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Lecco. Pioggia di soldi per chi opera nel sociale
Quasi 250 mila euro di contributi per sostenere i progetti di associazioni, parrocchie ed enti che operano nel campo sociale.
Di solidarietà, specie di questi tempi, ce n’è un gran bisogno.
Così l’Amministrazione provinciale ha deciso di stanziare 235.905,57 euro come contributo a 24 associazioni per realizzare interventi che ammontano a poco più di 650 mila euro.
«SI TRATTA di denaro utile - spiega Virginio Brivio presidente della Provincia - per aiutare coloro che fanno della solidarietà e umanità una priorità. E sul nostro territorio sono davvero in tanti». Guido Agostoni, assessore provinciale alle Politiche sociali, aggiunge che «si tratta di un contributo indirizzato soprattutto a chi opera per la tutela di minori, adolescenti in disagio; nel settore della disabilità, ma anche adulti in difficoltà e anziani.
Questo contributo - ha aggiunto Agostoni - conclude il bando che abbiamo aperto due anni fa e che servirà alla riqualificazione dei beni strumentali o di loro acquisti sempre nell’ottica sociale». Significativo l’intervento che verrà fatto a Civate. In piazza Garbaldi verrà riqualificato un edificio storico risalente al 700 di proprietà della parrocchia Santi Vito e Modesto. Qui prenderà posto una comunità per il temporaneo affido di minori in difficoltà. Per il primo lotto dei lavori la Provincia contribuisce con 15 mila euro. Da Civate a Pagnona in alta Valsassina.
- «IL NOSTRO PROGETTO vede la ristrutturazione dell’ex casa parrocchiale - spiega il premanese Riccardo Bellati - dove troverà posto una struttura riservata ai ragazzi disabili, in particolare nei fine settimana». Su un fronte di spesa di oltre 66 mila euro, la Provincia aiuta la Parrocchia di sant’Andrea intervenendo con 15 mila euro. Dall’alta Valsassina alla Brianza lecchese. A Imbersago sorge in aperta campagna la «Monsereno Horses», un’ssociazione sportiva dilettantistica che si occupa di discipline equestri. «Il nostro impegno - afferma Massimo Villa - riguarda il progetto “Ippoterapia” riservato alle persone anziane. L’abbiamo chiamata “Nonni in carrozza”: a bordo di carrozze trainate dai cavalli facciamo rivivere loro le emozioni, i ricordi legati alla terra dove sono crescuti». Anche altri due enti hanno ottenuto contributi: il Comune di Oggiono e l’Istituto Omnicomprensivo di Cernusco Lombardone.
- IL PRIMO ha ricevuto 15 mila euro, che servono per completare la realizzazione della sede del Centro Socio Educativo e il secondo invece 6.400 euro come progetto educativo rivolto a bambini che soffrono di autismo. Beneficiario di contributi provinciali anche l’Istituto Airoldi&Muzzi, a cui andranno 3.500 euro per evitare l’ingresso alle auto nel piazzale. La Casa San Girolamo di Vercurago avrà 15 mila euro per ristrutturare il campo di calcio.
Fonte:ilgiorno.ilsole24ore.com
On line le istruzioni per riversare l’acconto Iva all’Erario
Definiti tempi e modalità per il trasferimento da parte degli intermediari delle somme incassate a dicembre
Pubblicato sul sito dell’agenzia delle Entrate il provvedimento del direttore che stabilisce con quali modalità e in che termini banche convenzionate, uffici postali e agenti della riscossione devono riversare all’Erario gli importi ricevuti, a dicembre, a titolo di acconto Iva.
Il pagamento dell’imposta dovrà infatti avvenire, obbligatoriamente, entro il 29 dicembre 2008 (la scadenza ordinaria del 27 cade di sabato), mediante delega del contribuente a intermediari autorizzati che, a loro volta, dovranno trasferire gli importi ricevuti alla Banca d’Italia (Sezione di Tesoreria provinciale dello Stato di Roma – Succursale), sulla contabilità speciale denominata “Fondi della Riscossione”.
Il documento fissa un’unica scadenza per il riversamento alle casse dello Stato degli acconti incassati nei giorni 23, 24 e 29 dicembre 2008: l’operazione deve essere effettuata entro le ore 14,50 del successivo 31 dicembre.
Più articolato il calendario per la trasmissione telematica dei dati di rendicontazione all’Amministrazione finanziaria.
Le informazioni riguardanti le somme pagate dai contribuenti dovranno pervenire, infatti, all’agenzia delle Entrate:
· entro il 2 gennaio 2009, se versate il 23 dicembre
· entro il 5 gennaio 2009, se versate il 24 dicembre
· entro il 7 gennaio 2009, se versate il 29 dicembre.
La somma complessivamente raggiunta nei giorni 22, 23, 24 e 29 dicembre può essere riversata alla Tesoreria anche mediante un bonifico cumulativo. In tal caso, diventa unica anche la relativa rendicontazione, da trasmettere alle Entrate entro il 31 dicembre.
Fonte:nuovofiscooggi.it(Anna Maria Badiali)
Romania: finanziamenti UE per agricoltura biologica
Secondo le dichiarazioni del portavoce della Commissione Europea - Michael Mann - dopo l’incontro con il Ministro romeno Dacian Ciolos il commissario Mariann Fischer Boel ha manifestato l’intenzione di inserire l’agricoltura biologica romena nel programma di sviluppo rurale finanziato per il 75% dal bilancio della UE. “Il governo romeno intende inserire l’agricoltura biologica nel programma di sviluppo rurale cofinanziato dal bilancio comunitario. Abbiamo detto che, in linea di principio, siamo d’accordo ma attendiamo proposte concrete da parte delle autorità romene per poi fornire la nostra collaborazione”, ha aggiunto Mann. Da parte sua il Ministro dell’agricoltura romeno - Dacian Ciolos - si è già rivolto all’UE al fine di ottenere rapidamente, possibilmente entro i primi mesi del prossimo anno, questi finanziamenti. Il Ministro romeno ha voluto sottolineare che esiste la concreta opportunità che l’agricoltura biologica romena possa essere inserita nel programma comunitario in quanto la domanda sul mercato europeo è notevolmente superiore all’offerta. Tuttavia, nel contesto della grave crisi economica e finanziaria attualmente in atto il portavoce della Commissione Europea Michael Mann non ha potuto fornire precise informazioni sull’accesso ai fondi comunitari per lo sviluppo rurale.
Fonte:rinascitabalcanica.com
Medici specializzati tra il 1982 e il 1991: diritto alla retribuzione di 40.000 euro.
Si aggira intorno ai sei miliardi di euro la cifra complessiva spettante ai 120.000 medici che si sono specializzati negli anni compresi tra il 1982 e il 1991. Ogni medico dovrebbe ricevere circa 40.000 euro in base alle normative europee, alle recenti pronunce delle Corte Europea di Giustizia e ora anche da una sentenza della Suprema Corte di Cassazione che cassa con rinvio alla stessa Corte d’appello in diversa composizione “affinché proceda alla liquidazione del danno subito dai ricorrenti per la mancata, tempestiva ricezione nell'ordinamento interno delle disposizioni di cui alle sopra menzionate direttive”, come si legge nella motivazione della sentenza della Suprema Corte di Cassazione che accogliendo il ricordo, cassa la sentenza con rinvio, prendendo posizioni riguardo alla questione, sostanzialmente identiche a quelle già messe per iscritto nella sentenza n. 7630 del 16 maggio del 2003. Secondo quanto si legge nella più recente sentenza della Suprema Corte “la domanda avrebbe dovuto essere accolta sulla basa di quanto già considerato dal tribunale”. “L’essere stati gli studenti privati – si continua a leggere nella motivazione della pronuncia - della possibilità di godere dei benefici previsti dalle puntuali e precise disposizioni sovranazionali non può che essere immediatamente e direttamente correlato alla mancata tempestiva attuazione delle stesse a livello interno, con la conseguenza che il danno subito dai discenti poi specializzati comunque costituisce una conseguenza immediata e diretta (art.1223 cod. civ.) dell'illecito (art. 2043 cod. civ.) integrato dalla violazione, da parte dello Stato italiano, degli obblighi derivanti dal Trattato.” Già nel 1982, una Direttiva Comunitaria (82/76 CEE) stabiliva il diritto di ricevere una “adeguata remunerazione”, come si definiva nella direttiva il diritto ad avere i 40.000 euro per il periodo di specializzazione. Questi soggetti, in buona sostanza, avevano lavorato gratuitamente nelle corsie degli ospedali, da questi fatti nasceva il loro diritto ad una retribuzione pari alla cifra di 40.000 euro per ogni specializzando. Nel 1991 il nostro Paese recepiva la direttiva con il d.lgs. dell’8 agosto 1991 n.257 riconoscendo il diritto alla remunerazione ai medici che si erano specializzati tra il 1991/92 ma negandolo ai medici che si erano specializzati negli anni accademici che vanno dal 1982/83 al 1990/91. Nel 1999 e poi nel 2000 la Corte di Giustizia Europea aveva affermato il diritto ad una remunerazione per i medici immatricolati nel corso di specializzazione anche dopo il 1982. Migliaia di medici hanno già agito per ottenere l’omessa retribuzione. E già si parla di altri 50.000 medici, immatricolati negli anni dal 1994 al 2006: avrebbero anche loro diritto a 25.000 euro a medico, per aver frequentato in quegli anni la scuola di specializzazione.
Fonte:studiocataldi.it(Luisa Foti)
Puglia.Cna: contributi alle imprese, al via i primi bandi regionali
Sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 191 del 10 dicembre 2008 sono stati pubblicati i primi tre bandi di agevolazione in favore delle imprese nell’ambito del Programma Operativo 2007-2013, facenti parte del pacchetto di misure inserite nella manovra anticiclica predisposta dalla Regione Puglia per fronteggiare la crisi economica.
