessi.
Le reti rappresentano forme di coordinamento di natura contrattuale tra imprese, particolarmente destinate alle PMI che vogliono incrementare la loro capacità competitiva senza ricorrere a fusioni o a unioni sotto il controllo di un unico soggetto.
In particolare, il comma 4-ter prevede che con il contratto di rete, due o più imprese si obblighino ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nell'ambito dei rispettivi oggetti sociali, allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato.
Il contratto potrà essere redatto in forma di atto pubblico o per scrittura privata autenticata ed iscritto nel registro delle imprese dove hanno sede le imprese contraenti (comma 4-quater).
Il contratto dovrà inoltre indicare:
•la denominazione sociale delle imprese aderenti; - l'indicazione delle attività comuni poste a base della rete;
•l'individuazione di un programma di rete, con indicazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun contraente, delle modalità di realizzazione di un fondo patrimoniale comune per la realizzazione degli scopi sociali;
•la durata del contratto e le relative ipotesi di recesso;
•l'organo incaricato di eseguire il programma di rete, i suoi poteri anche di rappresentanza e le modalità di partecipazione a tale organo da parte delle imprese aderenti.
Il comma 4-quinquies dispone che alle reti di impresa si applichino le disposizioni di cui all'art. 1, co. 368, lett. b) della L. n. 266/05 (Finanziaria 2006) e s.m. (novellata dalle lettere c) e d) del comma 3 dell'art. 6-bis aggiunto dalla legge di conversione al DL n. 112/08), che definisce le disposizioni amministrative applicabili ai distretti d'impresa, intesi come soggetto giuridico che agisce nel rapporto con la pubblica amministrazione per conto delle imprese aderenti.
Sono previste, sostanzialmente, alcune semplificazione relative ai rapporti che il distretto produttivo, per conto delle imprese aderenti, può intrattenere con le pubbliche amministrazioni e con gli enti pubblici, anche economici, con particolare riferimento all'avvio, alla partecipazione ed alla conclusione di procedimenti amministrativi riguardanti le singole imprese aderenti.
Operazioni della Cassa depositi e prestiti
Il comma 4-bis è intervenuto in relazione alle forme che possono assumere le operazioni di finanziamento che rientrano nella gestione separata della Cassa depositi e prestiti SpA.
Si tratta dell'attività di finanziamento tradizionalmente svolta dall'Istituto che, a seguito dell'approvazione del DL n. 269/2003, è stata distinta dall'altra tipologia di attività c.d. "ordinaria", volta alla concessione di finanziamenti, sotto qualsiasi forma, per opere, impianti, reti e dotazioni relativi alla fornitura di servizi pubblici e alle bonifiche.
I soggetti beneficiari dei finanziamenti rientranti nella c.d. gestione "separata" sono lo Stato, le regioni, gli enti locali, gli enti pubblici in generale, gli organismi di diritto pubblico.
Le diverse forme che possono assumere le operazioni che rientrano nella gestione separata della Cassa sono la concessione di finanziamenti; il rilascio di garanzie; l'assunzione di capitale di rischio o di debito.
Il sostegno alle esportazioni
Il comma 7-bis prevede che una quota pari a 300 milioni di euro delle disponibilità del fondo di cui all'art. 2 del DL n. 251/81 (fondo per prestiti diretti a tasso fisso), giacenti sull'apposito conto di tesoreria, sia trasferita al conto di tesoreria intestato al fondo di cui all'art. 37, co.2, del DL n. 745/70 (fondo di stabilizzazione cambi), per le finalità connesse alle attività di credito all'esportazione.
Entrambi i fondi sono gestiti dalla Simest per l'internazionalizzazione delle imprese e in particolare per i crediti all'esportazione e gli investimenti all'estero.
•Gli interventi a favore delle imprese della concia, tessile e calzature