Il primo bando è relativo agli “Aiuti ai programmi di investimento promossi da Grandi Imprese da concedere attraverso Contratti Di Programma”. Beneficiarie delle agevolazioni sono le imprese di Grandi dimensioni, operanti nel settore manifatturiero e dei servizi, in forma singola oppure unitamente ad altre micro, piccole e medie imprese. Le istanze di accesso devono riguardare progetti industriali di importo complessivo superiore a 10 milioni di Euro, relativi sia ad investimenti in immobili ed attrezzature che ad attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Il contributo a fondo perduto varia in base alla natura della spesa da un minimo del 15% ad un massimo del 50%. La dotazione finanziaria complessiva per tale bando è di 130 milioni di Euro.
Il secondo bando è relativo agli “Aiuti alle Medie Imprese e ai consorzi di PMI per Programmi Integrati di Agevolazione”. Beneficiarie delle agevolazioni sono le imprese di Media dimensione, operanti nel settore manifatturiero e dei servizi, in forma singola oppure consorziate con altre micro, piccole e medie imprese. Le istanze di accesso devono riguardare progetti industriali di importo complessivo compreso tra 1 mln e 20 mln di Euro, relativi ad investimenti in immobili ed attrezzature, servizi di consulenza, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, e-business e ad interventi finalizzati a favorire il risparmio energetico. Il contributo a fondo perduto varia in base alla natura della spesa e può raggiungere la percentuale del 75% . La dotazione finanziaria complessiva per tale bando è di 88 milioni di Euro.
Il terzo bando è relativo agli “Aiuti per investimenti nella Ricerca e Sviluppo Tecnologico”. Beneficiarie delle agevolazioni sono le Piccole e Medie Imprese, in forma singola o associata consortile che intendono realizzare investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale, anche in collaborazione con organismi di ricerca. Il contributo a fondo perduto varia da un minimo del 35% ad un massimo del 75%. La dotazione finanziaria complessiva per tale bando è di 28 milioni di Euro.
Le domande di accesso alle suddette agevolazioni potranno essere presentate ai preposti Uffici regionali a partire dal 19 gennaio 2009. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla CNA di Brindisi, Via Tor Pisana 102, tel. 0831/511625 – fax 0831/517047 – e-mail miraglia@cnabrindisi.com – Responsabile Area Agevolazioni : dott.ssa Valeria MIRAGLIA.
Fonte:brundisium.net
Macerata. Quattrocentomila euro dalla Provincia per chi investe su energie rinnovabili
Nuovi incentivi per fare della Provincia di Macerata un territorio all'avanguardia nello sviluppo e nella diffusione delle energie rinnovabili. E’ in pubblicazione in questi giorni, infatti, un nuovo bando che prevede l’assegnazione di contributi per complessivi 400 mila euro a privati (famiglie, associazioni senza scopo di lucro, liberi professionisti) che in edifici di loro proprietà installano impianti fotovoltaici, impianti solari termici, pompe di calore.
Le domande di contributo debbono essere presentate entro il 31 dicembre al settore Ambiente tenendo conto di quanto specificato nell’avviso pubblico consultabile anche sul sito internet www.provincia.mc.it alla voce 'bandi'. “Con questo nuovo intervento, che qualifica l’azione della Provincia nel campo energetico – sottolinea il presidente della Provincia, Giulio Silenzi – sale a circa un milione e mezzo di euro negli ultimi tre anni l’impegno dell’Amministrazione provinciale. Lo consideriamo un investimento importante per l’energia pulita che porta benefici in termini di risparmio sulla bolletta energetica di famiglie e piccole imprese, ma anche utilità sul piano ambientale”.
E’ questo il quarto bando emanato dall’attuale Giunta provinciale per la concessione di contributi con tali finalità. Oltre che per nuovi impianti si può beneficiare del contributo anche per impianti realizzati dopo il primo gennaio 2008. Per altre informazioni è possibile telefonare dal lunedì al venerdì (ore 11-13) al settore Ambiente della provincia ( 0733-248732 oppure 0733-248778).
“Sulla base dei precedenti bandi, tra il 2006 e il 2007 – ha riferito l’assessore provinciale all’Ambiente, Carlo Migliorelli – sono stati assegnati contributi per complessivi 650.000 euro a famiglie ed enti locali per l’installazione di impianti solari o impianti fotovoltaici. Ne hanno beneficiato 107 privati (58 impianti solari e 49 fotovoltaici) e 14 Comuni per altrettante strutture pubbliche (scuole, palestre, case di riposo, municipi). Con il bando del gennaio 2008 (400 mila euro), riservato a micro-aziende, i contributi sono ancora in fase di liquidazione e ne beneficiano 154 imprese che hanno realizzato o stanno realizzando 107 impianti fotovoltaici e 46 impianti solari termici.
Fonte:ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com
Berlusconi: «La crisi è nelle mani dei consumatori»
La crisi ora è nelle mani dei cittadini e dei consumatori. Fiducia e speranza, dunque, per invertire la tendenza. Silvio Berlusconi interviene alla presentazione dell'ultimo libro di Bruno Vespa «Viaggio in un'Italia diversa» e annuncia che il Cipe varerà giovedì prossimo l'annunciato investimento di 16,6 miliardi di euro in infrastrutture «grandi e piccole. Si tratta della prima immissione di denaro pubblico in economia».
L'argomento è stato oggetto di una consultazione preliminare con i ministri Tremonti, Scajola, Fitto e Matteoli.
Il premier ripercorre le tappe principali che hanno ispirato l'azione del Governo per far fronte alla crisi. Prima i due provvedimenti «per mettere in sicurezza le banche», confluiti nell'unico decreto approvato la scorsa settimana in via definitiva dal Parlamento, poi il decreto anticrisi, con annesse misure a sostegno del sistema delle imprese. Non sono stati esaminati provvedimenti per specifici settori industriali, tra cui l'auto. Ora la preoccupazione e l'attenzione, sottolinea Berlusconi, sono rivolte ai consumatori: «Non vi è alcuna necessità per invertire le nostre abitudini di consumo. Mi sono sgolato anche con i miei colleghi europei perché adottassero la stessa condotta». Il problema è che oggi i consumatori sono «sotto schiaffo da parte di chi ogni giorno canta la canzone della crisi». E allora se prevale la paura, i cittadini non comprano più «e questo può instaurare un circolo vizioso che può portare a una crisi vera».
Il Governo è consapevole che le risorse messe a disposizione per la cassa integrazione (1 miliardo di euro, rispetto ai 600 milioni di partenza) non sono sufficienti e comunque non coprono l'emergenza di quanti non godono di alcuna protezione. Si cercano fondi aggiuntivi, Berlusconi annuncia l'impegno dell'Esecutivo a reperirli, ma non indica cifre. L'idea è di utilizzare parte dei fondi europei da dirottare al sociale. I margini sono stretti per la contemporanea presenza dei vincoli noti: il debito pubblico, «il ritardo drammatico» nelle infrastrutture, una pubblica amministrazione che è la «più pletorica e costosa d'Europa». Berlusconi annuncia che sugli investimenti ritenuti strategici, tra cui il Corridoio 5, userà «la stessa determinazione messa in campo per i rifiuti a Napoli».
Rispondendo alle domande del direttore del «Sole-24 Ore» Ferruccio de Bortoli e del direttore del «Messaggero » Roberto Napoletano, il premier ha insistito a più riprese sull'elemento di forza di cui può disporre il Paese: alto debito pubblico, ma basso indebitamento privato.
La combinazione dei due aggregati ci pone in posizione migliore rispetto a molti partner europei, fermo restando che la gestione del debito pubblico resta prioritaria. Il Governo ha riflettuto sull'ipotesi di utilizzare l'attivo vendendo parte del patrimonio dello Stato, ma l'attuale situazione di crisi impone di soprassedere.
Il premier invita nuovamente ad acquistare azioni Eni ed Enel, colloca l'origine della crisi nella «follia dei mercati finanziari che hanno divorziato dalla realtà». Ogni azione spiega dovrebbe avere un valore relativo, con una sorta di regola che faccia scattare la sospensione in Borsa nel caso in cui si superi il massimo del 20% sugli utili delle società quotate oppure si scenda al di sotto dell'8 per cento. Infine interviene sui fondi sovrani: «Credo che la Libia abbia tutto l'interesse a entrare nell'Eni. Per il resto, decideremo di volta in volta perché non gradiremmo per esempio interventi nel capitale fatti attraverso silenziose operazioni nei mercati borsistici».
Sulla gestione della crisi si registra nel frattempo uno spiraglio di dialogo tra Governo e opposizione. Il ministro dell'Economia Tremonti ha infatti accettato l'invito rivoltogli dal suo omologo ministro ombra, Pier Luigi Bersani, per un confronto sulle proposte messe a punto dal Pd.
Fonte:ilsole24ore.com(Dino Pesole)
Separazione dei coniugi senza figli minori: potrà essere omologata da un notaio
Oltre al giudice anche il notaio potrà emettere il decreto di omologazione della separazione consensuale in assenza di figli minori. E' quanto prevede un disegno di legge presentato lo scorso 12 novembre al Senato e in attesa di essere assegnato alle Commissioni competenti per l'esame. Il provvedimento, che aggiunge al codice civile l'ar. 158-bis, risponderebbe, come si legge nella relazione parlamentare, alle esigenze di semplificare la forma e accelerare i tempi delle separazioni consensuali quando non ci sono minori con il duplice effetto di diminuire i costi e di snellire l'attività dei tribunali.
" Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Istat la tipologia di procedimento più comunemente scelta dai coniugi è proprio quella consensuale: nel 2005 si sono chiuse consensualmente l'85,5 per cento delle separazioni e il 77,6 per cento dei divorzi, inoltre, quasi la metà delle separazioni (il 47,2 per cento) avviene tra coniugi in assenza di figli minori.
Sempre secondo i dati diffusi dall'Istat un procedimento consensuale di separazione si esaurisce mediamente in circa 150 giorni.
Ciò grava senza dubbio sull'intero apparato giudiziario.
Infatti, l'enorme mole di arretrato nella giustizia civile è giunto ormai a superare i quattro milioni e mezzo di controversie civili pendenti.
È necessario dunque intervenire per accelerare la definizione di alcuni passaggi processuali che sono caratterizzati da procedure lunghe ed articolate e da scadenze prolungate nel tempo, non più comprensibili in un mondo sempre più veloce e globalizzato. Tra le procedure giudiziarie che potrebbero essere sottratte alla competenza del tribunale, così da contribuire all'alleggerimento del contenzioso e a decisioni auspicabilmente più rapide, rientrano le separazioni consensuali.
L'articolo 158 del codice civile prevede al primo comma che "la separazione per il solo consenso dei coniugi non ha effetto senza l'omologazione del giudice".
È, dunque auspicabile agevolare nella forma e nei tempi le unioni matrimoniali fallite, con il duplice effetto di diminuire i costi e di snellire l'attività dei tribunali.
Per questa ragione il presente disegno di legge reca una modifica al codice civile, così da prevedere in caso di separazione consensuale di coppie senza figli minori, la possibilità che sia un notaio ad emettere il decreto di omologazione senza la necessità di ulteriori atti.
Onorevoli Senatori. - Osservando la frequenza delle separazioni coniugali, si può essere indotti a trascurare il travaglio psichico che ne deriva: la separazione, invece, pur essendo ormai metabolizzata nel costume sociale, è uno degli eventi più dolorosi dell'esistenza umana, infatti, rappresenta un momento traumatico nella vita di una coppia, che dovrà affrontare e rielaborare la disgregazione del proprio rapporto affettivo.
A questa ferita, vanno aggiunti i costi economici che i coniugi dovranno sostenere anche nel caso si tratti di una separazione consensuale."
(Dalla relazione parlamentare)
Fonte:ilsole24ore.com
Cassazione: infortuni sul lavoro? Il marchio CE non eslude la responsabilità del datore
La Sezione Feriale della Corte di Cassazione (Sent. n. 45335/2008) ha stabilito che il datore di lavoro risponde per gli infortuni dei propri dipendenti e ciò anche se le lesioni sono provocate da macchinari conformi alle norme UE. Osserva infatti la Corte che “eventuali concorrenti profili colposi addebitabili al fabbricante non elidono certamente il nesso causale tra la condotta del datore di lavoro e l’evento lesivo in danno del lavoratore”.
“Questo, del resto –prosegue la Corte -, in linea con la pacifica affermazione secondo cui è configurabile la responsabilità del datore di lavoro il quale introduce nell’azienda e mette a disposizione del lavoratore una macchina – che per vizi di costruzione possa essere fonte di danno per le persone – senza avere appositamente accertato che il costruttore, e l’eventuale diverso venditore, abbia sottoposto la stessa macchina a tutti i controlli rilevanti per accertarne la resistenza e l’idoneità all’uso, non valendo ad escludere la propria responsabilità la mera dichiarazione di avere fatto affidamento sull’osservanza da parte del costruttore delle regole della migliore tecnica”.
Nel caso di specie, la Corte ha evidenziato che “non può, infine, richiamarsi ai principi dell’affidamento il datore di lavoro che, in tema di sicurezza antinfortunistica , venga meno ai sui compiti che comprendono, tra l’altro, l’istruzione dei lavoratori sui rischi connessi a determinati lavori, la necessità di adottare le previste misure di sicurezza, la predisposizione di queste, ed anche il controllo continuo, congruo ed effettivo, nel sorvegliare e quindi accertare che quelle misure vengano, in concreto, osservate, non pretermesse per contraria prassi disapplicarive, e, in tale contesto, che vengano concretamente utilizzati gli strumenti adeguati, in termini di sicurezza, al lavoro da svolgere, controllando anche le modalità concrete del processo di lavorazione. Il datore di lavoro, quindi, non esaurisce il proprio compito nell’approntare i mezzi occorrenti all’attuazione delle misure di sicurezza e nel disporre che vengano usati, ma su di lui incombe anche l’obbligo di accertarsi che quelle misure vengano osservate e che quegli strumenti vengano utilizzati”.
Fonte:studiocataldi.it(Cristina Matricardi)
Incostituzionale la cessazione dei co.co.co
(Corte Costituzionale, sentenza 5.12.2008 n. 399 - Avv. Francesco Orecchioni)
Con sentenza n.399 del 5 dicembre 2008 , la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima, in quanto contraria ai principi di affidamento e ragionevolezza, la disposizione contenuta nell’art. 86, c. 1°, del decreto legislativo 10/09/2003, n. 276, che prevedeva la cessazione anticipata delle collaborazioni coordinate e continuative già instaurate alla data della sua entrata in vigore, estendendo tale divieto anche ai contratti di lavoro autonomo perfettamente leciti al momento della loro stipulazione.
Secondo la Suprema Corte, il sacrificio degli interessi che le parti avevano regolato nel rispetto della disciplina dell'epoca risulta irragionevole per contraddittorietà della norma con la sua ratio . Pertanto, “le collaborazioni coordinate e continuative già stipulate alla data di entrata in vigore del d. lgs n. 276 del 2003 mantengono efficacia fino alla scadenza pattuita dalle parti”.
Fonte:laprevidenza.it
Arrivano i finanziamenti della regione Liguria per Artigiancassa
Nuovi sostegni della Regione Liguria ad Artigiancassa attraverso l'assessorato allo Sviluppo Economico per favorire il consolidamento e lo sviluppo delle imprese artigiane liguri nella difficile congiuntura in atto. D'intesa con le Confederazioni regionali CNA e Confartigianato , l'assessore Renzo Guccinelli, insieme con Abi e Artigiancassa, ha presentato una serie di interventi destinati a sostenere il settore. Da subito, un provvedimento prevede sostegni per 389 imprese artigiane delle aree regionali "svantaggiate" (obiettivo 2 e phasing out). Il finanziamento erogato è di oltre 5 milioni e 50 mila euro, destinato, appunto, a favorire finanziamenti per oltre 34 milioni di euro. I contributi sono corrisposti all'imprese in unica soluzione, stante la difficile situazione economica attuale. Il piano annuale per l'Artigianato metterà poi a disposizione di Artigiancassa le risorse necessarie per ammettere al contributo altre 886 aziende operanti nelle aree ordinarie. Ciò consentirà di agevolare finanziamenti stipulati da imprese artigiane per 40 mil. di euro (per l'esattezza euro 40.156.967,92) con un contributo di euro 3.367.887,85. Considerati i positivi risultati ottenuti, grazie alle agevolazioni gestite da Artigiancassa per sostenere efficacemente il sistema delle imprese artigiane (oltre 47mila in Liguria) , in sede di piano annuale dell' artigianato si è inoltre deciso di estendere dal 30 novembre 2008 al 30 marzo 2009 gli interventi gestiti da Artigiancassa per le aree obiettivo 2 e phasing out. Ciò consentirà alle imprese che, in questa fase più difficile effettueranno investimenti nelle aree regionali "svantaggiate" di ricevere un contributo in grado di annullare il costo degli interessi sul finanziamento già avviato nei 12 mesi precedenti. Complessivamente, l'insieme degli interventi effettuati consente di agevolare 1275 imprese artigiane mobilitando complessivamente investimenti per un importo superiore ai 75 mil. di euro, d L'iniziativa ha permesso di soddisfare le domande ad oggi presentate, all'inizio del 2007 l'arretrato era di oltre due anni.
Fonte:genovapress.com
Gas Serra , Italia bocciata : inquiniamo sempre di più
L’Italia è tra i paesi messi peggio nel Climate Change Performance Index del German Watch, il Rapporto internazionale che valuta la qualità degli interventi per la riduzione dei gas serra nei Paesi industrializzati ed emergenti, realizzato con la collaborazione di Legambiente. Lo studio, che si sofferma sugli interventi positivi e strutturali di ogni singola nazione nel campo del riscaldamento globale, ci mette al 44esimo posto sui 57 paesi a maggiori emissioni di CO2 (insieme producono oltre il 90% dei gas serra a livello mondiale) .
A spingerci così in basso in questa graduatoria sono l'assenza di una strategia complessiva per abbattere le emissioni di CO2, una politica energetica che punta sull'aumento dell'uso del carbone, il deficit di trasporti a basse emissioni. A 11 anni dalla firma del Protocollo di Kyoto c'è la constatazione che l'Italia è uno dei Paesi europei dove i gas serra sono più cresciuti rispetto ai livelli del 1990 (+9,9%), nonostante il trattato internazione imponga un taglio del 6,5%.
- Al Gore “Aiuti solo alle auto eco”
Ottimista e risoluto, il premio Nobel per la Pace Al Gore, ex vicepresidente degli Usa, ha scaldato la platea, riunita a Milano a Palazzo Mezzanotte da Diners International, per ascoltare le tesi dell’ambientalista più politico del pianeta. Il suo “Thinking Green” parte smontando il più trito dei luoghi comuni attuali: non è vero (come sostiene anche l’Italia chiedendo limitazioni del pacchetto clima Ue, n.d.r.) che la crisi economica renda più difficili gli interventi contro il riscaldamento globale. Gore ne ha parlato anche con il presidente eletto Barack Obama, al quale martedì ha detto: ok ai soldi alle case automobilistiche, ma in cambio devono produrre auto ecologiche.
Tutte le auto private (« indispensabili », ammette) secondo lui dovrebbero essere trasformate in veicoli elettrici, passando per una fase ibrida. Una rivoluzione che gli fa vedere meno buia la crisi: «Durerà meno di quanto dicono gli economisti », diventando opportunità per combattere l’inquinamento, scelta necessaria «per salvaguardare il futuro dei figli». Insomma, crisi e clima sono interdipendenti, spiega Gore: eliminando la dipendenza dai prodotti petroliferi e a base carbonio si risolvono entrambe. In più si aggiusterebbero anche le tensioni politiche concentrate nei paesi dove c’è petrolio, se non direttamente causate da esso. Ma non bisogna prendere decisioni con false informazioni, «come è successo negli Usa con la guerra all’Irak», spiega Gore commentando la posizione italiana sul pacchetto clima: «Gli italiani che credono al’urgenza della crisi climatica devono influenzare il Governo anche con scelte personali».