Il legislatore è intervenuto anche a sostegno delle iniziative di rilancio produttivo e di tutela occupazionale. In attesa del decreto recante le modalità di funzionamento del Fondo per la finanza d'impresa, istituito dall'art. 1, co.847 della L. 296/06 e non ancora operativo, il co. 1-quinquies dell'art. 7 del decreto dispone l'utilizzo, per il 2009, di una quota delle risorse del fondo di garanzia di cui all'art. 15 della legge 266/97 ("Bersani"), confluito nello stesso Fondo per la finanza d'impresa.
Tali risorse, per un ammontare non inferiore a 10 milioni di euro, sono destinate, ai fini del rilascio di garanzie anche mediante ricorso ai consorzi di garanzia fidi, alle imprese operanti nei distretti produttivi del settore della concia, del tessile e del calzaturiero, nell'ambito dei quali siano state realizzate opere collettive per lo smaltimento o il riciclo dei rifiuti ovvero per il riciclo e la depurazione di almeno il 95% delle acque ad uso industriale.
Gli interventi a favore delle PMI per rinegoziazione mutui e garanzie
L'art. 7 quinquies ha inteso incrementare la dotazione del Fondo di garanzia di cui all'art. 15, legge n. 266/97. Si ricorda che il Fondo ha integrato il Fondo di garanzia per le PMI istituito dall'art. 2, co. 100, lett. a), della legge n. 662/1996 presso il Mediocredito centrale, allo scopo di fornire una parziale assicurazione ai crediti concessi dalle banche a favore delle piccole e medie imprese, con una dotazione iniziale di 400 miliardi di lire.
Successivamente l'art.1, comma 847, della legge n. 296/2006 istituiva il Fondo per la finanza d'impresa allo scopo di facilitare l'accesso al credito, alla finanza ed al mercato finanziario delle imprese e di razionalizzare le modalità di funzionamento dei fondi pubblici di garanzia e di partecipazione al capitale di rischio.
Un'altra forma di sostegno alle PMI è ricavabile dal contenuto dell'art. 7 septies del decreto, il quale prevede la possibilità di destinare gli interventi del Fondo di garanzia, le cui risorse sono confluite nello stesso Fondo per la finanza d'impresa, anche a misure volte a consentire alle PMI destinatarie dei benefici del suddetto fondo, di rinegoziare i debiti contratti con il sistema bancario, attualmente in essere, e di assolvere agli obblighi di carattere tributario e contributivo.
La rottamazione e l'impegno a non delocalizzare
Per quanto riguarda la rottamazione dei veicoli, sono state leggere le modifiche apportate in sede di conversione in legge del decreto.
Restano pertanto confermati i bonus di 1.500 euro per la sostituzione di auto euro 0, 1 e 2 con autovetture euro 4 e 5 a basse emissioni di anidride carbonica e di 2.500 euro per l'acquisto di veicoli leggeri euro 4 e 5, a fronte della contestuale rottamazione di veicoli appartenenti alle categorie euro 0, 1 e 2 (commi 1 e 2).
Il contributo è di 3.000 euro se il veicolo acquistato è alimentato con gas metano, alimentazione elettrica o ad idrogeno (3.500 se ha emissioni non superiori a 120 grammi).
L'aiuto spetta nella misura di 4.000 euro per l'acquisto di autocarri a metano di massa massima fino a 3.500 chilogrammi.
È pari a 500 euro il contributo per l'acquisto di moto euro 3 fino a 400 cc rottamando uno di categoria euro 0 o euro 1. In sede di conversione tale bonus è stato esteso all'acquisto di motocicli con potenza non superiore a 60 Kw, indipendentemente dalla cilindrata, purché di categoria euro 3.
Gli incentivi previsti dall'articolo 7 per l'installazione di impianti a GPL e a metano (pari rispettivamente a 500 euro e 650 euro), in seguito alla modifica apportata in sede di conversione, sono riconosciuti su autoveicoli immatricolati come euro 0, 1 e 2.
Un'altra novità, inoltre, è stata introdotta dall' art. 3, co. 3-bis e 3-ter.
Con tali disposizioni, in pratica, il legislatore ha stabilito che le agevolazioni previste per la sostituzione di veicoli e di mobili ed elettrodomestici, possono essere fruite, subordinatamente alla preventiva autorizzazione comunitaria, dalle aziende che si impegnano a non delocalizzare la produzione dei beni per i quali sono applicati tali incentivi al di fuori dei Paesi membri dello Spazio Economico Europeo (rientrano in tale ambito i paesi Ue, Islanda, Liechtenstein e Norvegia, Svizzera esclusa).