Fonte:metronews(Simona Mantovanini)
Produzione industriale in calo.Il Pil terzo trimestre -0,5%
La produzione industriale ad ottobre ha segnato un calo del 6,7% rispetto ad ottobre 2007 e dell'1,2% rispetto a settembre 2008. Lo comunica l'Istat, aggiungendo che l'indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha registrato sempre in ottobre una diminuzione tendenziale del 6,9% (i giorni lavorativi sono stati 23 come ad ottobre 2007). Si tratta del sesto calo tendenziale consecutivo. In particolare, per quanto riguarda l'indice corretto, la diminuzione del 6,9% su base annua rappresenta il dato peggiore dal dicembre del 1996 (-7,4%) mentre lo stesso calo (-6,9%) si é registrato anche a dicembre del 2001.
Nel periodo gennaio-ottobre 2008, la produzione industriale italiana è diminuita del 2,6% rispetto al corrispondente periodo del 2007. Lo fa sapere l'Istat. Nella media dei primi dieci mesi dell'anno l'indice corretto per i giorni lavorativi ha segnato un calo del 2,9% sempre rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (i giorni lavorativi sono stati 213 come nel 2007).
PRODUZIONE AUTOVEICOLI A OTTOBRE -34,3%
L'indice della produzione di autoveicoli ad ottobre, corretto per i giorni lavorativi, ha registrato una flessione del 34,3% rispetto ad ottobre 2007. Lo comunica l'Istat, aggiungendo che nel periodo gennaio-ottobre 2008 lo stesso indice ha segnato una flessione del 13,5%, nel confronto con il medesimo periodo dell'anno scorso.
PIL: TERZO TRIMESTRE -0,5%, -0,9% ANNO
Il prodotto interno lordo italiano nel terzo trimestre dell'anno e' diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nei confronti del terzo trimestre del 2007. Lo comunica l'Istat, confermando la stima preliminare diffusa lo scorso 14 novembre. L'Italia e' cosi' ufficialmente in recessione tecnica, visto che per due trimestri consecutivi ha registrato il Pil in calo congiunturale (-0,4% nel secondo trimestre 2008).
La crescita acquisita del prodotto interno lordo, ovvero la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nel restante trimestre dell'anno, è per il 2008 pari a -0,3%. Lo conferma oggi l'Istat dopo l'anticipazione del 14 novembre scorso.
DATI TRIMESTRE ITALIA PEGGIORI DI UE E USA
I dati del Pil italiano nel terzo trimestre dell'anno, che hanno segnato un -0,5% rispetto al trimestre precedente e -0,9% rispetto al terzo trimestre 2007, sono peggiori di altri paesi europei (anche se Regno Unito e Germania hanno registrato lo stesso calo congiunturale dello 0,5% nel trimestre in considerazione, ma un incremento del Pil in termini tendenziali; mentre la Francia ha messo a segno una performance positiva in entrambi i casi), in generale della media dei Paesi dell'area euro ma anche degli Stati Uniti. In particolare, fa sapere l'Istat, nel terzo trimestre il Pil é aumentato in termini congiunturali dello 0,1% in Francia ed é diminuito dello 0,1% negli Stati Uniti e dello 0,5% nel Regno Unito e in Germania. In termini tendenziali, il Pil è cresciuto dello 0,8% in Germania, dello 0,7% negli Stati Uniti, dello 0,6% in Francia e dello 0,3% nel Regno Unito. Nel complesso, aggiunge l'Istat, il Pil dei paesi dell'area Euro è diminuito dello 0,2% in termini congiunturali ed è cresciuto dello 0,6% in termini tendenziali.
Fonte:ansa.it
Pensioni: cumulo libero ma non per tutti
Dal 1° gennaio lavorare dopo la pensione non sarà più un problema. Con la circolare 108/2008 l'Inps ha spiegato come funziona il cumulo tra pensioni e redditi di lavoro di qualsiasi natura, come stabilito dall'articolo 19 della manovra d'estate (legge 133/2008).
Le nuove regole valgono per i trattamenti vecchi e nuovi liquidati con il sistema retributivo o misto (almeno un versamento al 31 dicembre 1995) e per le pensioni contributive in presenza di determinati requisiti.
- Pensioni reributive
L'eliminazione del divieto di cumulo non incide in alcun modo sulle pensioni di vecchiaia esenti da tempo da qualsiasi trattenuta. Cambia tutto invece per i pensionati di anzianità. Finora sono sfuggiti al divieto di cumulo soltanto coloro che hanno acquisito il diritto con 40 anni di contributi o, in alternativa, con 37 anni di versamenti combinati a un età minima di 58 anni. Tutti gli altri (e non erano pochi )pagavano pegno. Perdevano cioè tutta la pensione se si rioccupavano come dipendenti; mentre se svolgevano un'attività autonoma lasciavano nelle casse dell'Inps una bella fetta dell'assegno. Dovevano rinunciare in pratica al minor importo fra il 30% della quota eccedente il trattamento minimo (5.760 euro nel 2008) e il 30% del reddito conseguito.
Dal 1° gennaio il problema non esiste più. Assegno e redditi di lavoro diventano cumulabili per i titolari di trattamenti anticipati. Fermo restando che i dipendenti possono beneficiare del doppio reddito solo se c'è stata, in data anteriore alla decorrenza della pensione di anzianità, la cessazione del rapporto di lavoro.
L'Inps precisa tuttavia che il divieto di cumulo resta per i soggetti che hanno usufruito di particolari forme di pensionamento anticipato. È il caso di coloro che, una volta acquisito il diritto alla pensione di anzianità, sono passati a part time e hanno continuato a lavorare percependo una parte di pensione e una di stipendio, commisurate alla riduzione di orario secondo la formula prevista dalla legge 662/1996.
Lo stesso vale per i trattamenti provvisori a favore dei lavoratori socialmente utili, fermo restando il diritto alla piena cumulabilità nel momento in cui la pensione diventa definitiva.
Tra gli esclusi ci sono, infine, i titolari di assegno a sostegno del reddito di cui beneficiano i lavoratori incentivati all'esodo (del credito e di altri settori).
- Pensioni contributive
Dal 1° gennaio il divieto di cumulo cade anche per i trattamenti contributivi, finora fortemente penalizzati rispetto a quelli retributivi. Non saranno più soggette a tagli le pensiooni acquisite con almeno 40 anni di contributi, raggiungibili contando anche i versamenti utilizzati per la liquidazione di supplementi.
Cumulo libero anche per chi, con minore anzianità assicurativa, ottiene l'assegno a 65 anni, se uomo, o a 60 anni, se donna. Nessuna trattenuta, infine, per chi ha raggiunto il diritto alla pensione con i nuovi requisiti di età e di contribuzione previsti dalla legge 247/2007, con il nuovo sistema degli scalini e delle quote. In questa situazione si verranno a trovare, per esempio, i lavoratori dipendenti che entro il 30 giugno del 2009 possono far valere 58 anni di età e 35 di versamenti.
Resta da definire la posizione di coloro che hanno conseguito la pensione prima del 2008, quando c'era un limite di età flessibile da 57 a 65 anni per uomini e donne, e di quanti l'hanno ottenuta dopo con i requisiti più favorevoli grazie alla clausola di salvaguardia prevista dalla riforma Maroni. Va tenuto presente che con la legge 133/2008 sono state abrogate le norme (commi 21 e 22, articolo 1, legge 335/1995) che disciplinavano la trattenuta a carico dei soggetti in attività con assegni superiori al trattamento minimo Inps.
Fonte:ilsole24ore.com(Sergio D'Onofrio)
Acconto Ires e Irap, i codici per recuperare l’eccedenza versata
I contribuenti che hanno già pagato potranno compensare le maggiori somme con l’F24 dal 16 dicembre
Istituiti i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, mediante modello F24, del credito d’imposta spettante ai contribuenti che hanno versato per intero l’acconto Ires e Irap, vale a dire prima dell’entrata in vigore del decreto anticrisi che ne ha stabilito la riduzione di tre punti percentuali. E’ il contenuto della risoluzione n. 476/E del 9 dicembre.
Già dal prossimo martedì 16 dicembre e quindi in concomitanza con la scadenza del versamento Iva mensile, 2120 per l’Ires e 3859 per l’Irap consentiranno il recupero degli importi relativi alla riduzione prevista dall’articolo 10, comma 1 del Dl 185/2008.
I “neonati” codici sono riportati rispettivamente nelle sezioni “Erario” e “Regioni” dell’F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a credito compensati”. In particolare per il codice relativo all’Irap (3859) va inserito il codice regione che si può trovare sul sito delle Entrate in “Codici attività e tributo” nella tabella “T0 codici delle regioni e province autonome”.
Fonte:nuovofiscooggi.it
Firenze-Per i cantieri in crisi sbloccati 5 milioni
Un prestito fino a 100 mila euro per le imprese che si trovano nei pressi dei cantieri, da restituire in sette anni a un tasso agevolato. Si chiama “Fondo cantieri”, è coordinato dal Comune ed è finanziato attraverso Fidi Toscana e Cassa di Risparmio. L’iniziativa si rivolge, potenzialmente, ad un bacino di circa 250 imprese interessate da almeno sei mesi di lavori in corso: tutti, non soltanto quelli della tramvia. Il tasso di interesse sul finanziamento sarà tra il 5 e il 6 per cento, variabile o fisso. E chi ha già debiti in corso con Cassa di Risparmio potrà chiedere la restituzione posticipata di un anno. Già agli inizi del 2007 il Comune si era attivato per coordinare una forma di microcredito per gli imprenditori in difficoltà del Quartiere 4, ma con prestiti massimi fino a 10 mila euro. Ora il plafond è di cinque milioni di euro, con cui Fidi Toscana garantisce il 60 per cento dell’investimento. «Parliamo di piccole e medie imprese che dimostrino, con i bilanci, di essere economicamente sane» ha detto il direttore di Fidi Giovanni Ricciardi. Gli operatori economici potranno rivolgersi direttamente agli sportelli bancari o alle associazioni di categoria.
Fonte:metronews.it (Claudia Zolfaroli)
Rimini.Finanziamenti agli artigiani che cambieranno il loro 'catorcio'
Agevolazioni per l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale; una deroga fino al 31 marzo 2009 per gli artigiani che circolano ancora con mezzi inquinanti; e l’impegno delle associazioni di categoria a proseguire l’azione di sensibilizzazione sulle politiche ambientali. Sono queste le azioni messe in campo dal Comune di Rimini insieme a Cna e Confartigianato per garantire gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria senza mettere in difficoltà quanti, tra gli artigiani riminesi, complice la crisi, non possono farsi carico dell’acquisto di veicoli aziendali meno inquinanti.
Dal 7 gennaio prossimo infatti scatteranno nuove limitazioni, con divieto di circolare per i veicoli più vecchi e dunque inquinanti, come gli “euro 0” o gli “euro 1”: dunque, una misura che impedirebbe di lavorare a quegli artigiani che hanno solo un veicolo aziendale non adeguato alla normativa. Grazie al Protocollo d’intesa sulla qualità dell’aria e le limitazioni al traffico siglato oggi dal Comune con Confartigianato e Cna, però, chi circola ancora con mezzi ‘vecchi’, rischiando di incorrere nelle multe, avrà tempo fino al 31 marzo per adeguarsi, sostituendo il proprio veicolo con uno piu’ ecologico.
Per farlo, Confartigianato e Cna, attraverso la coop di garanzia Unifidi, metteranno a disposizione un finanziamento agevolato (e garantito da Unifidi) per l’acquisto di un nuovo mezzo aziendale ‘verde’, a metano, gpl o elettrico, per un massimo di 30 mila euro. Una misura che dunque incentivera’ gradualmente la sostituzione dei mezzi ‘datati’ con quelli piu’ ecoefficienti. Attraverso l’accordo, le associazioni di categoria si sono impegnate ad illustrare e promuovere le possibilita’ offerte dal protocollo ai loro associati, circa 1.500.<WC1>Molti artigiani, infatti, potrebbero essere interessati all’acquisto di un nuovo veicolo e decidere cosi’ di recarsi in banca per avere il finanziamento di Unifidi.
Il Comune ha aumentato la disponibilità di fondi di garanzia destinati alle imprese (artigiane ma anche di servizi, turismo e commercio), raddoppiando la cifra messa a disposizione delle cooperative di garanzia che l’anno scorso ammontava a 130 mila euro. Parte di questi fondi per le imprese potranno essere utilizzati da chi usa veicoli per il pronto intervento (manutentori e artigiani che ne faranno richiesta) per acquistare nuovi veicoli meno inquinanti contribuendo cosi’ al miglioramento della qualita’ dell’aria. Il protocollo prevede anche un report entro il 30 giugno per verificare quante aziende hanno usufruito dei finanziamenti.
Davide Ortalli, segretario di Cna Rimini, si dice comunque soddisfatto per un accordo che riconosce le difficolta’ di chi ancora non riesce a sostituire il proprio veicolo di lavoro con uno meno inquinante, ribadendo l’impegno a “sensibilizzare in tutti i modi gli associati per la sostituzione dei loro mezzi con altri piu’ ecocompatibili”. Gli fa eco Marcello Para di Confartigianato: “Stiamo pensando ad assemblee pubbliche”. Per Oscar Tamburini, presidente di Cna Rimini, l’intesa serve a “dare continuita’ e far lavorare le aziende”, visto che ci sono anche quelle che dispongono di un solo mezzo che, stando alla norma, non potrebbe circolare.
Anche Tamburini poi, consapevole che le deroghe non sono infinite promette: “Faremo quanto possibile per invitare i nostri associati a sostituire i mezzi non piu’ adatti a circolare”. Inoltre, spiega Ortalli, anche se non risultano imprese sanzionate, gli artigiani con mezzi non adeguati “circolano ma non vivono e non lavorano bene”.
Il protocollo d’intesa di oggi rientra nelle iniziative messe in campo dal Comune per migliorare la qualitaà dell’aria che, stando ai dati di Arpa, hanno portato i primi frutti. Si registra infatti il calo nella concentrazione di polveri sottili (44,5 tonnellate di Pm10 in meno) e di ossidi di azoto (calati di 543 tonnellate), ridotti anche grazie ai provvedimenti adottati nel 2008. Tra le iniziative messe in campo dal Comune, l’assessore alle Politiche ambientali, Andrea Zanzini, ricorda l’incentivo all’aumento di mezzi elettrici nel trasporto pubblico, la sottoscrizione dell’Accordo di programma regionale che ha permesso al Rimini di ricevere 270 mila euro per contributi alla trasformazione delle auto dei cittadini a gpl e metano.
Zanzini, registrando con soddisfazione la partecipazione delle associazioni degli artigiani al protocollo sulla qualita’ dell’aria, spera poi di proseguire questo tipo di esperienza, “che testimonia un modus operandi di collaborazione e partecipazione con le diverse parti sociali”, estendendolo anche ad altre categorie come quella dei commercianti, con i quali c’e’ stato un tentativo analogo che pero’, riferisce Zanzini, non e’ ancora andato a buon fine anche se “siamo ottimisti, probabilmente e’ questione di tempo”.
Fonte:ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com
Decreto anti crisi – Aziende con sede virtuale
Il decreto legge anti crisi varato dal Governo prevede un nuovo obbligo per società, professionisti e pubbliche amministrazioni: istituire e comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (Pec). Per le nuove imprese societarie l’obbligo della Pec è già scattato il 29 novembre scorso e l’indirizzo dovrà essere inserito nella domanda di iscrizione al Registro delle Imprese. Le società già iscritte a tale data avranno invece tre anni di tempo per adeguarsi mentre i professionisti un anno.
Fonte:fiscoetasse.com
Portoncino nuovo, si apre una piccola “finestra” sul 55 per cento
L’agevolazione sul risparmio energetico vale anche per le porte di entrata degli immobili a certe condizioni
Nei lavori di ristrutturazione effettuati su un immobile già esistente non tutte le spese sostenute possono avvalersi delle agevolazioni previste per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. In particolare alla sostituzione portone d’ingresso, la detrazione d’imposta del 55% delle spese sostenute si applica soltanto se possiede le caratteristiche tecniche e costruttive degli infissi.
E’, in sintesi, la risposta fornita dall’agenzia delle Entrate con la risoluzione 475/E del 9 dicembre in risposta a un interpello presentato da un contribuente che sta ristrutturando il proprio appartamento. I lavori, in particolare consistono nello spostamento di muri interni, rifacimento di impianti idrici, di riscaldamento, elettrici, pavimentazione e trasformazione degli infissi. Nell’ambito di questi lavori si è provveduto a sostituire il portoncino d’ingresso con uno nuovo per il quale il fornitore ha consegnato la dichiarazione che attesta la trasmittanza termica. L’interessato ritiene che anche al portoncino d’ingresso si possa applicare l’agevolazione prevista dalla normativa vigente in quanto contribuisce a delimitare il volume riscaldato dell’appartamento ai fini della riduzione della dispersione di calore.
Nella risposta l’Amministrazione prende in esame le leggi finanziarie (quella del 2007 e la successiva del 2008) che hanno introdotto la detrazione del 55% e ne hanno definito il campo di applicazione. Innanzitutto occorre fare riferimento a quanto disposto dall’articolo 1, comma 345 della legge 296/06, e i successivi decreti interministeriali emanati dal ministero dell’Economia e Finanze di concerto con il ministero dello Sviluppo economico, in cui vengono chiaramente indicati quali siano gli interventi di ristrutturazione agevolabili, poiché delimitano il volume riscaldato verso l’esterno: le strutture opache verticali (le mura), le strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), le finestre comprensive di infissi, o anche dei soli vetri, purché si rispettino i valori di trasmittanza termica U.
Dall’esame della normativa non emerge la possibilità di applicare il beneficio anche al portone d’ingresso e, quindi, se ne deduce che tale rifacimento non è considerato significativo per il conseguimento del risparmio energetico, unico elemento determinante per il riconoscimento dell’agevolazione. Tuttavia se si considera il portoncino d’ingresso alla stregua delle strutture opache verticali, su cui sono effettuati lavori di coibentazione per conseguire gli indici di risparmio energetico richiesti, o lo si assimila a una porta finestra, e quindi con le stesse componenti costruttive degli infissi, allora è possibile applicare la detrazione d’imposta.
L’Agenzia ricorda poi che il risparmio energetico conseguito nei lavori di ristrutturazione deve essere comprovato da specifica documentazione indicata dal decreto interministeriale del 19 febbraio 2007. In particolare sono richieste l’asseverazione da parte di un tecnico abilitato (verifica e attestazione a garanzia di rispondenza dell’intervento eseguito ai requisiti tecnici richiesti) e l’attestato di certificazione o qualificazione energetica.
Per quanto riguarda la sostituzione degli infissi, sottolinea l’Agenzia, sono state anche introdotte delle semplificazioni riguardanti la documentazione da presentare. L’asseverazione, infatti, può essere sostituita da una certificazione del produttore che attesti “il rispetto degli stessi requisiti previsti per gli interventi sull’involucro degli edifici, corredata dalle certificazioni dei singoli componenti rilasciate nel rispetto della normativa UE in materia di attestazione di conformità del prodotto”. Inoltre, la disposizione contenuta nella Finanziaria 2008 prevede che per i lavori di rifacimento interno delle singole unità immobiliari non sia richiesto l’attestato di certificazione (o di riqualificazione) energetica.