Fonte:
Il Quotidiano Ipsoa ( Bruno Pagamici)


Italia, Immobili: Niente ipoteca se debito sotto gli ottomila euro

Il Fisco non puo’ ipotecare le case se il debito dei contribuenti non supera gli 8.000 euro.
Il monito arriva dai giudici tributari di Napoli, una delle citta’ dove si registra il maggior numero di ipoteche immobiliari basate su cartelle esattoriali.
I giudici della commissione tributaria del capoluogo campano, con la sentenza 50 della sezione 23, hanno cosi’ accolto il ricorso di un contribuente che si era visto ipotecare la propria abitazione da Equitalia Polis, la societa’ di riscossione partecipata dall’Agenzia delle Entrate.

Fonte:reporterfreelance.info


Regione Puglia, al via il bando per le micro e piccole imprese

E’ stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 62 del 23 aprile 2009 il bando per le Micro e Piccole Imprese, che di fatto apre la presentazione delle domande.
Denominato “Avviso per l’erogazione di Aiuti ai programmi di investimento promossi da Micro e Piccole Imprese”, il bando è inserito nella manovra anticrisi dell’Assessorato allo Sviluppo economico e mette a disposizione delle imprese che operano nella Regione Puglia risorse pari a 100 milioni di euro.
Possono presentare richiesta le imprese:
-Artigiane: singole o in forma consortile o cooperativa iscritte negli albi di cui alla legge 443/85 (legge quadro sull’artigianato);
-Commerciali: alcune tipologie di imprese di vendita al dettaglio esercizi commerciali di vicinato, medie strutture di livello locale con superficie di vendita da 251 a 600 mq, alcuni servizi di ristorazione, attività di e-commerce
-Altre: non iscritte negli albi di cui alla legge 443/85, che realizzano investimenti riguardanti il settore Manifatturiero (sezione “C” - ATECO 2007), delle costruzioni (“F”) e dei servizi di comunicazione ed informazione ("J")
Il bando finanzia investimenti a partire da 30 mila euro finalizzati a:
acquisto del suolo aziendale e opere murarie e assimilate
infrastrutture specifiche aziendali
acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi
acquisto di programmi Informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell'impresa
trasferimento di brevetti tramite l’acquisto di brevetti e licenze
spese di progettazione ingegneristica nei limiti del 5% dell’investimento
-PROGETTI AMMISSIBILI: le domande di agevolazione devono riguardare progetti di investimento iniziale di importo minimo pari a 30mila euro destinati alla creazione di una nuova unità produttiva, all’ampliamento o ammodernamento di un’unità produttiva esistente, alla diversificazione della produzione, ad un cambiamento fondamentale del processo di produzione.
-INTENSITA' DI AIUTO: calcolata in base ai costi ammissibili del progetto, non potrà superare il 40% per le microimprese e il 30% per le piccole imprese. Le agevolazioni saranno calcolate su un importo finanziato massimo di: € 400.000,00 per le microimprese e di € 700.000,00 per le piccole imprese. Alle microimprese per gli investimenti in nuovi macchinari ed attrezzature potrà essere erogato un contributo aggiuntivo in conto impianti che non potrà essere superiore al 10% dell’investimento e all’importo massimo di euro 15.000,00.
-MODALITA' DI EROGAZIONE: il contributo è erogato dalla Regione Puglia in un’unica soluzione anticipata con contributo in conto interessi. La Regione Puglia eroga una somma pari agli interessi che l’azienda deve pagare alla banca per ottenere un mutuo. L’erogazione anticipata degli interessi oltre ad abbattere gli interessi sul mutuo di fatto rappresenta per le imprese un contributo a fondo perduto in conto capitale.
-PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE: le imprese interessate devono presentare domanda ad un soggetto finanziatore, una banca, che a sua volta, la inoltra alla Regione.
-TERMINI DI PRESENTAZIONE: le domande possono essere presentate a partire dal 23 aprile e prosegue fino ad esaurimento delle risorse.
-INFORMAZIONI: www.sistema.puglia.it

Fonte:spazioimpresa.biz


On line eYouGuide, la guida sui diritti dei consumatori dell'Ue in rete

Arriva la eYouGuide, la nuova guida on line che spiega ai cittadini europei quali sono i loro "diritti in rete" dettati da 25 anni di leggi comunitarie sulla protezione dei consumatori. L'ha lanciata oggi la Commissione europea, sollecitata dai dati di recenti inchieste Eurobarometro che dimostrano come tra i consumatori europei ci sia ancora una diffusa diffidenza nel fare transazioni finanziarie in rete.
Infatti solo il 12% degli utenti di internet si sente sicuro nel fare transazioni on line mentre il 42% non osa farne; il 65% degli utenti europei di internet non sa dove trovare informazioni sugli acquisti transnazionali e solo il 7% compra on line.
"Nell'Ue i diritti dei consumatori in rete non dovrebbero dipendere dalla sede di una compagnia o di un sito web - ha specificato Viaviane Reding, Commissaria Ue alle Tlc - I confini nazionali non dovrebbero complicare la vita dei consumatori che decidono di acquistare un libro o scaricare una canzone in rete. Dobbiamo assicurare che ci sia un mercato unico sia per i consumatori sia per le imprese in internet".
La eYouGuide spiega che, anche in rete, i consumatori europei hanno diritto a:
avere chiare informazioni su prezzi e condizioni prima di fare un acquisto;
decidere se e quando dare i propri dati personali;
esigere la consegna entro 30 giorni dall'acquisto;
avere un periodo di 7 giorni lavorativi dopo l'acquisto durante i quali si può cambiare idea;
un minimo di due anni di garanzia sul prodotto acquistato;
protezione contro i falsi venditori, termini contrattuali e pratiche commerciali scorrette.
"Se vogliamo che i consumatori comprino in intenet e sfruttino il potenziale delle comunicazioni digitali - ha dichiarato Meglena Kuneva, Commissaria Ue alla Tutela dei consumatori - dobbiamo assicurare che i loro diritti siano garantiti. Internet ha molto da offrire ai consumatori, ma dobbiamo creare la fiducia affinché la gente possa comprare on line con la massima tranquillità".

Fonte:helpconsumatori.it

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