Nel caso in esame, purché siano rispettate le altre condizioni e modalità previste dalla normativa che disciplina la detrazione d’imposta per gli interventi di risparmio energetico, la certificazione rilasciata dal produttore può essere utile per l’applicazione del beneficio, a condizione però che il portoncino d’ingresso presenti caratteristiche tecniche e costruttive proprie delle finestre. Diversamente la rispondenza dell’intervento per scopi di risparmio energetico dovrà essere dimostrata dalla specifica documentazione rilasciata dal tecnico abilitato.
Fonte:nuovofiscooggi.it(Lilia Chini;Gianluca Di Muro)
I conti dormienti sono un milione. Ecco l'elenco completo
Al 15 novembre sono stati segnalati al ministero dell'Economia 1.071.590 conti dormienti. Lo rende noto un comunicato dello stesso ministero, in cui si precisa che sui conti risulta depositato un totale di 798.404.099,50 euro, di cui 781.755.444,35 in contante e 16.648.655,15 in strumenti finanziari. Il Tesoro ricorda inoltre che l'elenco dei conti dormienti è disponibile per la consultazione sul sito del ministero dell'economia. «Fino alla data di effettuazione del versamento al Fondo depositi dormienti da parte dell'intermediario finanziario – spiega la nota – gli interessati possono rivolgersi all'intermediario stesso per far cessare lo stato di dormienza. Si rammenta che il termine ultimo per il versamento da parte degli intermediari finanziari è fissato al 15 dicembre 2008».
Fonte:ilsole24ore.com
Consumi. ICC Confcommercio: ottobre ancora in calo, ma è boom per il Superenalotto
A ottobre i consumi calano ancora ma "sbanca" il Superenalotto spinto da un montepremi arrivato a oltre cento milioni di euro. La domanda di beni e servizi ricreativi ha registrato un aumento del 2,4% dovuto in gran parte alla forte crescita della spesa per i giochi a premi e appunto per il Superenalotto, che ha segnato un vero boom: più 230% rispetto alla media mensile degli ultimi due anni. In generale, invece, a ottobre c'è stata una flessione del 2,1% dei consumi in termini di quantità acquistate. È quanto ha rilevato nei giorni scorsi l'Indicatore dei Consumi Confcommercio per il quale il dato "rafforza ulteriormente la tendenza al ridimensionamento dei consumi da parte delle famiglie che prosegue senza soluzione di continuità", in quanto si tratta ormai dell'ottavo mese negativo consecutivo.
Nel complesso dei primi dieci mesi del 2008, l'ICC mostra una riduzione del 2,1% a fronte di una crescita pari all'1,3% registrata nell'analogo periodo del 2007. Il dato di ottobre dell'ICC continua a riflettere un'evoluzione negativa della domanda di beni (meno 3,1% in quantità rispetto all'analogo mese del 2007) a cui si è associata una modesta crescita per quella relativa ai servizi (più 0,7%).
Rallentano i prezzi del paniere di beni e servizi. Ma si conferma la tendenza negativa della domanda per tutte le voci, con le uniche eccezioni dei beni e servizi per le comunicazioni, dei beni e servizi ricreativi e dei beni e servizi per la cura della persona. Oltre al dato sulla crescita della spesa per i giochi a premi, si conferma componente dinamica della spesa delle famiglie la domanda relativa ai beni e servizi per le comunicazioni, con una variazione in termini reali del più 6,6% legata agli acquisti di dotazioni per l'informatica e telecomunicazioni. Tendenza positiva anche per la cura della persona: a ottobre si evidenzia un aumento delle quantità vendute (più 2,3% in termini tendenziali) determinato prevalentemente dalla domanda per prodotti farmaceutici.
Segnali negativi inceve per la mobilità: meno 13,8% rispetto all'analogo mese del 2007, legato alla situazione critica negli acquisti di autovetture e motocicli e nelle spese per il trasporto aereo. Flessione continua anche per gli articoli di abbigliamento e calzature che, dopo i segnali negativi di agosto e settembre, registra a ottobre un'ulteriore riduzione delle quantità acquistate dalle famiglie (meno 2,5%). Nella media dei primi dieci mesi la flessione della domanda per i prodotti del settore è stata del 2,8%.
Fonte:helpconsumatori.it
Facebook: allarme per il virus Koobface
Non aprite quella mail. Soprattutto se nell'oggetto c'è scritto "Come stai bene in questo nuovo video". Non si tratta del titolo dell'ultimo episodio della fortunata serie di comic horror "Scary movie" bensì l'avvertimento che i portavoce di Facebook hanno lanciato in questi giorni ai 120 milioni di utenti del sito di social networking che sta spopolando anche in Italia. Il perché di questo allarme è legato alla ricomparsa di "Koobface", il virus che già in due occasioni ha preso d'assalto una delle Web community più popolose del mondo (e anche il rivale MySpace) e che si è ripresentato sotto forma di messaggio di posta elettronica contenente l'invito a collegarsi a un presunto video su Youtube passando prima attraverso una procedura di aggiornamento guidata di AdobeFlash Player. La tecnica non è certo nuova ma il fatto che a spedire la mail portatrice dell'infezione sia un "amico" dell'utente attaccato ha esortato i ricercatori degli Avert Labs di McAfee (che ne hanno seguito e monitorato la propagazione) a considerarlo un virus ad alto rischio. I computer presi d'assalto con successo da "Koobface" sarebbero, a quanto si legge su vari siti Internet, già migliaia ma i diretti interessati gettano acqua sul fuoco adducendo al fatto che sono una piccola percentuale; resta il fatto che rimane una buona cosa il procedere con cautela nel rispondere alle mail in arrivo dagli altri membri del social network. Una volta scaricato il software maligno gli utenti sono infatti automaticamente indirizzati a siti truffa ogni volta che vanno a utilizzare motori di ricerca, a cominciare da quello di Google. Il rischio di trovarsi defraudati dai propri dati sensibili, come i numeri delle carte di credito, c'è e il fatto che gli stessi Labs di McAfee abbiano avvertito della pericolosità degli hacker che hanno scatenato la nuova offensiva virale "non sono intimiditi e lo stanno rifinendo per aggiungere nuove funzionalità" – non è certo un bel pensiero di Natale per la comunità di Facebook. Per chi malauguratamente dovesse essere stato colpito dal virus, Facebook esorta a prendere subito i necessari provvedimenti raccolti in una pagina ad hoc del suo sito.
Fonte:ilsole24ore.com(Gianni Rusconi)
La salute dei denti dipende dallo status sociale. Indagine Istat
Il 10,9% degli italiani maggiori di 14 anni, nel 2005, ha dichiarato di essere in una condizione di edentulismo totale, cioè non aveva più denti naturali. Questa percentuale raggiunge il 60% tra gli adulti ultraottantenni. Lo status sociale, misurato tramite il titolo di studio, ha un peso rilevante nella salute dei denti. Dai 45 ai 64 anni la quota di chi non ha nessun dente naturale è significativamente più alta tra quanti hanno al massimo conseguito la licenza elementare (11,8%), sia rispetto alle persone con titolo di studio più elevato (2,6%) che a quanti sono in possesso del titolo di licenza media inferiore (6%).
L'Istat ha pubblicato oggi l'indagine "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari", con cui per la prima volta, nel 2005, sono stati studiati sperimentalmente i problemi di salute dei denti e il ricorso a cure e trattamenti odontoiatrici. Il campione complessivo dell'indagine comprende circa 60 mila famiglie, essendo stato ampliato (erano 24 mila famiglie) a seguito di una convenzione cui partecipano Ministero della Salute, Istat e Regioni.
Il 39,7% della popolazione dichiara di essere stato da un dentista o da un ortodontista nell'anno precedente la rilevazione. Emergono nette diseguaglianze nell'accesso alle cure odontoiatriche, la percentuale raggiunge il 49,4% tra le persone con titolo di studio più alto, contro il 26,4% tra chi ha conseguito al massimo la licenza elementare.
Lo svantaggio del Sud nel ricorso all'assistenza odontoiatrica è molto forte. Si è sottoposto a controlli o cure dentistiche il 47% dei cittadini residenti nel Nord contro il 29,9% nel Sud. La quota di persone che non è mai stata da un dentista nel Sud è quasi il triplo (19%) di quella del Nord (6,7%).
L'87,5% delle persone che sono state da un dentista nell'anno precedente la rilevazione, si è rivolto prevalentemente a liberi professionisti, il 12,5% ha invece fatto ricorso a dentisti di strutture pubbliche o private convenzionate. È molto elevata la quota di quanti sostengono interamente la spesa per le cure odontoiatriche (85,9%). Solo tra i bambini e tra i molto anziani si osservano percentuali abbastanza consistenti di fruizione.
In Italia le cure per la salute dei denti sono prevalentemente a carico delle famiglie salvo che per una marginale offerta del servizio pubblico. Attualmente la normativa sui Livelli essenziali di assistenza prevede che l'assistenza odontoiatrica a carico del SSN sia garantita ai bambini fino ai 14 anni (in alcune regioni l'assistenza è rivolta anche ai ragazzi fino ai 16 anni) e ad alcune categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità sia dal punto di vista economico che delle condizioni di salute.
Fonte:helpconsumatori.it
Bonus famiglia, scaricabili da Internet i modelli per la richiesta
Firmato il provvedimento che approva gli stampati. Prima scadenza il 31 gennaio, prime erogazioni in febbraio
Scatta l'operazione "bonus per le famiglie". Oggi il direttore delle Entrate, Attilio Befera, ha firmato il provvedimento di approvazione dei modelli, e le relative istruzioni, per la richiesta, al datore di lavoro o all'ente pensionistico o all'agenzia delle Entrate, del beneficio straordinario per le famiglie, i lavoratori, i pensionati e le persone non autosufficienti.
A partire da febbraio circa 8 milioni di famiglie potranno usufruire del beneficio una tantum, previsto dal Dl 185/2008. Il bonus va da un massimo di 1.000 euro a un minimo di 200 euro.
Il calcolo per stabilire la somma da erogare è fatto in base al numero dei componenti della famiglia e al reddito complessivo del nucleo, nonché alla presenza di portatori di handicap:
200 euro single pensionati con reddito complessivo fino a 15mila euro
300 euro famiglie composte da due persone e reddito complessivo fino a 17mila euro
450 euro famiglie composte da tre persone e reddito complessivo fino a 17mila euro
500 euro famiglie composte da quattro persone e reddito complessivo fino a 20mila euro
600 euro famiglie composte da cinque persone e reddito complessivo fino a 20mila euro
1.000 euro famiglie composte da più di cinque persone e reddito fino a 22mila euro
1.000 euro famiglie con figli a carico portatori di handicap e reddito fino a 35mila euro.
Il bonus può essere richiesto una volta sola e da uno solo dei componenti il nucleo familiare, con riferimento ai redditi 2007 o ai redditi 2008. La somma erogata non costituisce reddito da dichiarare né ai fini fiscali, né ai fini previdenziali e assistenziali, né costituisce ostacolo al rilascio della cosiddetta social card, laddove ricorrano i presupposti anche per usufruire di questo ulteriore aiuto che lo Stato ha già messo a disposizione, con la manovra finanziaria di giugno (legge 133/2008), per sostenere le famiglie e le persone anziane nella spesa alimentare e per le spese domestiche di luce e gas.
I soggetti che possono beneficiare del bonus straordinario sono i residenti in Italia che nel 2008 hanno percepito redditi da lavoro dipendente, assimilati o da pensione. Oppure che hanno percepito redditi di attività commerciale non abituale o di lavoro autonomo occasionale svolto da soggetti a carico del richiedente o dal coniuge non a carico. Infine, coloro che hanno percepito redditi fondiari fino a 2.500 euro, solo se considerati cumulativamente con il reddito di lavoro dipendente o di pensione.
I modelli di richiesta sono due: uno per avere il bonus dal proprio datore di lavoro o dall'ente pensionistico e l'altro invece per chiederlo all'agenzia delle Entrate.
Anche le scadenze sono diverse. Se il beneficio è richiesto sulla base dei redditi 2007, il termine di presentazione dell'istanza al sostituto d'imposta è il 31 gennaio 2009. Il bonus sarà erogato entro il successivo mese di febbraio dal datore di lavoro o entro il mese di marzo dall'ente pensionistico. Se invece, la richiesta è fatta sulla base dei redditi 2008, la scadenza slitta al 31 marzo 2009 e allora il bonus sarà erogato dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico, rispettivamente, nei mesi di aprile e maggio.
Fermo restando che i soggetti che presentano la dichiarazione dei redditi possono richiedere il bonus direttamente con la dichiarazione dei redditi 2008, coloro che non hanno un sostituto d'imposta o sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione devono inoltrare telematicamente l'istanza all'agenzia delle Entrate con l'apposito modello. In questo caso, la scadenza della richiesta è il 31 marzo 2009, se relativa al reddito 2007, o 30 giugno 2009, se relativa al reddito 2008.
Entrambi i modelli presentano l'indicazione dei dati anagrafici e del codice fiscale, nonché una dichiarazione sostitutiva attestante il possesso dei requisiti precisati dalla norma. Possono essere indicate anche le coordinate del conto corrente e relativo codice Iban per avere l'accredito direttamente in banca.
Ovviamente i dati dichiarati dai soggetti richiedenti il bonus saranno verificati dagli uffici fiscali. I soggetti che hanno ricevuto somme non spettanti, in tutto o in parte, sono tenuti alla restituzione, entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi successivo alla erogazione. Oppure tramite il modello F24, se non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi.
Fonte:nuovofiscooggi.it(Sonia Angeli)
Cassazione: funzionari pubblici fannulloni? Il pedinamento è lecito e rischiano condanna per truffa
I funzionari pubblici debbono rispettare l’orario di lavoro e ciò anche se di fatto svolgono mansioni da dirigente. Sulla scorta di tale premessa, la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 44912/2008) ha stabilito che sono leciti i controlli posti in essere nei loro confronti e ciò anche se questi consistono nel pedinamento da parte di un investigatore privato e, nel caso di accertata violazione dei loro doveri, rischiano una condanna per truffa.
In particolare, gli Ermellini hanno precisato che “la falsa attestazione del pubblico dipendente , circa la presenza in ufficio riportata sui cartellini marcatempo o nei fogli di presenza, è condotta fraudolenta, idonea oggettivamente ad indurre in errore l’amministrazione di appartenenza circa la presenza su luogo di lavoro, ed è dunque suscettibile di integrare il reato di truffa aggravata”.
Inoltre, la Corte ha ribadito il principio espresso per cui “la prestazione d’opera da parte del lavoratore subordinato a favore di terzi concorrenti costituisce una violazione dell’obbligo di fedeltà che, se è irrilevante sotto il profilo penale qualora compiuta fuori dal normale orario di lavoro, integra il reato di truffa se svolta nell’orario normale, da parte di soggetto che lucra la retribuzione, fingendo di svolgere il lavoro che gli è stato affidato, mentre svolge altra attività. Ne consegue che, ove sorga il giustificato dubbio che un dipendente incaricato di mansioni da espletare al di fuori dei locali dell’azienda in realtà si rende responsabile di un comportamento illecito di tale genere, è giustificato il ricorso alla collaborazione di investigatori privati per verifiche al riguardo, né sono ravvisabili profili di illiceità a norma dell’art. 2, secondo comma, della legge n. 300 del 1970, il quale, prevedendo il divieto per il datore di lavoro di adibire le guardie particolari giurate alla vigilanza dell’attività lavorativa e il divieto per queste ultime di accedere nei locali dove tale attività è in corso, nulla dispone riguardo alla verifica dell’attività lavorativa svolta al di fuori dei locali aziendali da parte di soggetti non inseriti nel normale ciclo produttivo […]” e che “le disposizioni degli artt. 2 e 3 dello Statuto dei Lavoratori non implicano l’impossibilità di ricorrere alla collaborazione di soggetti diversi da quelli in essi previsti (ad esempio investigatori privati) in difetto di espliciti divieti al riguardo e in considerazione della libertà della difesa privata”.
Fonte:studiocataldi.it(Cristina Matricardi)
Un osservatorio Ue sui prezzi al dettaglio. Gli impegni europei per il 2009
I consumatori devono poter confrontare i prezzi dei prodotti alimentari. Per questo nel 2009 ci sarà un osservatorio europeo permanente dei prezzi al dettaglio. Inoltre la Commissione Ue lavorerà, insieme alle autorità di regolamentazione dei mercati delle materie prime, per arginare l'eccessiva volatilità di tali mercati, che genera svantaggi sia per i produttori che per i consumatori.
Queste sono alcune delle azioni previste da una comunicazione adottata oggi dalla Commissione Ue per arginare l'impennata dei prezzi dei generi alimentari.
"Tra agosto 2007 e luglio 2008, l'inflazione nel settore alimentare ha fatto crescere di circa un terzo l'inflazione complessiva, colpendo in particolar modo le famiglie con redditi modesti - ha dichiarato il commissario Ue per gli Affari economici e monetari Joaquín Almunia - Nell'attuale recessione economica, dobbiamo inviare un segnale chiaro della nostra serietà nel rimuovere le rigidità ed altri fattori che ostacolano il funzionamento ottimale dei mercati. Così facendo, non solo garantiremmo al consumatore prezzi più competitivi e non distorti, ma proteggeremmo anche il potere d'acquisto dei cittadini più vulnerabili e incentiveremmo l'occupazione".
La comunicazione adottata oggi propone di operare in modo fermo e coerente a tutela della concorrenza su scala comunitaria e nazionale tramite la Rete europea della concorrenza che deve contrastare pratiche e restrizioni particolarmente deleterie; bisogna inoltre promuovere la competitività della filiera alimentare per accrescerne la capacità di ripresa dall'urto dei prezzi mondiali.
Secondo la Commissione si dovranno riesaminare le normative potenzialmente restrittive a livello Ue e/o nazionale: i provvedimenti che limitano l'accesso al mercato potranno essere abrogati; ciò verrà fatto in sede di monitoraggio del mercato al dettaglio e di recepimento della direttiva sui servizi; i provvedimenti che limitano la concorrenza sui prezzi vanno esaminati a livello nazionale.
Saranno sottoposti a un controllo i ritardi di pagamento da parte dei dettaglianti o gli oneri esorbitanti imposti ai produttori per le offerte promozionali; la regolamentazione dell'orario di apertura dei negozi potrebbe formare oggetto di consultazioni sul piano nazionale.
Il consolidamento del mercato è presupposto di maggiore efficienza e di prezzi più bassi, ma non deve deteriorare le condizioni di concorrenza a livello locale, a detrimento delle imprese e dei consumatori. La promozione di una politica commerciale aperta, che sarà possibile se verranno portati a termine i negoziati commerciali dell'OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) nell'ambito del Doha Round, non potrà che giovare a tutti, compresi i paesi in via di sviluppo che sono i più colpiti dai rincari dei prezzi.
Con l'approvazione della "valutazione dello stato di salute" della PAC, l'Ue si è impegnata risolutamente ad aiutare gli agricoltori a reagire meglio ai segnali del mercato e a cogliere nuove opportunità, offrendo nel contempo una moderna rete di sicurezza in caso di reale crisi di mercato. "La politica agricola è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano per assicurare che le derrate alimentari siano vendute al consumatore a prezzi ragionevoli. La recente "valutazione dello stato di salute" della PAC ha introdotto modifiche intese ad affrancare gli agricoltori perché possano rispondere meglio ai segnali del mercato. Spero che riusciremo anche ad eliminare alcune delle restrizioni al commercio internazionale dei prodotti alimentari mediante un accordo equilibrato nell'ambito dei negoziati commerciali multilaterali del Doha Round", ha affermato il commissario Ue per l'Agricoltura e lo Sviluppo rurale Mariann Fischer Boel.
Fonte:helpconsumatori.it
Cassazione: dedenuto ai domiciliari può allontanarsi per far partorire la propria compagna
Il detenuto agli arresti domiciliari può allontanarsi per accompagnare la moglie a partorire, ma l'allontanamento dall'abitazione dove si e' costretti deve essere circoscritto al solo ''accompagnamento'' in ospedale. Enunciando questo principio la Corte (sentenza 44969/2008) ha confermato la sentenza di condanna rilevando che l'uomo non si era limitato ad accompagnare la sua convivente, in attesa di un figlio, all'ospedale, ma era anche andato all'anagrafe per denunciare la nascita. Quella piccola "deviazione" gli era costata la condanna a 4 mesi di reclusione inflittagli dalla Corte d'Appello di Torino per il reato di allontanamento dal luogo dei domiciliari. Ricorrendo in Cassazione il detenuto ha sostenuto di essere stato ''anticipatamente autorizzato ad allontanarsi dall'abitazione'' per accompagnare la compagna partoriente. La Corte ha respinto il ricorso facendo notare che ''l'imputato disponeva di un'autorizzazione di contenuto estremamente ridotto e limitato e prevedeva la possibilita' di allontanamento dai domiciliari per il solo tempo strettamente necessario ad accompagnare la moglie in ospedale il giorno del parto, e neppure per trattenersi in ospedale per il tempo del parto''. Colpevole dunque, secondo la Cassazione, non avendo l'imputato ''alcuna necessita' di recarsi immediatamente all'anagrafe per la dichiarazione di nascita del figlio''.
Fonte:studiocataldi.it Roberto Cataldi)
India, Google Earth sotto accusa per aver favorito gli attacchi a Mumbai
Google Earth, il sistema satellitare che fornisce immagini in alta definizione dell'intero globo, è sotto accusa in un tribunale indiano per aver favorito, seppur involontariamente, l'organizzazione degli attacchi terroristici di Mumbai del 26 novembre scorso, che sono costati la vita a più di 170 persone. Sembra infatti che proprio grazie alle fotografie visualizzate grazie al sistema, i terroristi siano riusciti ad individuare con maggiore facilità e precisione gli obiettivi da colpire.
A riportare la notizia è il quotidiano britannico Times, secondo il quale all'Alta Corte di Mumbay è stata sottoposta la richiesta di oscurare le immagini delle zone sensibili del Paese finché l'organizzazione degli attentati non verrà chiarita. L'accusa contesta al colosso californiano dell'informatica l'assoluta impossibilità di individuare e bloccare i casi di utilizzo illegittimo delle immagini fornite e la loro conseguente pericolosità.
La causa giunge a poche settimane dall'annuncio dell'Organizzazione per le Ricerche Spaziali indiana di voler lanciare una propria versione di Google Earth, soprannominata Bhuvan, in grado di visualizzare in alta definizione zone del Paese finora scarsamente coperte da Google Earth.
Il sistema satellitare di immagini, comunque, non sarebbe l'unico mezzo tecnologico utilizzato per organizzare gli attacchi di Mumbay. I terroristi, oltre all'impiego di armi sofisticate, si sono anche avvalsi di un avanzato sistema Gps per gli spostamenti, di telefoni satellitari e sistemi di telefonia online, come Skype o Vonage, molto difficili da intercettare).
Già nel 2005 Google aveva dovuto rispondere di un'accusa simile, quando gli operatori del reattore nucleare australiano della cittadina di Lucas Heights avevano espresso la preoccupazione circa la possibilità di diventare un bersaglio più facile da colpire perchè mappati da Google e avevano chiesto di essere oscurati dalla mappa.
Fonte:ilsole24ore.com
Impianti fotovoltaici, Iva agevolata anche per i contratti d'opera
Niente reverse charge per l'acquisto e la semplice cessione dei singoli componenti e del materiale generico
Con la risoluzione n. 474/E del 5 dicembre, l'Agenzia ha fornito alcuni chiarimenti sul corretto trattamento Iva da applicare alla fornitura e istallazione di impianti fotovoltaici ed eolici. In particolare, l'interpellante chiedeva:
a) se determinati beni (da lui elencati), destinati alla costruzione delle opere fotovoltaiche, si possono definire "beni finiti", comportando l'applicazione dell'Iva al 10 per cento
b) se fra i servizi con imposta agevolata rientra anche il contratto di prestazione d'opera di cui, a volte, egli si avvale per installare l'impianto
c) se l'applicazione dell'Iva ordinaria anziché agevolata comporta una parziale indetraibilità dell'imposta
d) se l'attività svolta può essere soggetta al meccanismo del reverse charge.
Per quanto riguarda il punto a), l'Agenzia rileva, come già chiarito con la circolare 1/1994, che i "beni finiti" ai quali si applicano le aliquote agevolate (n. 127-sexies, tabella A, parte III, Dpr 633/1972) sono quelli che non perdono la loro individualità dopo l'impiego, mentre non sono da considerarsi tali quelli che, pur essendo prodotti finiti per il venditore, costituiscono materie prime e semilavorate per l'acquirente (ad esempio, le mattonelle).
Ciò premesso, le cessioni relative ai beni finiti, da destinarsi alla costruzione degli impianti fotovoltaici o eolici, scontano l'Iva al 10% purché l'acquirente rilasci una dichiarazione al cedente dalla quale risulti che i beni verranno utilizzati per l'installazione delle suddette strutture.
In relazione al punto b), l'Agenzia ricorda, in via preliminare, che possono essere agevolate le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto per costruire gli impianti di distribuzione di energia elettrica da fonte solare, fotovoltaica ed eolica (n. 127-septies, tabella A, parte III, Dpr 633/1972), che la circolare 20/1973 ha riconosciuto ai subappalti lo stesso trattamento tributario degli appalti, considerato che anch'essi concorrono alla realizzazione dell'opera finale, e che l'articolo 16, comma 3, Dpr 633/1972 dispone: "per le prestazioni di servizi dipendenti da contratti d'opera, di appalto e simili che hanno per oggetto la produzione di beni … l'imposta si applica con la stessa aliquota che sarebbe applicabile in caso di cessione dei beni prodotti…". Alla luce del suesposto quadro normativo, l'Amministrazione fiscale ritiene che l'aliquota agevolata prevista per le prestazioni di servizi relative a contratti di appalto può essere applicata anche ai contratti d'opera volti a realizzare le strutture beneficiarie dell'agevolazione.
Per quanto riguarda il punto c), il diritto alla detraibilità dell'Iva su beni e servizi acquistati è riconosciuto qualunque sia l'aliquota, purché gli stessi siano impiegati in operazioni soggette all'imposta (articolo 168, direttiva Iva 2006/112/Ce), siano cioè importati o acquistati nell'esercizio di impresa, arte o professione. Pertanto, a nulla rileva il fatto che l'aliquota applicata sia quella ordinaria o quella agevolata, l'importante è che non sia inficiato il principio che presiede alla detraibilità dell'Iva.
Infine, in relazione all'ultimo quesito, l'Agenzia ricorda tutti i presupposti che devono sussistere per l'applicazione del regime del reverse charge. Nel caso in esame, la società istante si potrà avvalere dello specifico meccanismo solo se provvede non solo all'acquisto dei componenti dell'impianto ma anche all'installazione dello stesso incaricando artigiani o aziende specializzate. Solo in tale ipotesi, infatti, saranno soddisfatti tutti i requisiti di legge:
- l'esistenza di un appaltatore (l'istante) e un subappaltatore (artigiano o altra azienda)
- lo svolgimento di un'attività edile riconducibile a quelle elencate nella sezione "Costruzioni" della tabella Ateco 2007
- una prestazione di servizi, nel caso specifico l'installazione presso il cliente dell'impianto fotovoltaico richiesto.
Nelle altre situazioni prospettate dalla società istante (acquisto dei singoli componenti del kit solare e del materiale generico o anche semplice cessione dei materiali e dei componenti acquistati all'ingrosso), non trattandosi dello svolgimento di un'attività edile, l'inversione contabile non potrà trovare applicazione.
Fonte:nuovofiscooggi.it(Patrizia De Juliis)
Il Mouse compie gli anni: storia di una rivoluzione in un..doppio click
Il mouse, quell’accessorio del nostro pc che oramai ci sembra tanto scontato ma di cui ormai non sapremmo più fare a meno (o quasi..) compie oggi 40 anni. O meglio il 9 dicembre del 1968 il mouse faceva la sua prima apparizione in pubblico.
Di anni ne sono passati, e ormai di mouse ne esistono di ogni forma e tipo: wired, wireless e anche bluetooth, con rotella o a lettore ottico e così via. Ma 40 anni fa quando, durante la Fall Joint Computer Conference di San Francisco, fu presentato il frutto della mente geniale di Dr. Douglas C. Engelbart, il mouse era costituito semplicemente da un unico blocco di legno dotato di due rotelle metalliche che rappresentavano gli assi cartesiani mediante i quali riceveva le informazioni di movimento del puntatore meccanico. L’unico tasto di colore rosso situato nella parte superiore ed il filo sul retro lo facevano somigliare proprio ad un topolino e da lì il nome “mouse”.
Durante la presentazione fu grande lo stupore degli esperti presenti, quando Engelbart riuscì a controllare con quel marchingegno un sistema di computer in rete. La dimostrazione, durata oltre 90 minuti, riguardava anche ipertesti, indirizzamenti di oggetti, link dinamici di file, editing di testo, gestione di finestre multiple su monitor diversi,collaborazione su schermate condivise tra utenti in comunicazione attraverso canali audio e video di una rete.
Il primo prototipo dell’invenzione che rivoluzionò il modo di interagire con i computer e che ha dato il via dato all’ideazione di milioni di dispositivi di puntamento, fu presentata dal Engelbart e il suo team dell’Istituto per la Ricerca di Stanford (SRI) nel 1964. Il 21 giugno del 1967 viene invece depositato il brevetto dell’applicazione legata a quello che venne denominato “Indicatore di posizione X-Y per un sistema visuale”. Quindi la presentazione ufficiale esattamente 40 anni fa, il 9 dicembre 1968.
Fonte:blog.pmi.it(Noemi Ricci)
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